Opinioni su uno scrittore: Rex Stout

Stando alle biografie riportate in alcune edizioni dei romanzi di Rex Stout, lo scrittore fu un’autentica personalità: bambino prodigio che all’età di tre anni aveva già letto la Bibbia, prestò servizio come sottufficiale sullo yacht presidenziale di Theodore Roosevelt, lavorò come guida turistica, fece il contabile ambulante attraverso l’America, fu stalliere a New York e venditore di sigari a Cleveland.

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Presunta fotografia di Stout risalente al 1931

La biografia dello scrittore, nato nel 1886 da una famiglia quacchera dell’Indiana e morto nel 1975, appare decisamente romanzata lei stessa e non del tutto credibile; ricordo addirittura che in un volume si accennava alla possibilità che lo pseudonimo nascondesse la scrittura a quattro mani da parte di una coppia di autori statunitensi. Una cosa è comunque certa: Stout – chiunque fosse in realtà – ebbe il grandissimo merito di saper unificare due generi della narrativa poliziesca in precedenza assolutamente separati, ovvero il filone investigativo d’azione americano ed il più intellettuale mistery deduttivo all’inglese.

Questo notevole risultato fu ottenuto con i suoi personaggi più famosi dovuti alla penna di Stout, protagonisti di oltre cinquanta fra romanzi e racconti: Archie Goodwin e Nero Wolfe. Nero Wolfe è un brillante detective privato di New York che detesta il lavoro, passa quattro ore al giorno a coltivare le sue orchidee, beve litri di birra e tollera le donne solo quando assolutamente necessario. Obeso, pigro, sedentario e abitudinario, Wolfe è amante della buona cucina e della lettura, mentre detesta (oltre alle donne ed al lavoro) i politici, le persone ottuse ed intriganti, il cinema e la televisione.

Come si può facilmente intuire il detective incarna l’aspetto intellettuale e psicologico del genere giallo, mentre il suo segretario ed assistente Archie Goodwin, sofisticata voce narrante dei romanzi, rappresenta l’anima dinamica e d’azione della coppia. Goodwin è giovane, alto, aitante, di bell’aspetto (a detta dell’autore una via di mezzo fra Humphrey Bogart e Gary Cooper), assiduo bevitore di latte, dotato di una memoria prodigiosa, serio e scrupoloso nelle sue funzioni lavorative, estimatore del gentil sesso, in caso di necessità disposto a farsi torchiare dalla polizia – o addirittura arrestare – al posto del suo pachidermico datore di lavoro.

Come il dottor Watson nei confronti di Sherlock Holmes, Goodwin riportando in prima persona i casi risolti dal suo principale ne diventa cronista e biografo. Ma mentre Watson si limita ad essere poco più che un testimone delle imprese di un genio dell’investigazione, Archie è parte attiva in ogni indagine del suo principale. Fra i due personaggi ci sono rapporti spesso conflittuali, ma entrambi avvertono l’esigenza e l’utilità della reciproca collaborazione, al punto che il loro sodalizio prosegue per anni nella casa di arenaria della Trentacinquesima strada di New York posseduta da Wolfe.

Copertine di alcuni libri in lingua inglese
Copertine di alcuni libri in lingua inglese

Oltre ai due protagonisti, i romanzi di Stout si arricchiscono di un gran numero di personaggi ricorrenti, che i lettori imparano ben presto a conoscere e che con le loro peculiarità conferiscono corpo e pienezza alle vicende narrate dall’autore. Primo fra tutti l’ispettore Cramer, principale antagonista del detective, spesso assistito dal sergente Stebbins o dal tenente Rowcliff; accanito masticatore di sigari, l’ispettore ammira il profondo genio di Wolfe ma non sopporta la tendenza dell’investigatore a provocare il suicidio dell’assassino piuttosto che portarlo semplicemente in tribunale.

Altre figure che fanno abitualmente la loro comparsa nei libri legati a Wolfe sono Fritz Brenner (epsertissimo cuoco e maggiordomo), il giardiniere Theodore Horstmann (che condivide col padrone la maniacale cura delle orchidee sistemate all’ultimo piano della casa), la mondana ereditiera Lily Rowan (romanticamente ma mai esplicitamente legata ad Archie Goodwin), gli investigatori Saul Panzer, Fred Durkin e Orrie Cather (collaboratori occasionali ma straordinariamente abili dei quali Wolfe si avvale per indagare su clienti e sospettati).

Lee Horsley (a sinistra) nei panni di Archie Goodwin, e William Conrad (a destra) in quelli di Nero Wolfe, nella serie televisiva "Nero Wolfe" girata nel 1981.
Lee Horsley (a sinistra) nei panni di Archie Goodwin, e William Conrad (a destra) in quelli di Nero Wolfe, nella serie televisiva “Nero Wolfe” girata nel 1981.

Quello che a mio avviso è l’aspetto più piacevole dei romanzi su Wolfe è il modo in cui Stout infonde vita e carattere ai personaggi, in particolare quelli ricorrenti, e la cura con cui ricrea l’atmosfera in cui si svolgono le vicende. A voler essere onesti, la parte di risoluzione della componente mistery non è il motivo principale che mi spinge a leggere un’opera di Stout: ciò che più mi attrae è proprio l’amalgama di acume ed azione, l’interagire pungente fra Archie e Nero, l’accurato e realistico approfondimento dei personaggi.

Qualsiasi libro si decida di leggere, entro poche pagine Stout è in grado di raffigurare perfettamente il suo deus-ex-machina, un raffinato buongustaio di notevole pignoleria che considera il suo ben remunerato lavoro nulla più di un indispensabile fastidio che gli consente di mantenere il proprio alto tenore di vita – e di conseguenza ha posto come regola inderogabile il non parlare di lavoro a tavola. Dopo pochi capitoli al lettore sembra quasi di conoscere questo uomo geniale che conduce orari di lavoro rigidissimi e non dedica ai suoi clienti un minuto in più del previsto, perché ciò sottrarrebbe tempo alle altre sue attività, in primis la coltivazione delle orchidee ed il mangiare i deliziosi manicaretti cucinati da Fritz.

Wolfe non è un individuo particolarmente gradevole: è troppo abitudinario, misogino e pieno di compiacimento verso se stesso per suscitare simpatia, eppure è sempre gradevolissimo assistere al modo in cui riesce a dipanare intricati casi di omicidio stando comodamente seduto a rimuginare sull’ampia poltrona del suo studio, o beatamente affaccendato a curare le proprie amate orchidee. Anche perché mentre Nero Wolfe è quasi asserragliato nella sua confortevole dimora, l’azione è garantita da Archie Goodwin che si reca sui luoghi del delitto, interroga i testimoni, pedina i sospetti.

La struttura dei romanzi di Stout segue in genere un canovaccio relativamente prevedibile, descritto con toni autoironici e intelligenti da Goodwin: costretto dalle necessità economiche ad accettare un nuovo caso, Wolfe assegna a Goodwin ed eventualmente a Panzer, Durkin e Cather il compito di raccogliere indizi, convocare testimoni e compiere talvolta azioni ai limiti della legalità. Spesso assistiamo a qualche mossa davvero intelligente di Archie per ottenere la collaborazione delle persone coinvolte nel caso, così come ad alcuni divertenti scontri fra gli abitanti della casa di arenaria e le forze della legge, nonché alla presenza di clienti esasperanti che hanno la sgradevole tendenza a raccontare verità parziali e nascondere informazioni utili. Al principale, burbero e brillante, spetta il compito di mettere insieme tutti gli indizi, vagliarli per individuare le falsità e i fraintendimenti, fino a far combaciare tutti i pezzi del puzzle, che sarà svelato anche alla polizia e ai lettori con una tradizionale seduta di spiegazioni e confronti nell’ufficio di Wolfe.

Tino Buazzelli e Paolo Ferrari nello sceneggiato televisivo italiano dedicato a Nero Wolfe, prodotto dalla RAI e trasmesso fra il 1969 e il 1971.
Tino Buazzelli e Paolo Ferrari nello sceneggiato televisivo italiano dedicato a Nero Wolfe, prodotto dalla RAI e trasmesso fra il 1969 e il 1971.

Le opere di Stout furono scritte – e sono ambientate – fra la metà degli anni Trenta e la metà degli anni Settanta (dopo la morte dell’autore nel 1975 il personaggio di Wolfe venne ripreso da Robert Goldsborough, che scrisse sette romanzi con il geniale detective come protagonista): ovvio dunque che appaiano per certi aspetti datate, non sono nello stile ma anche nelle vicende. Impensabile al giorno d’oggi figurarsi Archie che entra in una farmacia per usare il telefono (e pagare 5 centesimi la chiamata) o si lamenta perché ha dovuto pagare 95 centesimi per due panini.

Eppure, forse perché non siamo di fronte ad uno scrittore contemporaneo che cerca di ricreare il passato, ma si tratta al contrario di un autore che scrive di vicende ambientate nella propria epoca, l’impressione che si ricava dai romanzi di Nero Wolfe è comunque di modernità e attualità. Quello che probabilmente è meno credibile ai giorni nostri sono le modalità di certi interrogatori condotti dalla polizia, decisamente non in linea con le leggi e i diritti ormai consolidati in Europa e negli Stati Uniti.

Quello che credo sia il peggior difetto dei libri di Stout è una certa discrepanza tra lo spazio dedicato alle lunghe descrizioni della routine domestica o lavorativa di Wolfe e agli interrogatori dei sospettati rispetto al peso dato alle spiegazioni “di fondo” del delitto. Spesso il motivo che ha portato all’omicidio non viene indagato più di tanto e la suspense mantenuta negli ultimi capitoli nasce soprattutto dal rifiuto di Nero a condividere con gli altri (Archie compreso) le sue deduzioni. Grazie a questa struttura narrativa la rivelazione finale è sempre molto spettacolare, ma come dicevo nei romanzi meno riusciti rimane un po’ lacunosa e non del tutto chiara.

Diverse copertine del romanzo "Nero Wolfe e sua figlia".
Diverse copertine del romanzo “Nero Wolfe e sua figlia”.

D’altronde l’autore è stato molto abile a creare familiarità con i personaggi, destando nel pubblico un interesse alle loro vicende tale da sopportare qualche caso non esattamente da manuale. Se si è alla ricerca di un mistero intellettuale, probabilmente i romanzi di Rex Stout non sono la scelta ideale; se invece si desidera una lettura divertente, una rapida e movimentata ricerca del colpevole, una conclusione con qualche colpo di scena, allora i libri di Nero Wolfe sono adattissimi.

La lettura delle imprese di Nero e Archie raramente delude, al contrario si tratta di un passatempo che potrebbe creare assuefazione e spingere all’acquisto di tutti i libri e racconti in cui agisce questa ben riuscita coppia di investigatori. Dopotutto se il “corpus” delle opere giallistiche di Stout è stato valutato come “miglior serie del secolo” al Boucheron 2000 (la più grande convention per la letteratura gialla) e lo scrittore è stato nominato Miglior Giallista del Secolo un motivo deve pur esserci.

 

I miei romanzi preferiti:

Troppe donne
I quattro cantoni
Troppi clienti

 

I libri che mi sono piaciuti meno:

Nero Wolfe non crede agli alibi (racconto)
Nero Wolfe e la pistola scomparsa (racconto)
Nero Wolfe apre la porta al delitto

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