“Miracolo a Natale” di Melinda Cross – Recensione

[Titolo originale: One Hour of Magic]

Il mio giudizio in breve:

Libro un po’ banale, nel quale l’interessante spunto iniziale dato dall’attrazione per il tenebroso fratello del proprio ex-fidanzato si perde presto in una narrazione solo a tratti coinvolgente; per quanto i protagonisti siano abbastanza approfonditi, la dinamica del loro rapporto e le scoperte su Robert sono nel complesso prevedibili e la narrazione rimane scarna di quegli approfondimenti psicologici o caratteriali che avrebbero dato corpo alle situazioni che si susseguono nella seconda metà del romanzo.

Io non mi sento particolarmente snob in ambito letterario, non sono una di quelle persone che guarda dall’alto in basso chi non ha letto i classici e nemmeno nascondo le copertine dei romanzetti leggeri e d’evasione per non far vedere che ho scelto un titolo “da spiaggia”. Secondo me leggere è comunque un’attività che mantiene in esercizio la mente e che dipende soprattutto dai gusti, motivo per cui ritengo un sacrosanto diritto di chiunque leggere ciò che più gli aggrada. Ovviamente questo non significa che io non abbia delle preferenze o, al contrario, dei generi piuttosto che degli autori coi quali proprio non riesco ad entrare in sintonia.

Uno di questi casi di mancato feeling è quello fra me e gli Harmony, storica collana presente nelle edicole italiane da almeno trent’anni (e probabilmente anche più). Quando ero più giovane avevo letto alcune uscite, eppure nonostante la mia ingenuità da liceale non mi avevano mai convinto né le storie di ambientazione ospedaliera (che nove volte su dieci vedevano il bel dottore innamorarsi della graziosa infermiera) né quelle più esotiche che con altrettanto scarsa originalità proponevano sempre una ragazza normale finire chissà come a diventare la temporanea compagna di un miliardario, che scopriva di amarla alla follia nel giro di una settimana scarsa.

Un paio di settimane fa tuttavia una cara amica mi ha detto che a suo parere avrei dovuto provare di nuovo qualche romanzo della collana, perché i miei ricordi potrebbero essere fuorvianti. E così dietro suo suggerimento ho deciso di dedicarmi alla lettura di un paio di volumi che, giusto sperando di andare un po’ più sul sicuro, mi sono proprio fatta consigliare da lei. Il primo di questi “esperimenti” è stato scelto in tema con il periodo e si intitola infatti “Miracolo a Natale“.

Scritto nell’ormai lontano 1989 (e per questo completamente privo di telefoni cellulari, computer portatili sistemati persino nelle stanze degli adolescenti, navigatori satellitari ed internet), il libro ha per protagonista Holly, grafica pubblicitaria che dopo un anno dalla morte del fidanzato Robert in un incidente automobilistico ancora non riesce a guardare all’imminente Natale con un minimo di allegria. Come se non bastasse sono previsti dei lavori di ristrutturazione nel suo appartamento, così la giovane donna decide di accettare la proposta del suo capo di affiancare un famoso giornalista nella stesura di un libro, impiego che comporta il trasferirsi temporaneamente nella villa del ricco Daniel. L’unica complicazione in questo piano apparentemente brillante è data dal fatto che Daniel è il fratello di Robert ed al contrario del defunto amore di Holly ha una reputazione cinica e caustica.

Ciò che più ho apprezzato durante la lettura è stato l’approfondimento fatto dall’autrice nei confronti dei suoi protagonisti, che subiscono una certa evoluzione (reale nel caso di Holly, legata alla percezione che gli altri hanno di lui nel caso di Daniel) e che dall’iniziale attrazione fisica passano ad un rapporto più consapevole e completo. Mi è piaciuto anche che a parte un momento di iniziale reticenza ad ammettere la realtà da parte di Holly, poi non ci sia stato il ritrito negare il reciproco interesse perché questo ha motivato i tanti momenti trascorsi insieme ed ha permesso appunto una migliore caratterizzazione dei personaggi.

Daniel in particolare mi sembra domini il romanzo; inizialmente presentato quasi come la Bestia di Bella-Holly (anche se quest’ultima non si è mai considerata davvero bella), è dominato dal risentimento, dalla rabbia, da una certa prepotenza che lo spinge a fare e dire sempre quel che gli fa più comodo aspettandosi che siano gli interlocutori ad adeguarsi. Con il procedere della storia però l’autrice ha saputo cambiare non solo l’impressione di Holly nei suoi riguardi, ma anche quella delle lettrici, rendendole sempre più consapevoli del vero uomo che si nascondeva dietro quella facciata chiusa e scostante, in perenne conflitto con il fratello a dispetto della morte di quest’ultimo.

Purtroppo a questo eroe tutto sommato intrigante non fanno da contraltare delle vicende altrettanto interessanti; è scontato che il consolidarsi del rapporto fra l’uomo ed Holly metterà in evidenza una certa falsità nell’idea che la ragazza si era fatta del precedente fidanzato e per quanto il motivo specifico dell’odio che Daniel continua a provare per Robert sia a suo modo originale, sono invece assolutamente prevedibili le ragioni che spingono il protagonista a non fare regali ai bambini che sono venuti a cantare a casa sua, oppure a non offrire del denaro al mendicante del porto. Analogamente la crescita di Holly non mi è parsa molto coinvolgente perché la giovane non ha fatto altro che aprire gli occhi sull’opinione che aveva del fidanzato e, capiti gli equivoci ai quali aveva dato credito, ha immediatamente e facilmente archiviato il vecchio amore per lasciarsi andare ad un nuovo e più travolgente sentimento verso Daniel.

Insomma, non posso dire che “Miracolo a Natale” sia stato una brutta lettura, ma non mi ha suscitato particolari emozioni né mi ha spinta a riflessioni o mi ha tenuta col fiato sospeso per momenti di grande pathos. Si è trattato di una storia scorrevole ma non incisiva, che consiglierei soprattutto alle ragazze molto giovani, che spesso non chiedono grande introspezione e si accontentano di un eroe dispotico che col suo fascino da bello e dannato distrugge l’indifferenza (o addirittura l’odio) dell’eroina di turno.

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