“Segreti di una notte d’estate” di Lisa Kleypas – Recensione

[Titolo originale: Secrets of a Summer Night – Wallflowers #1]

Il mio giudizio in breve:

Lo stile scorrevole e i dialoghi vivaci permettono di passar sopra ad una discreta mancanza di credibilità di alcune situazioni (soprattutto sul finale), mentre il rapporto fra i protagonisti è piacevolmente in bilico fra pregiudizi, attrazione, scoperta reciproca. Sicuramente un validissimo inizio per una serie che non vedo l’ora di proseguire a leggere.

Prima edizione italiana del romanzo, la cui copertina è davvero poco azzeccata: Annabelle è castana e la coppia non sta mai semisvestita su un balcone o accanto ad un colonnato …

Dopo un inizio promettente ma non entusiasmante, posso dire ora che “Segreti di una notte d’estate” è davvero un buon libro, decisamente uno fra i migliori romance moderni (nel senso di scritti recentemente) che io abbia letto negli ultimi mesi. Certo non si raggiungono i livelli della Heyer (che compensa ampiamente l’assoluta mancanza di intermezzi erotici con scene spumeggianti e interazioni curatissime fra i personaggi), e forse nemmeno dei titoli migliori della Woodiwiss (da molti ritenuta la creatrice del genere romance), ma la storia di Annabelle e Simon è proprio piacevole.

L’estratto si era interrotto dopo aver mostrato il primo incontro fra i protagonisti nel 1841 (durante il quale Simon approfitta dell’oscurità di un primitivo cinematografo per stringersi accanto ad Annabelle e baciarla) ed un loro successivo scontro ad un ricevimento, in occasione del quale l’uomo invita a danzare la giovanetta ricevendone un rifiuto secco e non troppo garbato che lo spinge ad alludere apertamente alle precarie condizioni economiche di lei ed alla possibilità che in futuro Annabelle si trovi costretta ad accettare offerte assai meno onorevoli. A questo vivace battibecco (che riprende in chiave modernizzata e più spavalda la velata scortesia con cui Elizabeth scoraggia gli inviti a ballare che le rivolge l’orgoglioso Darcy in “Orgoglio e pregiudizio“) fanno seguito alterne vicende che finiscono per portare nella medesima dimora di campagna entrambi i personaggi. Ma la vicinanza non fa che acuire la reciproca antipatia, soprattutto visto che Annabelle è interamente volta a realizzare un vitale proposito – farsi chiedere in moglie dal tranquillo lord Kendall.

Il peggior difetto del romanzo risiede a mio parere nei momenti in cui la narrazione perde credibilità e si fa più o meno fortemente inverosimile. Con questo intendo ad esempio il rapporto maturato così all’improvviso fra le audaci zitelle, che all’inizio hanno quasi fatto somigliare la storia ad un chick-lit in contesto storico: mi è parso davvero poco ragionevole che da un istante all’altro quattro donne che per un’intera stagione sono state sedute in silenzio a contemplare le proprie disgrazie, poi d’un tratto non solo si facciano delle confidenze reciproche ma si alleino per incastrare dei malcapitati sconosciuti in modo da costringerli al matrimonio. E non parliamo poi dell’assurda partita di rounders-in-mutande

Altrettanto poco credibile è, come accennavo già nella presentazione dell’anteprima del libro, la ferrea convinzione di Annabelle di dover per forza sposare un aristocratico per poter considerare buone le sue nozze. Pur vivendo di rendita come consueto per la buona società, la famiglia Peyton non è nobile (oppure al massimo lo è in maniera marginale, grazie a qualche remoto antenato con un po’ di sangue blu, visto che di titoli o avite case ancestrali non si fa menzione) e la protagonista pur essendo molto graziosa non ha dote. A ventitrè anni, consapevole che la madre si fa pagare i conti più urgenti da un disgustoso debosciato mentre il fratello quattordicenne potrebbe non poter nemmeno completare gli studi, mi pare del tutto irragionevole che Annabelle si impunti così a considerare solo visconti, lord e nobiloni. Simon è ben più ricco di tantissimi conti duchi e marchesi, ma la donna è talmente snob e prevenuta da trattarlo con disprezzo solo perché è nato nella borghesia: comportamento che rende Annabelle poco simpatica ma soprattutto sciocca.

Eccessiva mi è sembrata infine la conclusione del romanzo: l’incidente di cui è attrice la madre di Annabelle, l’inspiegabile avvicinamento quasi miracoloso fra le due famiglie (diversissime per origini, gusti e abitudini), le scene alla fonderia, la reciproca dichiarazione d’amore in un’atmosfera da letto di morte. Tutta questa parte, per quanto lo stile della Kleypas sia sempre scorrevole e a tratti addirittura brioso, mi è parsa artefatta e forzata. Troppi colpi di scena, troppo ravvicinati, come se la scrittrice volesse dare una svolta a tutte le questioni ancora in sospeso portandole ad una soluzione drammatica e d’effetto.

A destra la copertina dell’edizione italiana più recente: Simon (penso) a torso nudo su una balla di fieno: ma quando mai? Forse i colori sono scuri per rendere poco visibile la scena … Era così difficile immaginare delle immagini come quelle a corredo delle edizioni americane del romanzo?

Perché allora ho dato un giudizio comunque positivo a “Segreti di una notte d’estate“? Sicuramente perché entrambi i personaggi principali sono lontani dai soliti cliché: Annabelle è realistica nelle sue pressanti necessità economiche che la costringono a rinunciare ai sogni di ragazza ed altrettanto nella paura di estraniarsi da quella che considera (a torto o ragione) la propria classe sociale; Simon non è banalmente un bello dal passato tenebroso, ma un uomo energico e moderno che dopo essersi fatto strada nella vita vuole risultare vincitore anche in una lotta più fisica ed emotiva.

Ho apprezzato anche la maturazione dei personaggi nel corso della storia, la loro interazione fatta di dialoghi e di esperienze vissute insieme (le confidenze durante la passeggiata nel parco, la malattia di Annabelle, la prolungata partita a scacchi) piuttosto che di mera attrazione sessuale. E soprattutto mi ha colpito positivamente il modo in cui la Kleypas è riuscita a rendere vivace il loro rapporto, dosando bene l’apparente freddezza ed astio con i turbamenti vissuti in segreto. Entrambi combattivi, anche se Simon ha un’indole più anticonformista di Annabelle, eroe ed eroina sono sempre più coinvolti ed attratti l’uno dall’altra ma al contrario di altre situazioni di contorno delle quali ho lamentato la scarsa credibilità, il loro amore ha giustamente avuto bisogno di tempo e conoscenza per crescere ed esplicitarsi.

Insomma, “Segreti di una notte d’estate” mi è proprio piaciuto e benché non preveda di leggere nel giro di pochi giorni il suo seguito ideale – “Accadde in autunno“, dedicato alla ribelle e un po’ bisbetica Lillian – sono comunque curiosa di scoprire come proseguiranno le disavventure di queste tre femministe ante-litteram, pronte a congiurare e ingannare pur di ottenere quello che educazione, società e parenti si aspettano da loro: un matrimonio vantaggioso.

Voto:gifVotoPiccola gifVotoPiccolagifVotoPiccolagifVotoPiccola

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...