Circuiti aerei all’ombra del Re di Pietra

Come sa chi segue il blog, una delle mete predilette dai miei figli per le gite fuori porta consiste nei parchi avventura, che sono in effetti una soluzione perfetta per far sfogare la naturale energia dei bambini senza mai rischiare che si caccino in situazioni pericolose. A causa di questa spiccata preferenza (superata, credo, solo dai parchi divertimenti veri e propri) abbiamo ormai maturato una certa esperienza sul campo in materia e ci consideriamo ormai autentici abitué delle località che loro giudicano i più entusiasmanti.

Visto il titolo del post non potevo non aprire l’articolo con un’immagine del Monviso …

Ecco perché, nonostante la stagione ideale per dedicarsi ad acrobazie nel bosco stia ormai chiudendosi, non potevo fare a meno di dedicare un po’ di spazio ad una struttura che ci ha colpiti per la sua originalità. Mi riferisco al Monviso Adventure Park di Crissolo – il più alto comune della valle Po grazie alla sua altitudine oscillante fra i 1100 metri slm delle case più a valle e i 3841 metri rappresentati, ovviamente, dalla vetta del Monviso.

Fra l’altro per una volta il mio post è quasi d’attualità, visto che il parco è stato inaugurato il 4 agosto scorso con l’intenzione di costituire un nuovo tassello nella promozione turistica estiva di Crissolo. Situato praticamente alla confluenza fra il rio Martino e il fiume Po, il parco avventura dispone di una struttura ricettiva essenziale affiancata però da una vasta zona per il parcheggio e – soprattutto – da un percorso aereo davvero interessante. E reso a dir poco inusuale dalla presenza di due teleferiche che nel loro tragitto superano il Po portando i visitatori dalla sponda destra alla sinistra e quindi nuovamente a quella di partenza.

Diversi momenti del circuito

Ovviamente le teleferiche, pur rappresentando forse la punta di diamante del circuito, non sono l’unico tipo di passaggio da superare. In comune con tutti i parchi avventura è infatti la sfida di camminare su tronchi sospesi, superare ponti tibetani, lanciarsi lungo una tirolese, sempre cercando di rimanere in equilibrio e raggiungere la piattaforma successiva. A differenziare però il Monviso Adventure Park dagli altri parchi analoghi, che abbiamo frequentato nel corso degli ultimi anni, interviene il fatto che qui il percorso è uno soltanto, con nove tappe decisamente sfidanti, soprattutto per bambini e ragazzi.

Non so se questa caratteristica derivi soltanto dalla recente costruzione e apertura del parco, noi inizialmente eravamo timorosi che un unico percorso potesse esaurirsi troppo rapidamente (e che poi i bambini si annoiassero di ripetere sempre il medesimo circuito), invece non è stato affatto così. Le diverse tappe del percorso ci hanno richiesto circa un’ora per essere completate ed anche i miei figli, che tendono a minimizzare le difficoltà atteggiandosi a provetti scalatori ed equilibristi, alla fine hanno ammesso di essere felici dell’esperienza ma troppo esausti per ripeterla con un secondo giro.

Vista ravvicinata di uno dei passaggi (non il più impegnativo a mio parere)

Una parte della loro stanchezza immagino derivasse dalla la sensazione emozionante ma emotivamente impegnativa data dall’altezza (a occhio e croce direi che la maggior parte del circuito si snoda ad almeno 4-5 metri dal suolo), ma a questo aspetto sono ormai abituati e quindi non credo sia stato il principale. A pesare maggiormente penso sia stata l’obiettiva laboriosità dei passaggi acrobatici, che pur senza richiedere doti fisiche particolari erano comunque abbastanza difficoltosi.

Naturalmente tutto il percorso si svolge in assoluta sicurezza, garantita dall’imbrago (comprensivo di caschetto) e dai due moschettoni con cui ancorarsi alla linea di vita, uno dei quali non è apribile e dunque assicura di essere sempre agganciati all’opportuno cavo. Aspetto da non sottovalutare visto che le piattaforme d’arrivo fra i vari passaggi e le diverse passerelle sono prive di ringhiere e spesso molto compatte, obbligando a qualche contorsione chi è più alto o ad allungarsi fin sulla punta dei piedi chi come mia figlia sfiora il limite inferiore di altezza da cui è fattibile affrontare il circuito.

Qui era necessario salire sullo skateboard (inclinato lateralmente) e lasciarsi scivolare fino alla piattaforma successiva: pochi secondi soltanto ma sicuramente esaltanti!

Fino ad ottobre il parco è aperto soltanto nel week-end, tempo permettendo, con possibilità di apertura infrasettimanale su prenotazione per gruppi di almeno 5 persone, il che offre anche ad una piccola comitiva (bastano di fatto già solo due famiglie di amici) l’opportunità di divertirsi sui percorsi prima che il clima autunnale lo renda impossibile. Ovviamente non ci si può aspettare di trascorrere l’intera giornata al Monviso Adventure Park, proprio come accade generalmente in questo tipo di strutture, ma nelle vicinanze è facile trovare altre opzioni interessanti per riempire il tempo rimasto libero.

Noi siamo stati al parco nella prima domenica di settembre e all’epoca era ancora in funzione la seggiovia che partendo proprio dal centro di Crissolo consente di salire in quota sul versante Granero, dove nella stagione invernale sono attivi gli impianti di sci mentre in estate è possibile iniziare escursioni più o meno articolate sulla montagna. Fino ai primi di dicembre la seggiovia è chiusa, tuttavia è possibile raggiungere in auto Pian della Regina o Pian del Re e sfruttare queste località come base per una camminata fino alle sorgenti del Po o al lago Fiorenza, suggestivi in ogni stagione.

La teleferica è davvero emozionante perché sapere di “volare” sopra il fiume ha un impatto decisamente maggiore che sul banale terreno

 

Non esiste, a quanto ne so, un sito ufficiale del Monviso Adventure Park, tuttavia a questo link è possibile visualizzare le informazioni fondamentali per pianificare una visita e scoprire inoltre i riferimenti Facebook e i contatti (telefonici o e-mail) del parco: http://www.comune.crissolo.cn.it/archivio/news/Monviso-Adventure-Park–Parco-Avventura_353.asp

 

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