“Appuntamento a Natale” di Doreen Roberts – Recensione

[Titolo originale: A Mom for Christmas]

Il mio giudizio in breve:

Romanzo non particolarmente originale ma capace di far trascorrere un paio d’ore di svago grazie allo stile scorrevole ed alla mancanza sia di esagerazioni fastidiose che di personaggi troppo stereotipati. Mi ha incuriosita fin da subito la presenza di Lucy ed il suo peso nella storia è stato tutto sommato significativo come mi ero attesa dalle prime pagine.

appuntamentonatale
Copertina originale ma un po’ bizzarra, che non trovo richiamare molto il tono del romanzo né lo sviluppo della storia

Dopo aver parlato sul blog di questo romanzo all’epoca in cui ne avevo letto l’anteprima gratuita, mi trovo sostanzialmente a confermare come la storia narrata in “Appuntamento a Natale” pur senza essere originalissima o particolarmente entusiasmante sappia comunque svilupparsi con una certa dose di colpi di scena, sufficienti a mantenere vivacità e buon ritmo.

Come già avevo scritto nel commento dedicato all’estratto, il romanzo ha come nucleo centrale la collaborazione un po’ forzata fra Matthew, che ha improvvisamente bisogno di una controfigura per impersonare Babbo Natale nel proprio negozio e di una governante che si occupi di sua figlia a casa, e la minuta ma determinata Sherrie, che dopo qualche piccola esitazione non esita ad occupare entrambe le posizioni. A questo canovaccio effettivamente non molto originale, l’autrice mescola con discreta abilità qualche spunto più ricco di novità (come la ricerca da parte di Sherrie di una nuova potenziale signora Blanchard) anche se alcuni episodi scivolano leggermente verso l’esagerazione (ad esempio l’incapacità di portare Lucy al suo asilo una mattina).

L’esistenza di Lucy e la sua presenza nel romanzo, aspetto che mi aveva fin dall’inizio stuzzicata, sono nel complesso ben gestite: pur senza darle il medesimo spazio occupato dal padre e da Sherrie, la Roberts non trascura la bambina dimenticandosene quando le conviene e riportandola in primo piano quando le potrebbe far comodo. Lucy non ha molte battute, per dirla in gergo teatrale, ma si intuisce facilmente come molte delle azioni dei protagonisti siano motivate proprio dall’attenzione per la piccola, dal desiderio di prendersene cura, dall’affetto che ha saputo ispirare (con poco più che un incontro di cinque minuti) anche in un’estranea quale era per lei Sherrie.

Ciò che comunque mi ha maggiormente colpita durante la lettura è stata la cortesia dei personaggi, il modo di interagire dei protagonisti che per una volta si allontana decisamente dal solito cliché di dialoghi trasformati in campi di battaglia tanto diverse sono le posizioni di chi si affronta. L’autrice a parte qualche battibecco soprattutto iniziale, dovuto allo scetticismo di Matthew quando si trova di fronte ad un Babbo Natale che sarà alto un metro e sessanta, peserà sì e no cinquanta chili e per sommo del ridicolo indossa stivali col tacco alto, dipinge poi un rapporto straordinariamente pacato e cortese. Non solo infatti Sherrie Matthew sembrano generalmente trattarsi con educazione e gentilezza, ma anche le loro reazioni sono di solito serene, positive, raramente fondate su pregiudizi e fraintendimenti.

Forse perché negli ultimi mesi ho avuto davvero parecchio da fare nel destreggiarmi fra i numerosi impegni lavorativi e familiari, ma leggere del garbo fra i protagonisti del romanzo ha rappresentato proprio una boccata d’aria fresca. Sarà che troppo spesso mi sono ritrovata a correre fuori dall’ufficio per passare dal fruttivendolo e poi correre ancora più affrettatamente a casa a preparare la cena, ma assistere alla preoccupazione di Sherry di sapere a che ora rientrerà Matthew per far trovare il cibo in tavola al momento giusto, oppure leggere di come lui non si inquieti trovando a casa propria una sconosciuta ospite che appura essere stata invitata a cena dalla temporanea governante, sono stati momenti a modo loro rasserenanti. Quasi si trattasse di un implicito monito (a me per prima) a prendere la vita con un po’ meno frenesia, cercando di ridare ai rapporti umani la loro giusta dimensione di compromesso e cordialità.

Quelli che invece giudico i due peggiori difetti di “Appuntamento a Natale” sono invece la mancanza di colpi di scena davvero d’effetto nel procedere della narrazione ed il peso un po’ eccessivo dato all’attrazione fisica fra i protagonisti. Ho apprezzato enormemente che i due si siano dimostrati abbastanza maturi da non cedere all’impulso e finire a letto insieme una manciata di giorni dopo essersi conosciuti (e dopo appena qualche ora trascorsa insieme), ma mi risultava un po’ difficile credere che si sentissero tanto attratti reciprocamente da faticare a rimanere nella stessa stanza senza imbambolarsi ad immaginare baci romantici o abbracci appassionati.

Appuntamento a Natale” è comunque secondo me un’opera fresca e simpatica, leggermente superiore alla media dei rosa contemporanei pur rimanendo una storia semplice e senza troppe pretese. Lo stile scorrevole della Roberts, l’educata convivenza dei protagonisti, la vivace presenza della piccola Lucy sono probabilmente i suoi punti di forza, ovvero le ragioni per cui complessivamente mi sento di consigliare la lettura di questo libro (pur ribadendo che non si tratta certo di un imperdibile capolavoro della narrativa).

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