“Osservazioni di uno qualunque” di Giovannino Guareschi – Recensione

Il mio giudizio in breve:

Raccolta pubblicata postuma che conserva intatto il gran potere di Guareschi di alternare umorismo, malinconia, ironia, poesia. Particolarmente apprezzabile da chi già conosca attraverso altri suoi scritti la famiglia dell’autore e le sue disavventure, il libro è piacevole ma spesso velato di tristezza.

Ai libri di Guareschi io ritorno periodicamente quando le altre letture mi hanno un po’ delusa o quando desidero approdare ad un “porto sicuro” perché so che l’umorismo pacato, a volte paradossale ma sempre ben ancorato alla realtà e alle emozioni più comuni, di questo autore emiliano è capace sempre di strapparmi un sorriso se non proprio un’aperta risata. Ormai però le opere più note dello scrittore le ho già lette tutte, non soltanto la lunga saga di Peppone e Don Camillo, ma anche Il corrierino delle famiglie, lo Zibaldino, Il destino si chiama Clotilde o Il marito in collegio. Così quando in un mercatino dell’usato mi sono imbattuta in una copia un po’ frusta di “Osservazioni di uno qualunque” non ho potuto fare a meno di acquistarla.

Il volume, come si potrebbe in effetti già intuire dal titolo, non è un romanzo ma piuttosto un’antologia, una raccolta di osservazioni esposte in forma di brevi racconti. La maggior parte di questi brani ha lo stesso sapore di autobiografia condita di fantasia che già caratterizzava Il corrierino delle famiglie e non nego che si tratta dei passaggi che preferisco – quelli in cui l’ironia di Guareschi condisce situazioni tanto assurde da essere assolutamente plausibili, come il fatto che un uomo continui a vagabondare sui treni perché si addormenta quando dovrebbe scendere dal vagone, oppure che per proteggere la sensibilità della figlioletta finga di essere stato lui ad avere avuto un incidente notturno fra le lenzuola.

Proprio come tutti i racconti di Guareschi, anche quelli che compongono questo libro sono semplici, parlano di quotidianità, della vita di ogni giorno delle persone normali che pure dalle loro piccole avventure domestiche possono trarre riflessioni sui rapporti umani, sulla famiglia, sul crescere, sulla vecchiaia, sui sogni della gioventù e le disillusioni che li seguiranno. La raccolta infatti non è soltanto divertente, in essa fanno capolino anche momenti più malinconici e tristi, dai quali traspaiono scoraggiamento, rimpianto, persino sofferenza.

Quello che però colpisce anche in questo caso è il modo in cui tendenzialmente l’autore, a dispetto delle difficili esperienze vissute in prima persona sia durante la guerra che nel periodo successivo, riesca quasi sempre a concludere il brano con un commento o un dettaglio capaci di riportare il sorriso. Come quando nel narrare del viaggio fatto con la moglie verso i luoghi della sua incarcerazione durante il conflitto, in Polonia, invece di soffemmarsi sui ricordi più amari e dolorosi che quel pellegrinaggio potrebbe suscitargli, Guareschi impernia il racconto sull’equivoco linguistico che porta a chiedere brodo caldo ed ottenere pane freddo.

A mio parere questa antologia non ha la forte carica umoristica di volumi precedenti come “Il corrierino delle famiglie” o “Lo Zibaldino“, nei quali ciascun brano è di fatto un concentrato di ironia e sagacia che permette all’autore, anche nelle situazioni più avverse, di far sorridere. “Osservazioni di uno qualunque” è una raccolta meno scanzonata, la passione politica qui sembra essersi un po’ appannata a causa della disillusione, la vecchiaia porta a riflessioni più rassegnate, una certa tristezza di fondo fa capolino anche nei passaggi apparentemente sereni. Eppure l’umorismo non manca e quando presente è il solito scoppiettante fuoco d’artificio al quale Guareschi ha abituato il suo pubblico, un tono capace – pur con un lessico semplice e delle situazioni a prima vista ordinarie – di conferire mordente anche alle vicende meno eclatanti.

Osservazioni di uno qualunque” non è il libro che consiglierei a chi ancora non abbia letto nulla di Guareschi, tuttavia è un’antologia che i suoi estimatori non potranno non apprezzare e che per qualche ora li porterà nuovamente – e con soddisfazione – nel mondo familiare e quotidiano di Giovannino, Margherita, Albertino e la Pasionaria.

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