“La notte è un luogo solitario” di Barbara Erskine – Recensione

[Titolo originale: Midnight is a Lonely Place]

Il mio giudizio in breve:

Storia carica di suspense, ottimo esempio di come si possano intrecciare una trama romantica e le suggestioni tipiche di un thriller mozzafiato. Forte anche la componente soprannaturale in questo avvincente romanzo dove i fantasmi non sono semplici presenze che spaventano o inquietano, ma veri e propri personaggi con il loro passato e le loro tragedie. Nonostante un epilogo un po’ prevedibile e alcuni passaggi poco realistici, una lettura assolutamente valida.

Confesso che con questo romanzo io ho avuto un rapporto un po’ conflittuale: lo acquistai entusiasta alla sua prima uscita in libreria sull’onda dell’entusiasmo che aveva generato in me la lettura di un’altra opera della stessa autrice, “L’ombra di una voce” (libro bellissimo che devo proprio decidermi a recensire sul blog), ma poi ne rimasi se non esattamente delusa comunque spiazzata perché la storia era abbastanza diversa da ciò che io mi aspettavo.

Riletto alcuni anni dopo ne apprezzai invece, come in questa terza e più recente rilettura, la componente soprannaturale ed il modo in cui la Erskine è riuscita a rendere intrigante, emozionante ed inquietante una storia di per sé non molto originale e a tratti persino poco credibile.

Le vicende narrate hanno inizio presentando la protagonista Kate, saggista di successo specializzata in biografie e la cui ultima opera ha riscosso un notevole successo, mentre si scontra con la consapevolezza che il compagno Jon è invidioso della sua fama e molto più egoista che innamorato. All’inevitabile rottura segue la scoperta che il conto corrente di Kate è quasi in rosso, concatenazione di circostanze che porta la giovane donna ad affittare un remoto cottage sulle desolate spiagge dell’Essex e ritirarsi lì per dedicarsi al suo nuovo progetto editoriale. Ciò che Kate non sa è che quel cottage viene attualmente utilizzato come studio dal figlio maggiore della famiglia che lo possiede, aspirante pittore che vede decisamente male l’intrusione di un’estranea nel suo regno. Gli strani fenomeni che turbano la tranquillità del luogo sono dunque un maldestro tentativo di Greg di spingere Kate ad andarsene, o sono realmente collegati allo scavo archeologico amatoriale che l’ultimogenita dei Lindsay sta conducendo poco lontano dal cottage?

Come si nota da questo sommario riassunto del romanzo, “La notte è un luogo solitario” non brilla per originalità in quanto presto un interesse sentimentale verrà a sommarsi al difficile rapporto fra Kate e Greg, trasformando infine la coppia in un classico triangolo quando sulla scena apparirà anche il precedente fidanzato della giovane. A questo canovaccio di fondo sin troppo abusato in letteratura si somma poi una caratterizzazione dei personaggi che a tratti perde un po’ di coerenza o di ragionevolezza: Greg, pur essendo quasi trentenne, si comporta con l’incoscienza di un adolescenze petulante e più in generale tutta la sua famiglia sembra più propensa a bersi una tazza di tè che ad affrontare le difficoltà. Alcuni personaggi poi (come la sorella di Kate o il suo amico editore Bill) sono secondo me più un peso che un contributo significativo alla storia, eppure nonostante questo il libro è avvincente, intrigante.

Perché ho trovato difficile interrompere la lettura di una storia che – fin qui – pare abbastanza poco interessante? Per l’atmosfera che la Erskine ha saputo evocare, per il modo magistrale in cui ha dato vita ad una storia tormentata risalente a quasi due millenni prima e l’ha resa non soltanto emozionante in sé ma soprattutto decisiva per lo svolgersi degli eventi presenti. Se Kate, Greg, Jon, Alison e Patrick sono figure non completamente a tutto tondo, al contrario Marco Severo, Nion e Claudia si caratterizzano per una tensione e una passione incredibili.

Come negli altri suoi due romanzi legati alla reincarnazione, anche in questo la Erskine dipinge una storia passata così vivida da renderla addirittura più ricca di pathos di quella contemporanea. E per quanto le vicende dell’antica Britannia siano appena sfiorate, senza che l’autrice entri nel dettaglio su quella che era la vita dei suoi protagonisti, il risultato è evocativo, appassionante, emozionante.

Come si vede la copertina italiana del libro ricalca quella inglese, il cui stile è comune con altri romanzi della Erskine (purtroppo ancora non pubblicati nel nostro paese): un edificio isolato nella parte alta e un manufatto o comunque un oggetto in quella inferiore.

Assolutamente mozzafiato è inoltre quello che si potrebbe etichettare come il taglio thriller del libro: perché quasi subito il lettore intuisce che quella sabbia brulicante di vermi, quei rumori soffocati che si odono nel cottage, il penetrante profumo dei gelsomini, nulla di tutto ciò è un maldestro inganno inscenato per spingere Kate ad lasciare l’Essex. Al contrario si respira quasi subito un senso di timore, di pericolo, di mistero, squisitamente coronato dalla brezza che fruscia fra gli alberi scheletrici oppure che soffia sulla deserta spiaggia sferzata dalle onde di un mare grigio e freddo. Ecco allora che l’inatteso crescere di una violenza insospettata mette letteralmente i brividi, in un crescendo di tensione perfettamente reso dai capitoli brevi e concisi che conferiscono un ritmo incalzante alla narrazione.

Perché presto diventa evidente come le passioni sepolte per secoli sotto la torba e la sabbia, improvvisamente emerse dopo che il mare e la curiosità di una ragazzina hanno eroso la fragile barriera che le teneva rinchiuse, non sono soltanto un ricordo remoto. L’amore e l’odio si scatenano di nuovo, invadendo la mente e le personalità (apparentemente meno forti) di chi vive nel presente, intrecciando le esistenze e i desideri dei morti con quelli dei vivi, mettendo a rischio la sanità mentale e addirittura l’esistenza di chi è costretto ad affrontare ombre minacciose e sempre più determinate.

La notte è un luogo solitario” non è a mio parere un capolavoro, parecchi aspetti avrebbero potuto essere migliorati, eppure nonostante i suoi difetti rimane una lettura avvincente, emozionante, ricca di suspense. Una lettura perfetta per una cupa notte d’inverno, a meno che i brividi suscitati dall’atmosfera di ansia così ben ricreata non finiscano per spaventare spingendo a controllare che le finestre di casa propria siano ben chiuse contro il gemito del vento e quello delle anime tradite che non trovano pace neppure nella morte.


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