“Accade a Natale” di Sarah Morgan – Recensione

[Titolo originale: Maybe this Christmas]

Il mio giudizio in breve:

Bello anche se è il più prevedibile dei tre, ma a me è piaciuto di più probabilmente perché è il più simile nell’atteggiamento della protagonista a come io considero l’amore. In sé il libro è un po’ troppo giocato sulla mancanza di comunicazione fra i due protagonisti, anche se la motivazione è ragionevole, comunque i dialoghi sono frizzanti e la presenza di Jess funzionale allo sviluppo della trama. Validissima conclusione della trilogia imperniata sui fratelli O’Neil.

accadeanatale

Questo terzo ed ultimo capitolo dedicato alla famiglia O’Neil ha per protagonisti Tyler e Brenna, già noti ai lettori perché avevano fatto capolino in entrambi i capitoli precedenti della saga (“Mentre fuori nevica” e “All’improvviso la scorsa estate“).

Lui è lo scavezzacollo di famiglia, l’amante delle belle donne e della velocità che ha dovuto dire addio alle gare a causa di un incidente e che per questo cova una certa dose di rabbia e frustrazione, impossibilitato a primeggiare come faceva in passato (e come è connaturato al suo carattere, bisognoso di vincere),  costretto a far da insegnante di sci a dei principianti purché questi abbiano il denaro per pagare il tempo trascorso con lui. Lei è l’amica ideale, sempre presente e leale, bellina ma un po’ impacciata, segretamente innamorata da sempre del minore dei fratelli O’Neil, troppo timorosa di un rifiuto per aver mai trovato il coraggio di mettere a rischio la preziosa amicizia con lui nella remota ipotesi di poter trasformare il loro rapporto in qualcosa di più.

Come si capisce già da queste poche righe, il nucleo centrale di “Accade a Natale” è uno degli spunti più triti e ritriti dei romanzi d’amore: la coppia di amici di lunga data che finisce per scoprirsi reciprocamente innamorata. Non è dunque nell’originalità che si trovano i punti di forza del libro, che sotto questo aspetto è molto scontato e non esita a chiamare in ballo anche le componenti di contorno che ci si può aspettare in una situazione simile (il ritorno della ex-moglie sul piede di guerra, la presenza di un corteggiatore che a sua volta non è ricambiato perché la protagonista lo reputa solo un amico, la complicità di amici e parenti che cospirano per lasciar sola la coppia e possibilmente crearle intorno una romantica atmosfera). Che cosa allora rende “Accade a Natale” un romanzo interessante e piacevole?

Innanzitutto i personaggi, perché nonostante la loro relazione sia prevedibile nel suo passare dalla fase amici a quella amanti ed infine amore della vita, la Morgan è riuscita a caratterizzare abilmente i protagonisti, rendendoli meno stereotipati e piatti di quanto ci si potrebbe attendere. Di Brenna per esempio ho apprezzato molto la coerenza: una donna che ama sciare, rimanere all’aria aperta, passare il suo tempo in montagna e lontana dalla folla, non mi pare strano che si vesta in maniera sportiva e si trovi un po’ a disagio se indossa tacchi alti o abiti eleganti. Inoltre quello che all’inizio può sembrare un eccessivo timore di mettere le carte in tavola con Tyler, proseguendo la lettura diventa una scelta assai più condivisibile alla luce del conflittuale rapporto con la madre e degli episodi di bullismo di cui la ragazza era stata vittima alle superiori. La scarsa capacità di socializzare di Brenna e la sua perenne ansia che svelare a Tyler i suoi reali sentimenti possano solo portare ad una rottura fra loro non appaiono più un’esagerazione ma una plausibile conseguenza della bassa autostima della giovane donna.

Anche Tyler si è rivelato un personaggio più profondo di quanto non lasciassero intuire le sue apparizioni nei romanzi precedenti: un campione la cui vita agonistica è stata bruscamente interrotta da un drammatico incidente (aspetto che avrei sviscerato maggiormente) e che nonostante la consapevolezza di non poter tornare indietro continua a soffrire per quello che ha perso, per l’impossibilità di fare ciò che vorrebbe. Ma anche un padre single che nonostante il difficile rapporto con la figlia adolescente vuole fare del suo meglio con lei, vuole darle la stabilità che con la madre Jess non è riuscita ad avere, che infine si rende conto di come proprio grazie alla passione della figlia per la velocità sulla neve potrà forse sentirsi nuovamente realizzato insegnandole a sciare da campionessa. In maniera molto diversa da Brenna anche lui è spaventato e questo giustifica in parte il fatto che si sia presumibilmente convinto di non provare altro che affetto fraterno per lei, proprio per timore di perdere uno dei legami più forti e stabili della sua vita.

Trovo inoltre che la relazione fra i due (prevedibile nelle sue linee generali e un po’ ripetitiva nel tira-e-molla che segue la forzata coabitazione di Brenna con il suo idolo sotto il mendace pretesto di un inatteso boom di prenotazioni al resort) si avvantaggi molto della presenza di Jess. La ragazzina è sicuramente il mio personaggio preferito fra i comprimari: arguta e sarcastica, eppure anche insicura a causa dell’atteggiamento materno, dell’abbandono che l’ha portata a Snow Crystal, dei problemi con le compagne di scuola. L’autrice non si è soffermata molto sull’interiorità di Jess, della quale è fornita un’introspezione abbastanza marginale, ma la sua presenza e le problematiche da lei vissute giustificano la grinta esibita da Brenna sul finale del romanzo, mentre i battibecchi con il padre sono momenti più lievi che alleggeriscono la narrazione in svariati punti.

Il libro a mio parere si avvantaggia anche dell’atmosfera natalizia (che la Morgan è stata abile a rendere diversa rispetto a quella di “Mentre fuori nevica” puntando meno sul coinvolgimento dell’intera famiglia e più sulla passione per la montagna condivisa da Tyler e Brenna), della minor presenza di scene hot (aspetto che personalmente ho apprezzato) e di un finale che pur nella sua scarsa plausibilità mi è piaciuto perché quel matrimonio conclusivo fra le vette innevate sebbene molto improbabile è l’unico presente nella trilogia.

Ed anche se nel romanzo non mancano scelte che non condivido (l’identità della compagna di scuola che angariava Brenna è immaginabile fin dall’inizio e non avrei introdotto come finto appuntamento di Brenna un uomo innamorato di lei ma piuttosto soltanto un caro amico disposto a fingere per aiutarla), nell’insieme il libro spinge a proseguire la lettura. Inizialmente perché non si può fare a meno di chiedersi quando Tyler capirà quello che tutti gli altri già hanno intuito, mentre dalla metà della storia in poi si aspetta di capire cosa dovrà ancora accadere perché entrambi i protagonisti scelgano di rischiare accettando un rapporto più profondo.

Insomma, “Accade a Natale” è una lettura che consiglio perché a dispetto della sua prevedibilità riesce a mantenere un ritmo scorrevole che alterna piacevolmente scene romantiche, equivoci imbarazzanti, battute ironiche, momenti comici, pause di riflessione, il tutto in una continua girandola di occasioni perse e ritrovate che finiscono per culminare in una conclusione non sdolcinata che risulterà ancora più coinvolgente se letta nel periodo natalizio.

 

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