“Storie bestiali” di Papik Genovesi e Sandro Natalini – Presentazione

Di solito mi prefiggo come obiettivo da blogger quello di pubblicare un post al giorno, traguardo che ultimamente ho raggiunto quasi sempre a meno di casi eccezionali come lo scorso lunedì, occupato interamente dalla gita fuori porta con la famiglia e quindi giornata in cui mi sono scordata di aggiungere un post. Quest’oggi ho già pubblicato una recensione, eppure quando ho ricevuto dal corriere il pacco contenente il volume “Storie bestiali” non ho potuto fare a meno di pensare che per celebrare l’odierna Giornata della Terra un post su questo interessante volume pubblicato da Editoriale Scienza era quasi d’obbligo.

Grazie al grande formato (25×32 cm), alla colorata copertina rigida su cui campeggia il titolo in rosso acceso, al numero di pagine tutt’altro che modesto (80) questo volume si impone all’attenzione di grandi e piccini sin dal primo sguardo. E basta una veloce scorsa del retro di copertina per capire quale sia la filosofia che ha portato alla pubblicazione di un simile testo: raccogliere in un unicum concettuale i più sorprendenti comportamenti, caratteristiche, aspetti della fauna terrestre, portando i bambini a conoscere particolarità che normalmente persino diversi adulti non conoscono.

Il libro infatti, dopo una coppia di pagine introduttive focalizzate sul duplice concetto di evoluzione e varietà delle specie, nei successivi undici capitoli offre uno spaccato dell’incredibile variegatezza che contraddistingue gli animali sotto l’aspetto di cibo, cacca, sonno, sensi, comunicazione, corteggiamento, amore, maternità, cure parentali, capacità di curarsi ed infine morte.

A ciascun argomento sono destinate cinque pagine: le prime quattro espongono abitudini, capacità, peculiarità fuori dal comune legate per le diverse specie al concetto che ispira lo specifico capitolo, mentre l’ultima facciata è occupata da quella che sul sito della casa editrice è definita un’infografica – ovvero uno schema monocromatico, composto di immagini e concetti chiave, che aiuta a focalizzare quanto letto in precedenza.

Ecco due esempi di infografica: quella relativa al capitolo “curarsi” (a sinistra) ed al capitolo “morte” (a destra)

E di informazioni il libro ne contiene davvero moltissime, passando da quelle insolite ma tutto sommato generalmente note (gli scoiattoli mettono da parte il cibo per il periodo invernale, alle lucertole che perdono la coda questa ricresce, i conigli sono straordinariamente prolifici) ad altre decisamente meno comuni: il toporagno deve mangiare continuamente e non sopravvive oltre due ore senza trovare cibo, esiste una lumaca (unico caso certo fra i molluschi) che come le lucertole può sacrificare la coda per sfuggire ai predatori, una piccola rana australiana (ora estinta) dopo aver deposto le uova le inghiottiva per covarle in sicurezza e al momento della schiusa vomitava dalla bocca i girini appena nati.

Insomma, le notizie raccolte dagli autori sono davvero molteplici e da questo punto di vista “Storie bestiali” non può che essere catalogato a buon diritto come libro didattico. Ma – come spesso accade per le pubblicazioni più recenti e come sicuramente ho notato finora in tutti i volumi di questa casa editrice – le nozioni non sono banalmente accodate una all’altra a mo’ di enciclopedia, al contrario sono rese accattivanti anche a livello espositivo. Ogni aspetto è davvero curato e pensato per stimolare la curiosità e la memoria dei bambini, così che da un lato siano invogliati a leggere e dall’altro ricordino quanto hanno appreso.

Ecco allora che nella pagina introduttiva dedicata a ciascun capitolo il grassetto evidenzia i concetti più curiosi e significativi, qualche essenziale fumetto (o macchia di colore) ripete un’informazione particolarmente incredibile, mentre colori e font diversi distinguono il nome dell’animale (“Pidocchio di mare“), la sua specie (“crostacei“), un piccolo slogan che contraddistingue l’aspetto del quale si parlerà a seguire (“Mia madre era … una santa“, perché i piccoli nascituri divorano dall’interno il corpo della madre per venire alla luce).

Ecco le prime pagine del capitolo dedicato al cibo

Per chi, come noi, già conosceva Sandro Natalini grazie allo squisito volume “La storia della vita, alcune peculiarità espositive di “Storie bestiali” sono state una conferma, ma una conferma decisamente piacevole: le informazioni suddivise per specie e strutturate con titoli e sottotitoli esplicativi e colorati, illustrazioni a corredo di ogni paragrafo, il box “scimmia curiosa” che offre un maggiore approfondimento rispetto alle più succinte spiegazioni offerte dalle altre sezioni, pagine rese ariose dagli spazi bianchi sempre ben calibrati fra una sezione e l’altra, un colore diverso per ciascun capitolo ripreso in particolari come le cornici e la tinta dominante nell’infografica conclusiva.

Le illustrazioni sono puntualmente abbinate a ciascun box informativo, anche se ho apprezzato in particolare scenari e disegni a pagina intera (ci avevano affascinato, infatti, le tavole presenti in “La storia della vita” ad introduzione di ogni era geologica). “Storie bestiali” infatti è ricco di illustrazioni, ma di solito esse sono limitate ad un ritratto dell’animale di cui si parla nel testo corrispondente, e per quanto i disegni siano sempre ben fatti, sono soprattutto quelli che mostrano una panoramica più ampia dell’habitat di una certa specie a permettere allo stile evocativo e sfumato di Natalini di risaltare al meglio.

D’altra parte le illustrazioni sono un indiscutibile punto di forza di questa pubblicazione: credo infatti che la scelta di aver arricchito il libro interamente con disegni e nessuna fotografia (aspetto che in un primo momento mi aveva stupita e un po’ spiazzata) abbia permesso agli autori di includere informazioni anche su animali –  o caratteristiche – che per un bambino avrebbero potuto essere poco accattivanti se viste con eccessivo realismo. Se infatti chiunque guarda con piacere le foto dei mammiferi e degli uccelli, e magari dei pesci più colorati, non si può certo dire altrettanto delle immagini di insetti come scarafaggi, pidocchi, mantidi e ragni. Le illustrazioni di Natalini invece risultano sempre – per quanto realistiche – delicate e un po’ naif, impedendo ai più piccoli di restarne impressionati.

Questo invece è un estratto del capitolo dedicato alle cure parentali

La mia esperienza: appena giunto in casa nostra, ho sfogliato il libro coi miei figli soffermandomi sul primo capitolo (il cibo), particolarmente interessante per noi perché proprio nelle ultime settimane il maggiore a scuola aveva studiato l’alimentazione degli animali. Sia lui che la sorellina si sono divertiti molto a scoprire informazioni assolutamente inattese (come la tipica dieta dello skua, uccello dell’artico dal carattere a dir poco prepotente che mangia il vomito di altri animali) e benché il libro per essere inquadrato in un contesto più vasto vada letto preferibilmente con un adulto accanto, entrambi dopo poco si sono talmente interessati all’argomento che non si curavano nemmeno più della mia presenza o meno al loro fianco.

Età per cui lo suggerisco: lettura ad alta voce dai 5 anni – lettura autonoma dagli 8 anni

Valutazione: acquisto assolutamente consigliato!

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Per maggiori informazioni rimando al sito che la casa editrice dedica al volume:

http://www.editorialescienza.it/it/libro/storie-bestiali.htm

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