“Il signor Tigre si scatena” di Peter Brown – Presentazione

Benché il mio pregiudizio verso gli albi illustrati non sia mai stato forte quanto quello verso i silent-book, ammetto con sincerità che al momento di scegliere un libro per bambini io cerco comunque sempre un minimo di storia e di testo. Le figure sono importanti, è ovvio, ma siccome con i miei figli la modalità classica di lettura era la condivisione di un momento insieme durante il quale io leggevo a voce alta mentre i piccoli osservavano le illustrazioni, entrambe le componenti avevano il loro peso fondamentale. Per questo ho scelto abbastanza raramente libri che fossero esclusivamente testuali o, al contrario, quasi completamente composti da immagini.

Negli ultimi anni però, soprattutto quando il volume che sto per acquistare non è destinato a noi ma a degli amichetti, mi sono resa conto che spesso storie molto intriganti sono narrate in albi illustrati – ovvero libri in cui lo spazio maggiore è dedicato alla grafica e il testo è ridotto ad un paio di righe in ciascuna pagina. Si tratta di un approccio diverso alla narrativa per bambini eppure ugualmente valido ed anche il libro del quale ho scelto di parlare oggi segue questo schema.

Pubblicato giusto un anno fa – nel gennaio 2017 – dalla casa editrice Il Castoro con un formato importante (un imponente quadrato di 25×25 cm e 48 pagine racchiuse da una resistente copertina rigida), “Il signor Tigre si scatena” narra la storia di una tigre che potremmo tranquillamente definire addomesticata. Il protagonista infatti abita in città, indossa dei vestiti (molto formali fra l’altro) ed è circondato da altri animali che come lui sembrano tutti beneducati e distinti; peccato che il signor Tigre in realtà non sia così soddisfatto come parrebbe a prima vista: lui vorrebbe correre, saltare, insomma comportarsi in maniera un po’ più selvaggia. Ad un certo punto non ce la fa più a trattenersi, ma quando comincia a camminare a quattro zampe, arrampicarsi sugli edifici ed esplodere in ruggiti roboanti, viene invitato ad allontanarsi dalla città e fare il selvaggio in mezzo alla natura.

Si apre così la seconda parte dell’albo, che almeno graficamente pare proprio un altro mondo: là dove la cità era grigia e squadrata, la natura è invece colorata, piena di spazio dove correre e saltare, di altri animali da inseguire. Ma il libro non si chiude (sorprendentemente) con la libertà nella giungla: Tigra senza i suoi amici non è felice, così dopo un po’ torna in città e la ritrova piacevolmente cambiata, perché coloro che sono rimasti sono stati loro malgrado influenzati dalla ribellione del protagonista ed ora anche la rigida vita cittadina non è più così rigida.

Una delle prime pagine dell’albo

La storia, come lasciato intuire da questo breve riassunto, è secondo me interessante perché fa riflettere i bambini sul fatto che – nonostante l’esistenza delle regole che i grandi ricordano loro tanto spesso – non bisogna lasciarsi soffocare o snaturare da quanto ci circonda. Anche perché, come dimostra il signor Tigre quando disattende le aspettative della società, il suo esempio sarà di ispirazione all’intera comunità e permetterà a tutti di vivere con maggior libertà, avendo la possibilità di essere davvero se stessi.

Ma quello che mi ha davvero impressionata favorevolmente in questo albo sono le illustrazioni, capaci da sole di sostenere il racconto e renderlo esplicito anche agli occhi dei più piccoli. In una città dominata dal grigiore (degli edifici ma anche dei suoi abitanti, elegantemente imbrigliati in abiti vecchio stile) spicca quel poco di pelliccia arancione del muso del signor Tigre, che con occhi stralunati fissa i lettori per manifestare tutta la sua disapprovazione per il modo di vita imperante. Nella prima metà dell’albo solo il protagonista spicca con la sua pelliccia brillante nei grigi e marroni che dominano le scene, mentre i colori esplodono in un’armonia di verdi, blu e rosa salmone nella giungla – e tutta questa vivacità di colori tornerà infine in città insieme a Tigre nella conclusione del racconto.

Confronto fra le pagine similari della città e della giungla in cui Tigre dà sfogo alla sua natura selvaggia (immagini tratte dalla versione inglese dell’albo)

Ai disegni, più che al testo, sono affidati i momenti di svolta della storia, ed è interessante notare il parallelismo fra la tigre ancora impeccabilmente vestita che inizia a camminare sulle quattro zampe (sorridente ma un po’ esitante, con lo sguardo fisso sul marciapiede) e l’analoga andatura che il protagonista nudo avrà nella giungla (questa volta con la testa orgogliosamente ritta e lo sguardo fieramente appuntato in avanti). Oppure la sequenza di tavole che mostra Tigre lanciarsi all’inseguimento, arrampicarsi e ruggire prima in città (dove corre dietro ad alcuni spaesati concittadini, si arrampica su un alto edificio e ruggisce stando accucciato su una panchina) e poi nella natura (dove insegue dei pesci, si arrampica su un albero e ruggisce circondato dalla fitta vegetazione).

Facendo qualche ricerca online ho scoperto sul sito della casa editrice che questo albo è stato candidato a parecchi premi internazionali e ne ha vinti ben quattro (Boston Globe Horn Book Award, Golden Kite Award, Bull-Bransom Award, E.B. White Read Aloud Honor): a mio modesto parere si tratta di riconoscimenti assolutamente meritati perché lo stile di Brown è al tempo stesso accurato e spontaneo, ricco di dettagli e carico di un forte impatto emotivo.

La mia esperienza: ho acquistato questo libro come regalo perché ormai i miei figli sono entrambi un po’ troppo cresciuti per apprezzarlo appieno, tuttavia prima di impacchettarlo lo abbiamo sfogliato insieme per capire se ci sembrava adatto al piccolo destinatario ed è stato piacevole constatare come, nonostante la loro età ormai da scuola primaria, i bambini abbiano comunque apprezzato lo stile dato da Peter Brown al suo racconto. In particolare a catturare l’attenzione dei miei figli sono state le similitudini nell’impostazione grafica fra i momenti in città e nella natura, che li hanno portati ad osservare come il povero signor Tigre avesse proprio bisogno di un po’ di vita selvaggia per stare davvero bene.

Età per cui lo suggerisco: lettura ad alta voce dai 4 anni – lettura autonoma dai 6 anni

Valutazione: acquisto sicuramente consigliato! 03-reading-a-book

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5 risposte a "“Il signor Tigre si scatena” di Peter Brown – Presentazione"

  1. Dalla tua recensione sembra consigliatissimo. Terrò presente se dovrò fare un regalo ad un bimbo. Anche io però qualche righina di testo la prediligo, penso che sia importante per vari motivi tra le altre cose per sviluppare nei bambini l’interesse a voler leggere. Mia figlia per esempio è stata molto motivata in questo modo. Grazie dell’attenzione e complimenti!

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    1. Innanzitutto grazie per i complimenti, sono sempre contenta di vedere che i miei post sono apprezzati! 🙂
      Concordo assolutamente con te nel pensare che un libro per l’infanzia abbia bisogno di testo, magari un paio di righe soltanto per pagina ma la componente scritta secondo me è quasi sempre essenziale. Certo ci sono silent book d’effetto (il mio preferito è sicuramente “Il barbaro” di Moriconi, ne ho parlato anche sul blog) ma tendenzialmente mi pare che guidare i piccoli verso l’esplorazione di una storia narrata e non solo illustrata sia importante, e come dici tu stimolante. Tua figlia quanti anni ha? I miei, soprattutto il maggiore, si sta ormai orientando su titoli praticamente privi di illustrazioni, ma fino a poco tempo fa poter avere entrambe era qualcosa di imprescindibile nelle sue letture, e per la sorellina di sei anni è ancora così.

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      1. Mia figlia è grande però ricordo che le leggevo sempre qualcosa e lei con sguardo vorace cercava di capire come facevo. Era molto interessata alla lettura ed inutile dire che ha cominciato a leggere prestissimo. Grazie Daniela della tua bella risposta. Un bacio e a presto!

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      2. Anche i miei ascoltavano sempre con interesse, cercando di seguire la lettura, e la più piccola che frequenta ora la prima elementare fa del suo meglio per leggere da sola. Ovviamente è ancora molto impegnativo per lei, da circa un paio di settimane siamo sul Gruffalò, difficilmente riesce a leggere più di una o due pagine per sera (e siccome vuole sempre ripartire dall’inizio della storia a volte non facciamo progressi effettivi).
        A presto!

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