“La stagione dei frutti magici” di Levi Pinfold – Presentazione

Avevo già parlato di un libro firmato da Levi Pinfold (questo il link); il post di oggi è dedicato ad un nuovo albo di questo artista – sempre pubblicato da Terre di Mezzo. Se nel volume precedente il tema affrontato era stato quello della paura, questa volta il messaggio si potrebbe catalogare come “ecologista” visto che è incentrato sul rispetto che le persone dovrebbero avere per la natura, nonché sulla capacità di vivere in sintonia con essa.

stagionefruttimagicicopertina

Il libro, che come “Cane nero” vanta una resistente copertina rigida, ha questa volta uno sviluppo orizzontale che verticale ma l’impostazione delle 36 pagine che lo compongono è assai simile a quella che già aveva caratterizzato il precedente volume dell’autore. Abbiamo infatti la contrapposizione di una limitata porzione di testo con un ampio spazio dedicato alle illustrazioni, che non solo occupano un’intera facciata ma spesso fanno capolino in minuscoli cammei sopra o sotto la parte scritta.

Una novità di “La stagione dei frutti magici” è la sua impostazione in versi, che lo rende simile ad una filastrocca grazie alla ripetizione di rime alternate. Questa forma non è insolita nelle pubblicazioni per l’infanzia (l’esempio più celebre che mi viene subito in mente sono le meravigliose opere di Julia Donaldson) e sicuramente ha il vantaggio di proporre un’esperienza diversa ai bambini, che non mancheranno di sentirsi catturati dalla musicalità e dalla scorrevolezza di questo testo un po’ particolare. Ciò che invece mi ha convinta assai meno (anzi, mi ha addirittura frenata dall’acquistare il volume) è il contenuto della narrazione.

Il racconto di Pinfold è incentrato sul Greenling, un folletto dalla carnagione verdognola, che il signor Orzodoro trova un giorno nel canale di scolo che sbocca sul suo campo. Presto l’uomo capisce che quello strano neonato ha in sé qualcosa di speciale: il folletto infatti è in grado di far crescere ovunque frutti squisiti, oppure fiori erba e germogli. Il signor Orzodoro si prende cura del Greenling come se fosse suo figlio, ma non può fare a meno di notare che tanto sua moglie – continuamente risentita e piena di rimbrotti – quanto l’intero paese sono spaventati da quella presenza strana; questo almeno finché Greenling non riuscirà a conquistarli con i suoi doni magici.

La storia è bella, ricca di significati nascosti (accogliere ciò che è diverso da noi, non giudicare dalle apparenze, aver cura non soltanto della natura ma anche di ciò che la vita ci dona più o meno inaspettatamente, saper cogliere il potere e la forza rigenerante della natura) ma mi pare che questi significati siano comprensibili quasi esclusivamente agli adulti. Mi spiace continuare a fare paragoni fra quest’albo e “Cane nero“, perché credo che due opere anche se prodotte dallo stesso autore abbiano ciascuna la propria individualità, ma in questo caso il confronto mi viene proprio spontaneo.

Dal sito dell'autore www.levipinfold.com/ questa bella illustrazione del momento in cui il signor Orzodoro trova il Greenling
Dal sito dell’autore http://www.levipinfold.com/ questa bella illustrazione del momento in cui il signor Orzodoro trova il Greenling

Là dove “Cane nero” riusciva, con naturalezza ed immediatezza, a trattare un tema complesso come la paura rendendolo facilmente accessibile anche ai bambini, mi pare che invece “La stagione dei frutti magici” si riveli poetico ma poco chiaro ad un pubblico infantile. Potrà essere abbastanza facile capire che quell’essere giudicato da tanti quasi un mostro non lo è affatto, ma da qui a far cogliere ad un bambino la forza della natura e l’importanza di rispettarla il passo è ancora lungo. Né la storia – che pure, lo ripeto, è poetica ed interessante per un “grande” – aiuta molto.

Splendide invece proprio come accadeva in “Cane nero” sono le illustrazioni di Pinfold, grandi tavole ricche di dettagli e di suggestioni. Disegni davvero magistrali che riescono a trasmettere un senso quasi fotografico del particolare pur senza perdere nulla della loro aura un po’ incantata. Si passa dunque dal ritrovamento del Greenling in veste di paffuto neonato, avvolto in quello che sembra una grande peonia dai petali bianco-verdi, alla sua crescita accompagnata da una fame incontenibile e dalla bizzarra trasformazione della casa dei signori Orzodoro che sempre più si fa simile ad un giardino lei stessa, invasa com’è da rami, fiori, frutta.

Una delle pagine del volume
Una delle pagine del volume

Nonostante la grande precisione e ricchezza di dettagli che fa somigliare ogni illustrazione ad un quadro, le varie tavole conservano anche una certa dimensione onirica, magica, fantastica. Squisito per esempio il modo in cui nonostante abbia adoperato colori quasi polverosi, l’artista sia riuscito a mostrare il contrasto sottile degli umani (sempre un po’ grigini) contro i verdi, i gialli e gli arancioni della natura. Ciò che più mi ha colpito nei disegni è stato il peso dato alla luce, che entra dalle finestre e alternativamente illumina oppure disegna ombre o suggerisce una strada. Ma come già per il testo, anche questa credo che sia soprattutto una considerazione da adulta che difficilmente potrebbe essere condivisa da un bambino a meno di non fargli notare esplicitamente l’uso dei colore e delle sfumature nei vari disegni.

La mia esperienza: non ho acquistato questo libro perché, nonostante io lo abbia sfogliato con piacere, mi è sembrato più un delizioso albo per adulti che non un volume destinato ai bambini. La sensazione in parte è stata la stessa provata nel tenere in mano Ondine, tuttavia in questo caso non ho trovato nulla che sconsigli la lettura ad un bambino: semplicemente temo che fino ai 10-12 anni sia difficile cogliere tutte le interessanti sfumature contenute sia nel testo che nei disegni di questa poetica opera di Pinfold.

Età per cui lo suggerisco: lettura ad alta voce dai 4 anni – lettura autonoma dai 7 anni02-reading-a-book

Valutazione: acquisto consigliato

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