“Ti ricordi di me?” di Sophie Kinsella – Recensione

[Titolo originale: Remember me?]

Il mio giudizio in breve:

Bello anche se me lo aspettavo un po’ più allegro e scanzonato (“La regina della casa” per esempio ha maggior humour), mi ha colpita soprattutto perché nonostante la scorrevolezza e lo stile leggero fa comunque riflettere. Non solo infatti l’autrice mostra che la vita perfetta non è perfetta come sembra, ma anche che pure uscirne non è facile e qualsiasi sia la scelta fatta, essa probabilmente lascerà una traccia di dispiacere o di rimpianto.

La storia inizia mostrando la protagonista Lexi, una giovane poco più che ventenne che esaspera le due caratteristiche fisiche distintive di Hermione Granger (capelli crespi e denti sporgenti) al punto da meritarsi il soprannome di Dentona. Come abituale nei romanzi della Kinsella la narrazione è in prima persona e già dal prologo è evidente che la vita di Lexi non va troppo bene: tralasciando problemi temporanei come gli stivali stretti (e pensare che sono nuovi!) oppure la pioggia a catinelle che la inzuppa mentre cerca disperatamente un taxi, il giorno dopo è fissato il funerale di suo padre. E sembrano non andare troppo bene neppure l’aspetto sentimentale (il suo ragazzo, Dave lo Sfigato, non si è fatto vedere per tutta la sera) né il lavoro (ha  perso il bonus annuale dell’azienda perché per riceverlo bisogna essere dipendenti da almeno un anno e lei è stata assunta solo 51 settimane prima). Nessuno stupore dunque che la conclusione della serata sia scivolare clamorosamente sul marciapiedi bagnato, andando a sbattere violentemente sull’asfalto …

Ben più strano è il risveglio in ospedale: non solo Lexi non sta nell’anonima corsia che si aspetterebbe, non solo non c’è nessuno accanto a lei (belle amiche le sue amiche!), ma nel giro di poche ore scopre che quello non è banalmente il giorno dopo la disastrosa serata sotto la pioggia. Da quella notte sono passati tre anni, lei è in ospedale per un incidente molto più recente, ma un’amnesia le ha tolto tutti i ricordi di questi ultimi 36 mesi. Per Lexi è bizzarro ritrovarsi nel corpo di una ventisettenne ma lo è ancora di più scoprire che ora in ufficio è a capo di un reparto e che ha sposato un certo Eric, un uomo dai capelli ricci che trasuda fascino e ricchezza e la tratta con grandissima tenerezza.

Che cosa dire di “Ti ricordi di me?” senza svelare oltre la trama, che è davvero simpatica nel suo alternare situazioni assurde ma comiche ad altre molto più credibili, nel proporre una situazione da un punto di vista per poi capovolgerla un capitolo dopo, nell’inserire elementi sempre più disturbanti nella riscoperta che Lexi fa della propria vita? Sicuramente un punto di forza del romanzo è la sua eroina, prima giovane tutt’altro che perfetta e poi di colpo trasformatasi (chissà come) in una impeccabile donna-manager dai vestiti firmati, l’acconciatura curata, i denti perfetti e una linea invidiabile. Certo, Lexi è un po’ superficiale e materialista (a venticinque come a ventotto anni), tant’è che affronta l’amnesia determinata non tanto a riempire quel vuoto nella sua memoria ma soprattutto a non lasciarsi scivolare dalle mani quella che ha tutta l’aria di una vita divina. Tuttavia ciò che colpisce di lei col proseguire della storia è, a mio parere, il modo in cui riesce a mettersi in discussione, a interrogarsi sulla direzione presa in quegli anni di cui non ha ricordi, a ridimensionare le proprie aspettative per puntare su ciò che – almeno nella nuova situazione emotiva che sta vivendo – le pare conti davvero.

Una delle edizioni in lingua inglese del libro: anche qui sono messi in primo piano i girasoli, senza dubbio molto importanti nell’ambito dei ricordi perduti di Lexi

La prima volta che ho letto questo libro non avevo una gran base di confronto con altre opere dell’autrice, perché di suo avevo letto semplicemente “La regina della casa“, e “Ti ricordi di me?” mi era parsa semplicemente una divertente, a tratti poco realistica ma gradevole storia di una giovane donna che cerca di mettere insieme la sua vita dopo un’amnesia. Rileggendo a distanza di anni il romanzo (visto che non conoscevo altri titoli che si adattassero ad una delle tracce di lettura date per la sfida a cui partecipo, e che questo mese indicava “un titolo contenente la parola ricordo o ricordi“) mi sono resa conto che pur senza essere scanzonato come sono di solito i chick-lit, il libro è scorrevole ed invoglia a proseguire la lettura nonostante io non abbia mai avvertito una vera empatia per Lexi.

Della protagonista infatti non mi è piaciuto il fatto che, in realtà, appena scoperta qualche crepa nel suo matrimonio in apparenza perfetto, lei abbia dedicato molti più sforzi alla carriera che non a rimettere insieme la relazione con Eric. Forse il marito è un mister perfettino troppo rigido e fissato con la vita in stile loft, ma Lexi ha dato sicuramente più chance al compito di ritrovare una propria identità lavorativa e a ricucire il legame con le amiche che non a riscoprire (o scoprire da zero) dei punti di accordo con il coniuge. Certo, quest’uomo è per lei poco più di un estraneo, ma un estraneo con cui era stata più che lieta di allontanarsi dall’ospedale quando aveva scoperto che l’avrebbe condotta in un attico lussuoso a bordo di una costosa mercedes.

D’altra parte ho trovato davvero intrigante l’idea alla base della storia, ovvero lo svegliarsi una mattina e scoprire non solo che si sono dimenticati gli ultimi tre anni di vita, ma soprattutto che tutto quanto si ricordava è cambiato e che ogni cosa adesso sembra fuori posto, inattesa, piovuta dal cielo. Così come è stato divertente assistere alle sbalordite reazioni di Lexi dapprima per il lusso e il successo che sembravano farle aura intorno, e poi ai problemi sempre più marcati che rendevano quel successo via via meno reale.

Insomma, “Ti ricordi di me?” è uno di quei rari casi in cui pur senza trovare particolarmente intriganti in protagonisti mi sono lasciata catturare dalle loro vicende – motivo per cui ritengo il romanzo un ottimo esempio di chick-lit ed un titolo che mi sento di consigliare caldamente a chiunque sia in cerca di un titolo leggero ma comunque capace di far pensare e di uscire almeno in parte dagli schemi.

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