Chiusura della classifica narrativa ispirata alla mitologia norrena

Come anticipato, ecco la conclusione del post ispirato dall’articolo di Kyera che collegava i libri preferiti dalla blogger alle divinità della mitologia norrena. Ieri mi ero fermata a Sif ed al volume con la copertina più bella, quest’oggi i suggerimenti di Kyera ci accompagneranno a scoprire titoli con caratterizzazioni spesso un po’ insolite ma non per questo meno interessanti. Anzi, non posso fare a meno di pensare che le originali categorie proposte da questa vivace ragazza siano state un ottimo spunto per guardare in maniera diversa alle letture fatte fino a questo momento.

FREYR – LIBRO O SERIE CHE TI RENDE FELICE

La Pedina ScambiataFreyr (talvolta anglicizzato Frey) si può considerare a buon diritto una delle più importanti divinità norrene: dio della bellezza e della fecondità, egli concede ai mortali “pace e piacere”, inoltre domina sulla pioggia, sullo splendere del sole e sul raccolto dei campi. Il culto di Freyr era forte soprattutto associato in Norvegia e Svezia, poiché il dio era considerato antenato della dinastia storico-leggendaria degli Ynglingar, re a Uppsala nel I secolo a.C..

A questa divinità solare Kyera ha abbinato un libro che renda felici – ed ammetto che la scelta in merito per me è stata ardua perché sono molti i titoli che mi trasmettono una sensazione di benessere o di soddisfazione, quei volumi che rileggo più e più volte proprio perché sono a mio parere indimenticabili. Alla fine la palma della vittoria è andata a “La pedina scambiata” di Georgette Heyer perché non mi è venuta in mente alcuna altra opera che sappia altrettanto magistralmente combinare colpi di scena, dialoghi brillanti, personaggi ben caratterizzati ma soprattutto che al termine della lettura mi lasci con un profondo senso di soddisfazione.

 

FREYJA – MIGLIOR AMBIENTAZIONE

Freyja ha molti nomi (Gefn, Horn, Mardoll, Syr, Valfreyja, Vanadís) e molte manifestazioni, ma è tendenzialmente considerata la dea dell’amore sensuale, della bellezza, della seduzione, della fertilità, delle virtù profetiche e persino della morte. Tra le sue numerose peculiarità, Freyja annovera quella di esperta nelle arti magiche (il che le permette di realizzare divinazioni e incantesimi a distanza), mentre a dispetto della sua bellezza soffre frequenti pene d’amore a causa del marito spesso lontano per lunghi viaggi (durante i quali Freyja lo insegue invano, piangendo poi lacrime d’oro).

A questa divinità contraddittoria e sfaccettata Kyera ha associato la miglior ambientazione, categoria che personalmente penso sia ben rappresentata dalla saga di Harry Potter. Se infatti molti sono i romanzi dove l’ambientazione è ben resa (prime fra tutte le opere della Heyer, ma più in generale anche i libri della Bowen che sto scoprendo in questi giorni oppure la trilogia di Sarah Morgan dedicata agli O’Neil e ambientata in Vermont), trovo che la Rowling sia stata particolarmente abile nel rendere viva la scuola di Hogwarts e, più in generale, tutto il mondo magico creato dalla sua vivida immaginazione.

 

TYR – LIBRO PREFERITO CON UN’EPICA SCENA DI COMBATTIMENTO

Ho scritto poco fa che Freyja era adorata, fra le altre cose, anche come dea della guerra, tuttavia la divinità per antonomasia associata alle battaglie era Tyr, considerato anche patrono della giustizia. Questo equivalente norreno del Marte romano (tant’è che proprio come il nostro martedì anche il giorno corrispondente in lingua inglese è derivato dal suo nome – Tīw’s Day, il giorno di Tiw o Tyr) è più responsabile dell’analogo Ares greco e si presenta piuttosto come il modello di guerriero maturo ed esperto, riflessivo e pronto al sacrificio personale.

Per il dio della guerra l’abbinamento quasi scontato è con il libro contenente un’epica scena di combattimento e qui devo dire che la mia scelta è stata praticamente obbligata perché non amo il tema bellico e quindi l’unico possibile titolo azzeccato è “Il signore degli anelli” di Tolkien, con la drammatica battaglia al fosso di Helm e l’assedio altrettanto ricco di pathos a Minas Tirith.

 

ULLR – LA MORTE DI UN PERSONAGGIO CHE TI HA SCONVOLTO DI PIU’

Ullr è una divinità della mitologia norrena della quale si conosce poco poiché è raramente nominato nelle fonti scritte norrene. Il nome Ullr sembra connesso a parole gotiche e anglosassoni con significato di splendore o gloria, il che lo caratterizzerebbe come divinità luminosa e benevola in contrapposizione al carattere magico e a volte terribile di Odino. Legati ad Ullr sono alcuni appellativi – come “dio dell’arco”, “dio cacciatore” e “dio sciatore” – che lo correlano al mondo invernale.

Forse perché il mito indica che gli sci di Ullr sono fatti di ossa, Kyera ha deciso di collegare a questa figura una morte sconvolgente della narrativa – categoria che mi ha lasciata non poco in dubbio visto che ammetto di avere la tendenza a commuovermi quando un personaggio a cui sono affezionata perde la vita. La mia scelta si è poi orientata sul racconto “Fiori per Algernon” di Daniel Keyes perché l’autore ha saputo accrescere il pathos e la drammaticità della vicenda mostrando non tanto il momento della morte del suo protagonista ma il doloroso percorso che ha portato a quella conclusione.

 

 

NJORDR – MIGLIOR LIBRO CON UN VIAGGIO SULL’ACQUA

Dio del mare, del vento, delle perturbazioni, della fecondità e della ricchezza, Njordr è oggetto di un culto molto antico (spesso il suo nome era unito a quello di Odino e Thor nei giuramenti) ma la vicenda probabilmente più curiosa che lo riguarda è correlata al suo matrimonio con la gigantessa Skadi. L’unione dei due infatti fu molto problematica perché Njordr voleva risiedere nella sua dimora sul mare, lei nella sua casa tra le montagne; la coppia si accordò per trascorrere nove notti alternate tra l’una e l’altra, ma Njordr continuava a lamentarsi degli ululati dei lupi, mentre Skadi delle strida dei gabbiani ed alla fine la sposa abbandonò il marito per tornare sulle montagne.

A questa divinità Kyera ha associato il miglior libro con un viaggio per mare, il che non mi ha lasciato molta scelta visto che ricordo di aver letto un solo romanzo dalla forte ambientazione acquatica. Per fortuna “Appuntamento con l’oro” di MacLean è un autentico capolavoro e dunque non ho avuto nessuna remora ad assegnare alle avventurose vicende dell’affascinante e coraggioso Johnny l’ipotetica medaglia d’oro come miglior libro imperniato su un viaggio per via d’acqua.

 

VALCHIRIE – MIGLIOR PERSONAGGIO FEMMINILE

Nella mitologia norrena una valchiria è un essere femminile al servizio di Odino che decide chi in battaglia può morire o sopravvivere. Dopo aver scelto i caduti in battaglia, le valchirie portano una parte dei prescelti al Valhalla, la sala dell’aldilà dei guerrieri governata da Odino, e la restante parte al campo Folkvangr, presieduto dalla dea Freyja. Per quanto la mitologia più recente rappresenti spesso le valchirie come belle fanciulle in groppa a cavalli alati, pare che alle origini queste figure avessero come cavalcature i branchi di lupi che spesso si aggiravano fra i cadaveri dei campi di battaglia.

A queste donne forti Kyera ha abbinato il libro con il miglior personaggio femminile, il che mi ha spinta a riflessioni analoghe a quanto già fatto per la controparte maschile. Se infatti è indubbio che le eroine dei romance siano creature incantevoli e le loro vicissitudini lasciano spesso col fiato sospeso, non si può certo dire che siano personaggi a cui guardare come ispirazione nella vita reale. In questo senso ho pensato piuttosto ad una figura storica come la regina Elisabetta I d’Inghilterra (magnificamente ritratta dai coniugi Letton nel loro “La giovane Elisabetta“), anche se poi ho finito per scegliere un personaggio ricco di virtù e davvero ben caratterizzato quale Elfrida Norsten, protagonista dei due romanzi di Delly dedicati a “Il segreto della Saracena“.

 

AESIR / VANIR – PREFERITA COMPAGNIA LIBRESCA

Le divinità norrene sono divise in due classi – Aesir (Asi) e Vanir (Vani) – per quanto la distinzione non sia netta visto che dopo un passato di ostilità le due fazioni raggiunsero la pace, si scambiarono ostaggi e alcuni membri dei diversi schieramenti si unirono in matrimonio. Gli Aesir sono gli dei comunemente intesi, signori assoluti del cielo capeggiati da Odino; dei Vanir fanno parte figure legate ai culti della fertilità come Freyr, Freyja e Njordr.

Kyera ha identificato le due stirpi divine con la miglior compagnia libresca e per quanto l’esempio che per primo mi è venuto alla mente fosse il classico quartetto formato da D’Artagnan e dai suoi compagni moschettieri, questo è stato rapidamente soppiantato da un gruppo altrettanto affiatato e ben calibrato. Mi riferisco alle due coppie (Sara e Bruce, Ruth e Patrick) protagoniste dell’evocativo “Ammie, come home” di Barbara Michaels, pubblicato in Italia in forma condensata nel 1970 con il titolo “L’ombra senza nome“.

 

SLEIPNIR – MIGLIOR PERSONAGGIO NON-UMANO

Sleipnir è, nella mitologia norrena, il cavallo di Odino. Di colore grigio e (soprattutto) dotato di otto zampe, è il migliore cavallo che esista, il più veloce: in grado di cavalcare il cielo e le acque, ed anche lungo gli altri mondi. Secondo il mito sarebbe nato da un cavallo magico posseduto da un gigante di brina che con il suo aiuto voleva soddisfare un patto mendacemente stretto con gli dei, in virtù del quale al gigante sarebbero stati concessi la dea della bellezza, il sole e la luna.

Perfetto per l’associazione identificata da Kyera con questo essere, ovvero il miglior personaggio non umano della narrativa, è il protagonista del racconto lungo di Asimov “L’uomo bicentenario“. Dall’opera è stato tratto una ventina d’anni fa anche un film, che tuttavia a dispetto della validissima interpretazione di Robin Williams non è a mio parere all’altezza dello scritto perché ne snatura in larga parte il messaggio, trasformando l’anelito di Andrew a diventare umano in un desiderio sentimentale-amoroso che ho giudicato molto meno toccante delle motivazioni che muovono il protagonista nelle intenzioni di Asimov.

Per quanto mi riguarda, qui si conclude il post nato su ispirazione di quello di Kyera; queste le regole di partecipazione al suo book tag:

-Link al post originale su Kyera’s Library (tramite pingback, così che Kyera possa riceverne notifica)
-Ringraziare la persona che vi ha taggato: grazie Serena!
-Rispondere con i propri libri preferiti
-Passare il testimone ad altri blogger, come io faccio con la simpatica ed attivissima Claudia Bergamini

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6 thoughts on “Chiusura della classifica narrativa ispirata alla mitologia norrena

    1. Grazie Serena, anche la tua l’ho trovata molto interessante. Soprattutto perché – magari l’avrai intuito dal mio blog – sono quasi digiuna di narrativa orientale e dunque i titoli e gli autori a cui hai fatto riferimento mi sono praticamente sconosciuti. Il che mi ha fornito ottimi spunti che sono andati ad incrementare una wish list di letture già fin troppo lunga, purtroppo.

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      1. Lascia stare… Anche io ho spuntato qualche voce dalla mia dopo aver aperto i regali di natale.. Ma è ancora lunga! 😋 Sono contenta di averti inspirato letture nuove. Quando capiterà fammi sapere se ti piacciono

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  1. Posso associarmi anch’io? Bella classifica. Mi ha fatto piacere trovare due dei libri che, seguendo i tuoi consigli, ho veramente apprezzato (la pedina scambiata e il figlio del diavolo). Ma anche il libro, direttamente dalla mia adolescenza, che mi ha permesso di conoscere il tuo blog (appuntamento con l’oro). Io sotto l’albero ho scartato “l’ombra del vento” di Carlos Riuz Zafòn, un autore che conoscevo solo di nome. Spero che la lettura rispetti le apettative di chi me lo ha voluto dare in dono….ciao!

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    1. Ma certo che puoi associarti anche tu Pietro, i commenti di voi lettori sono sempre un piacere per me!
      Confesso di conoscere anch’io solo di nome Zafon, non ho sicuramente mai letto nulla di suo. In ambito narrativo come regali sotto l’albero io ricevuto due volumi della serie dedicata dalla Bowen a lady Georgiana (“I dodici delitti di Natale” mi ha davvero coinvolta molto) e un paio di opere reperite nel mercato dell’usato in cui ripongo molte speranze.

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