“All’improvviso la scorsa estate” di Sarah Morgan – Recensione

[Titolo originale: Suddenly Last Summer]

Il mio giudizio in breve:

Mi è piaciuto soprattutto che si sia rivelato diverso da “Mentre fuori nevica“, in particolare i protagonisti (sebbene gli uomini fossero gemelli), ma anche le situazioni e i dialoghi, e che sia meno presente la famiglia (un po’ troppo sopra le righe con la sua estrema affabilità nel primo volume) anche se c’è stata forse un po’ troppa enfasi per l’attrazione fisica fra i protagonisti.

Copertina simpatica e in tono con il volume precedente, ma perché la Tour Eiffel? I protagonisti a Parigi trascorrono poche ore e senza andare in un locale ...
Copertina simpatica e in tono con il volume precedente, ma perché la Tour Eiffel? I protagonisti a Parigi trascorrono poche ore e senza andare in un locale (che comunque non sarebbe di Elise e dunque lei non farebbe certo da cameriera/chef) …

Ho già parlato un pochino di questo romanzo quando ne ho recensito l’estratto iniziale, nel post odierno non voglio aggiungere altro sulla trama del libro se non un dettaglio tutto sommato prevedibile: con il ritorno di Sean a Snow Crystal si riaccende la passione fra i protagonisti, che avevano trascorso un’intensa notte insieme l’estate precedente, ma entrambi paiono più che decisi a non andare oltre l’incontro occasionale. I motivi di Sean sono chiari fin da subito – il lavoro è la sua indiscussa priorità – mentre quelli di Elise verranno svelati pian piano, mentre la prolungata vicinanza farà sempre più evolvere il rapporto fra i due verso la direzione di una relazione stabile.

Tolta dunque la trama, che come in tutti i romanzi d’amore è in parte prevedibile ma che si arricchisce anche di qualche spunto inconsueto o quanto meno inatteso, l’aspetto che più ho apprezzato in questo romanzo è stato il modo in cui l’autrice sia riuscita a mostrare quanto poco Sean assomigli al suo gemello. Spesso quando si leggono delle saghe familiari i personaggi sono un po’ uno la fotocopia dell’altro (soprattutto nelle storie romantiche, il cui protagonista deve quasi per forza possedere una certa serie di requisiti standard come l’aspetto affascinante, un’età intorno alla trentina, ottime abilità amatorie e qualche oscuro segreto che gli ha finora impedito di farsi una famiglia): ebbene, la Morgan mi pare che sia riuscita a distinguere bene Jackson e Sean.

Mentre infatti Jackson sembrava quasi troppo sensibile ed altruistico, paziente nel demolire le difese di Kayla con tenerezza più che passione, già il primo approccio con Sean mostra un gemello emotivamente più chiuso, un uomo che ha il lavoro come priorità e che pur non sdegnando la compagnia occasionale delle donne non vuole mettersi nella posizione di dover giustificare con una donna un ritardo in ospedale o un improvviso cambio di programma.

Anche il suo rapporto conflittuale con il nonno si distacca abbastanza nettamente da quelli che erano stati i motivi di contrasto fra Walter e Jackson, per quanto mi abbia un po’ infastidita il fatto che la scrittrice nel chiudere il primo volume abbia mostrato un addolcirsi della personalità del patriarca O’Neil che non ha poi avuto riscontri in questo secondo romanzo della trilogia. Possibile che dopo essersi chiarito con il primogenito, Walter non pensi di scambiare nemmeno una parola con l’altro gemello? Perché si mostra così ottuso quando pareva che avesse capito tutto appena alcuni mesi prima?

Un altro aspetto che mi è piaciuto è legato alla presenza di un motivo serio per la voglia di Elise di non impegnarsi – anche se come al solito invece all’uomo come ragione basta il lavoro. D’altronde Sean aveva altri tipi di problemi e come personaggio l’ho percepito più credibile rispetto a Jackson, nonostante entrambi incarnino il classico protagonista maschile che seduce e incanta. Un po’ meno originale è il fatto che anche in questa seconda coppia si abbia un capovolgimento dei ruoli fra chi rifugge da una relazione stabile e chi la cerca: nel romance più classico è l’uomo a fuggire davanti alla prospettiva di un impegno sentimentale serio, mentre nei romanzi della Morgan sono le donne a farlo. Il che d’altra parte è coerente con il fatto che sia Kayla che Elise siano figure femminili approfondite, con i loro punti di forza, e soprattutto con l’inconscio desiderio di mascherare la propria vulnerabilità.

Ammetto che inizialmente avevo una certa diffidenza verso il personaggio di Elise, che non mi era molto congeniale né dal poco appreso di lei in “Mentre fuori nevica” né dalle prime pagine di “All’improvviso la scorsa estate“. La Morgan invece è riuscita in questo libro dedicato a lei a farmela rivalutare, almeno in parte, anche se continuo a ritenere che sia stata un po’ troppo enfatizzata l’attrazione fisica fra lei e Sean. Passione e passionalità ci stanno, soprattutto in un romance, ma quella fra i protagonisti è apparentemente così forte che i due (persone adulte con un lavoro che li fa sentire realizzati, molti impegni alcuni anche imminenti, nonché un parente reduce da un serio problema cardiaco) non riescono a staccarsi gli occhi di dosso e ad evitare di saltarsi letteralmente addosso strappandosi a vicenda i vestiti.

Due possibili volti per i protagonisti: Henry Cavill (il più recente interprete di Superman) nei panni di Sean, Essie Davis (nota per aver interpretato miss Fisher nell'omonima serie) in quelli di Elise
Due possibili volti per i protagonisti: Henry Cavill (il più recente interprete di Superman) nei panni di Sean, Essie Davis (nota per aver interpretato miss Fisher nell’omonima serie) in quelli di Elise

Più in generale mi è piaciuto poco invece quello che sapeva un po’ di già letto in relazione al primo romanzo: come ho già accennato il fatto che lei che non voglia impegnarsi quando lui si dichiara pronto a rendere più stabile il loro rapporto, ma anche che sia sempre il nonno un punto focale nei problemi del protagonista, oppure che l’eroe appaia talmente sexy che le donne non riescono a non sbavare guardandolo (memorabile in tal senso – e non positivamente – il passo in cui Sean lavora al pontile e tutte le lavoranti del caffè si fermino imbambolate a mangiarselo con gli occhi).

Complessivamente comunque giudico “All’improvviso la scorsa estate” un buon libro perché a parte due momenti decisamente prevedibili (l’escursione forzatamente fatta insieme e l’incidente del piccolo Sam) e l’assurdità di non trovare in tutto il Vermont una ditta che sistemasse il pontile – lavoro che un chirurgo porta a termine da solo in un paio di giorni – il romanzo è costruito su personaggi ben delineati, più approfonditi di quanto accada normalmente nelle storie d’amore. Figure dunque delle quali sono mostrati sia pregi che difetti, i segreti nascosti, gli errori commessi in passato, le speranze per il futuro. Senza contare che intorno alla storia romantica fanno capolino anche temi importanti come il dolore per la perdita di una persona cara, le difficoltà economiche, la violenza domestica: tutti temi che non è affatto comune veder toccati con la leggerezza (da non confondersi con superficialità) della Morgan.

Insomma, come già il suo predecessore “Mentre fuori nevica“, neppure “All’improvviso la scorsa estate” è un capolavoro della letteratura eppure è una lettura decisamente coinvolgente e gradevole, uno dei romanzi rosa ad ambientazione contemporanea più interessanti che io abbia letto negli ultimi mesi. E per questo lo consiglio a chi desideri un paio d’ore di piacevole evasione dalla realtà senza per questo ridursi a leggere una trama banale o sdolcinata.

 

Voto:gifVotoPiccola gifVotoPiccolagifVotoPiccolagifVotoPiccolagifVotoPiccola

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...