Le attrazioni più emozionanti di Leolandia

Come anticipato nel post di qualche giorno fa, quest’oggi mi dedicherò a descrivere le attrazioni di Leolandia che i miei figli hanno apprezzato di più. Non si tratta, ovviamente, che di pareri del tutto soggettivi, ma il mio scopo nel pubblicare questo articolo è aiutare chi – come me – abbia dei figli già in età scolare e si chieda se questo parco dei divertimenti è adatto o meno alle proprie esigenze. Anche perché da questo punto di vista il sito ufficiale non è molto approfondito, le attrazioni sono presentate solo con una foto e un paio di righe di testo – davvero poco per capire davvero di cosa si tratta.

Meglio andare a Leolandia d’estate, per sfruttare le attrazioni bagnate come Mediterranea (foto a sinistra) che si basa proprio su una battaglia acquatica, oppure Gold River, classica discesa sui tronchi (al centro una panoramica del percorso, a destra un momento della salita).

A dispetto della scarsità di dettagli fornita sul sito, Leolandia è davvero un bel parco, persino per chi come noi lo visita dopo essere stato in un colosso come l’Europa Park, che mette in condizione di svantaggio credo praticamente tutti i parchi a tema tranne i vari Disneyland sparsi nel mondo. Eppure, benché quasi tutte le attrazioni trovate a Leolandia noi le avessimo già sperimentate in Germania, non mancano un paio di novità interessanti e nel complesso io non posso che consigliare il parco bergamasco a chi voglia far trascorrere una giornata emozionante ai propri figli.

Leolandia si può idealmente dividere in una mezza dozzina di aree tematiche: la prima occhiata dopo aver superato il punto di controllo biglietti cade su Minitalia, con la sua accurata ricostruzione della nostra penisola, mentre la zona a destra dell’ingresso è destinata soprattutto agli spettacoli (in questo periodo i personaggi erano i Superpigiamini tanto celebri fra i bimbi più piccoli). Proseguendo in questa direzione si incontrano il mondo di Peppa Pig, autoesplicativo per chiunque abbia figli sotto i dieci anni, ed Expo 1906, focalizzato soprattutto su giostre adrenaliniche.

Non si tratta propriamente di un’attrazione, ma quando il parco il sabato rimane aperto fino alle 22 la giornata si conclude con uno scenografico spettacolo pirotecnico

Se dall’ingresso ci si sposta invece sulla sinistra la struttura che ospita acquario e rettilario è la prima raggiungibile; addentrandosi maggiormente nel parco si trovano invece sia la Riva dei pirati, la cui tematizzazione è naturalmente legata al mondo di corsari ed oceani, sia l’estrema propaggine delle Terre di Leonardo, area che si rifà alle molteplici invenzioni (realizzate o anche solo disegnate su carta) del geniale personaggio rinascimentale. Qui è anche situata la stazione dove attendere l’arrivo del trenino Thomas, che insieme ad un più piccolo treno nella zona vecchio west rappresenta con le zattere che bordeggiano la costa tirrenica di Minitalia le tre attrazioni più tranquille di Leolandia.

Confinante sia con la zona piratesca che con quella leonardesca è infine Cowboy Town, area ad ambientazione far west, mentre il bosco di Masha e Orso si raggiunge superando Minitalia (un po’ come se si trovasse in corrispondenza della Svizzera) ed è affiancato anche da una piccola fattoria. In questo post io parlerò dei quattro quartieri che nella nostra due giorni al parco hanno catalizzato l’attenzione dei miei figli: Riva dei pirati, Cowboy Town, Terre di Leonardo ed Expo 1906.

Riva dei pirati è stata la prima area in cui ci siamo diretti e proprio come tutta la zona vicina si potrebbe catalogare come un insieme di giostre vivaci e spesso bagnate. In realtà anche qui, come in tutto il parco, sono presenti attrazioni più tranquille o rivisitazioni per i più piccoli di giostre presenti anche in versione più “adulta”, ma siccome generalmente noi le abbiamo ignorate preferisco soffermarmi piuttosto a presentare quelle più avventurose.

Alcune giostre molto apprezzate dell’area Riva dei pirati: da sinistra il galeone, le botti, la torre di caduta libera

In particolare le attrazioni più “da grandi” di quest’area sono il Galeone (che come tutte le giostre con questo nome è una grande nave oscillante da prua a poppa, così da simulare la navigazione su un mare tumultuoso), Trinchetto (anche questa un classico dei parchi a tema, una colonna strutturata per far salire e poi precipitare in rapida caduta, più volte, i visitatori), Scilla e Cariddi (una gigantesca tavola da surf che muovendosi su un binario ricrea il turbolento ondeggiare mitologicamente associato allo stretto di Messina). Molto apprezzata dai miei figli è stata anche BottiBoom, attrazione che unisce la rotazione vorticosa agli spruzzi di acqua vaporizzata per portare i visitatori in un viaggio vorticoso e bagnato di un paio di minuti.

Nelle Terre di Leonardo le attrazioni risultano particolarmente scenografiche perché ricordano nell’aspetto i disegni del poliedrico genio toscano, ma quella che ci ha conquistati è senza dubbio le Rapide di Leonardo: un gommone circolare che gira su se stesso affronta un percorso a tratti quasi rilassante, a tratti movimentato come se si stessero superando le rapide di un torrente impetuoso, navigando in un canale artificiale che si snoda fra edifici o strutture che riprendono i disegni leonardeschi, come il suo celebre carro armato.

Le terre di Leonardo sono un’area chiaramente ispirata alle invenzioni e agli studi del celebre da Vinci.

A Cowboy Town il mio suggerimento è di non dedicare troppo tempo al roller coaster Mine Train (ce ne sono altri nel parco e la coda qui è tendenzialmente lunga), orientandosi piuttosto su Gold River e Wild Avvoltoi. Il primo è la classica attrazione bagnata in cui delle navicelle che simulano un tronco d’albero scavato si muovono su un percorso acquatico che supera un paio di alti scivoli (con conseguente discesa mozzafiato e piena di schizzi). Il secondo è una versione di carosello decisamente innovativa in quanto non si rimane come sempre seduti ma ci si mette distesi sopra ad una struttura dalla forma di avvoltoio.

Ma la porzione di parco che, soprattutto nel secondo giorno di permanenza, ha letteralmente monopolizzato l’interesse dei miei figli è Expo 1906, che deve il suo nome al design delle attrazioni, che sono state tutte costruite in modo da ricordare l’aspetto dei luna park di inizio secolo, con tendoni a strisce e accattivanti cartelloni per pubblicizzare le varie giostre. Questa è sicuramente l’area più adulta del parco, tant’è che soltanto Spegnilfuoco è accessibile a chiunque mentre tutte le altre giostre richiedono un’altezza di almeno 90 cm (che salgono a 105 o 120 per i bambini non accompagnati).

Due scatti che spero diano un’idea di come si muove la vorticosa attrazione Electro Spin

Punta di diamante di questa zona sono tre attrazioni situate una accanto all’altra, tutte dominate da una certa predisposizione alle emozioni mozzafiato da parte dei visitatori che decidano di provarle. Electro Spin concettualmente somiglia al Galeone della zona dedicata ai pirati, benché in questo caso il movimento si ottenga non tramite l’oscillazione da un perno sospeso bensì ancorando la gondola ad un binario ad arco. La sostanziale differenza è che al moto precedente si somma una veloce rotazione della piattaforma su cui sono seduti i visitatori, che finiscono dunque per girare su se stessi come se fossero sistemati su una gigantesca trottola impazzita.

La Donna Cannone è una torre a caduta libera, quindi analoga a Trinchetto della Riva dei pirati, ma proprio come il limitrofo Electro Spin rivisita in chiave audace l’attrazione ad ambientazione marinaresca dandole una marcia in più. Che in questo caso è data dalla combinazione di maggiore altezza e maggior velocità; a onor del vero, dopo averla ripetuta ben quattro volte posso dire che personalmente mi spaventava di più vedere l’effetto dal basso che vivere l’esperienza reale. Per quanto infatti la caduta sia prolungata, sia la salita che la discesa sono fluide e l’emozione maggiore è data secondo me dall’istante in cui si ha davvero la sensazione di precipitare perché il sedile si sta abbassando mentre il corpo tende ancora a salire per inerzia.

Alcune delle giostre più “vivaci”: partendo da sinistra l’insolito Wild Avvoltoi, al centro l’impressionante Donna Cannone, a destra il roteante Twister Mountain.

L’ultima giostra di cui voglio parlare oggi è Twister Mountain, un ottovolante non particolarmente impervio nel quale la caratteristica dominante è il rapido e frequente cambio di direzione dato dal fatto che la gondola su cui si sta seduti è sottoposta durante il percorso ad un movimento rotatorio. Questo genera brusche frenate e non pochi sballottamenti, senza contare che le porzioni di tragitto percorse addirittura all’indietro sono per i bambini a dir poco entusiasmanti.

Si conclude qui la mia presentazione di Leolandia: vi è venuta voglia di trascorrervi una giornata, fra giostre più tranquille ed altre decisamente adrenaliniche?

 

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