A Milano la magia della Rowling: Harry Potter The Exhibition

Ormai sono rassegnata: io arrivo sempre dopo. Non dico tardi, ma sicuramente molto dopo quello che sarebbe opportuno fare in un’epoca in cui una notizia è già vecchia un giorno dopo la sua prima pubblicazione. E’ stato così in passato e il fenomeno si ripete, puntuale, anche per lo spazio che dedico sul blog alla mostra “Harry Potter The Exhibition” attualmente in corso a Milano. Dopo essersi aperta nell’ormai lontano 2009 a Chicago, la mostra sta girando il mondo e dal 12 maggio scorso tocca l’Italia fermandosi nel capoluogo lombardo fino al 9 settembre.

“Harry Potter: the exhibition” ha come unica tappa italiana l’allestimento nella Fabbrica del Vapore a Milano

Dalle date che ho riportato si intuisce come ormai rimangano appena una ventina di giorni sugli oltre tre mesi di permanenza dell’esposizione a Milano, quindi mi sento di classificare questo post nella categoria “meglio tardi che mai“. E comunque per chi fosse ancora più ritardatario di me, è già prevista una location successiva: Berlino, dove la mostra rimarrà dal 13 ottobre 2018 al 10 marzo dell’anno prossimo.

Noi siamo andati alla Fabbrica del Vapore (sede appunto della Harry Potter Exhibition italiana) il giorno di Ferragosto, sicuri che in quell’occasione la folla – sia in città che alla mostra – sarebbe stata poca, quindi quello che scrivo è uscito praticamente di getto poco dopo il ritorno a Torino nella speranza di dare indicazioni utili a chi, come noi, ancora non abbia visitato l’esposizione e magari sia indeciso se farlo o meno.

Harry Potter the Exhibition” viene pubblicizzata come la più grande mostra itinerante mai dedicata al mondo magico inventato dalla fantasia di J.K. Rowling, nonché come un vero e proprio viaggio nel mondo di Harry, dei suoi amici e dei suoi antagonisti. Se la prima affermazione è innegabile (quale che sia la location, l’esibizione occupa mediamente intorno ai 1600 metri quadrati), sul secondo punto mi permetto – almeno in parte – di dissentire.

Non aspettatevi qualcosa di questo genere …

Che la visita, intesa sia come percorso che come materiale esposto, sia ben congegnata e interessante (almeno per gli appassionati, di qualsiasi età) è vero, ma obiettivamente non è che una “normale” esposizione. La tipologia dell’esperienza è più da museo tradizionale che non di interattività, gli oggetti di scena sono numerosi e ben collocati, sono state fatte ricostruzione di alcuni luoghi (per esempio la capanna di Hagrid o una porzione del dormitorio dei Griffondoro) ma è più una ricostruzione concettuale che fisica.

La Sala Grande, per esempio, che rappresenta l’ultimo ambiente visitabile, non va immaginata come un’enorme stanzone con tavole apparecchiate e pedana al fondo per gli insegnanti. A parte una vetrata davanti alla quale sono sistemati gli abiti di Silente ed una raffigurazione di Dobby, le altre aree sono angoli che hanno a che fare con la Sala Grande ma non la ricreano. Sono mostrati alcuni vestiti indossati per il Ballo del Ceppo, sistemati attorno ad una delle scenografiche decorazioni che si erano viste nella quarta pellicola; ai lati della porta si trovano il calice del Torneo Tre Maghi e la più grande struttura vagamente piramidale entro cui andavano gettati i foglietti per candidarsi alla sfida, ci sono i costumi dei campioni e una selezione di dolci di Mielandia – ma questa tecnicamente non mi sento di definirla “la Sala Grande”.

A Milano l’aspetto dell’ambiente che ricrea la Sala Grande è questo (decisamente più modesto)

Fatta questa precisazione, a mio parere indispensabile, ribadisco che la mostra è stata studiata con coerenza e seguendone il percorso – sviluppato in nove ambienti – i visitatori si ritroveranno a far parte, anche se non da protagonisti, del mondo di Harry Ron ed Hermione. La prima stanza è quella dello smistamento, qui infatti il cappello parlante assegnerà (proprio con la voce, le intonazioni e le frasi del primo film) un paio di fortunati visitatori ad una delle quattro Case. Segue una seconda sala dove alcuni monitor proiettano le scene più memorabili delle pellicole per intrattenere alcuni minuti, finché una parete si apre rivelando la stazione d’arrivo dell’Espresso di Hogwarts che permette di spostarsi verso il castello vero e proprio.

Accolti dal ritratto della Signora Grassa (che purtroppo è fissato alla parete e non si apre a mo’ di porta) si osservano innanzitutto gli oggetti di scena legati ai Griffondoro, con la ricostruzione della zona dove dormono Harry e Ron. Segue il rifacimento – in ambienti ridotti – di alcune aule e dello studio della professoressa Umbridge, nonché un bancone delle serre dove è possibile estrarre le mandragole dai loro vasi sentendole gridare acutamente.

La zona successiva è dedicata al Quidditch, dove (almeno per i più piccoli) gagliardetti, trofei e divise di gioco saranno sicuramente oscurati dalla possibilità di lanciare la pluffa e segnare un goal centrando i tre anelli visti tante volte sullo schermo. Segue la capanna di Hagrid, ricreata sia internamente che esternamente, con un cartello che invita a sedersi nella enorme poltrona del custode delle chiavi e dei luoghi di Hogwarts.

Nella ricostruzione della capanna di Hagrid il tavolo con l’uovo in fase di schiusa è posto di fronte alla gigantesca poltrona dove i visitatori possono sedere

Proseguendo l’atmosfera si incupisce, prima sfiorando i margini della Foresta Proibita e poi dando spazio al lato oscuro della Magia rappresentato da Dissennatori, Mangiamorte, Horcrux e persino una delle vesti di colui-che-non-deve-essere-nominato. Il clima si rasserena in una piccola anticamera costellata di decreti scolastici e stendardi delle case, dalla quale si entra nella Sala Grande con il suo allestimento focalizzato sull’anno del Torneo Tre Maghi.

A questo punto la visita vera e propria è terminata, anche se prima di uscire è possibile scattare un’ultima foto (opzione offerta già all’ingresso) e naturalmente passare attraverso lo shop che offre letteralmente tutto quanto un fan possa desiderare, dall’abbigliamento ai portachiavi, dalle bacchette magiche ai pelouche di Edvige, dalle cioccorane alla mappa del Malandrino.

Per visitare con calma la mostra, fermandosi di fronte ad ogni vetrina e leggendo tutti i cartellini che identificano oggetti di scena e costumi è sufficiente poco più di un’ora; noi siamo rimasti circa il doppio perché i miei figli hanno voluto osservare tutto con molta attenzione, oltre che ritornare sia alla serra delle mandragole che alla zona Quidditch. Il che mi ha confermata nell’idea che un pizzico di interattività in più avrebbe resto l’esposizione davvero indimenticabile. Poter lanciare un incantesimo (anche uno modesto come Lumos), vedere una scopa sollevarsi magicamente a mezz’aria, osservare un’aula di pozioni dove realmente degli intrugli sobbollivano in uno scuro calderone: tutti sarebbero stati a mio parere momenti non troppo difficili da realizzare e magnifici da vivere.

In una delle prime stanze, quella dedicata a Griffondoro, si possono ammirare alcuni degli oggetti di scena usati dal protagonista: occhialetti tondi, bacchetta, lettera di convocazione ad Hogwarts – ma soprattutto la Mappa del Malandrino (senza orme camminanti, ovviamente)

Dopo descrizione ed impressioni personali, chiudo il post con qualche informazione pratica. “Harry Potter The Exhibition” è aperta ogni giorno (con orari differenti fra il lunedì, gli altri giorni lavorativi e i week-end) e benché i biglietti possano essere acquistati sia sul posto che online, consiglio (come fa anche il sito ufficiale dell’iniziativa) a fissare in anticipo il proprio posto per non rischiare di arrivare a Milano e scoprire che non sono rimasti ingressi disponibili per quel giorno.

Il biglietto acquistato in prevendita infatti permette l’ingresso in un giorno ed orario ben precisi e sono validi solo in quell’occasione; per scelta organizzativa viene suggerito di recarsi sul posto mezz’ora prima rispetto all’orario di ingresso indicato sul biglietto ma credo che anche solo 10-15 minuti di anticipo siano sufficienti. Una volta giunti alla Fabbrica del Vapore infatti non si deve fare altro che mettersi in coda, non serve essere i primi perché (ovviamente) tutte le persone prenotate per un certo orario entreranno e dunque arrivare prima non ripaga in alcun modo della prolungata attesa.

I prezzi per la mostra non sono esattamente economici (il Museo Egizio di Torino costa meno), ma i genitori possono risparmiare qualcosa grazie all’offerta famiglia che è pensata proprio per una coppia di adulti e 2 bambini oppure per la combinazione 1 adulto e 3 bambini. All’ingresso è possibile noleggiare anche un’audio-guida, sulla quale tuttavia non posso dire nulla perché noi abbiamo preferito svolgere la visita senza quel supporto aggiuntivo.

Non poteva mancare una vetrinetta dedicata agli Horcrux! Almeno a quelli costituiti da oggetti …

 

Questi i link al sito ufficiale dell’iniziativa:
http://www.harrypotterexhibition.it (in italiano)
http://www.harrypotterexhibition.com/ (in inglese)

 

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