Un angolo di Arcadia sulle sponde del lago Maggiore: il parco e zoo di Villa Pallavicino

L’idea del post di oggi è nata dalle temperature eccezionalmente calde di questo periodo, che fanno pensare più ad agosto che non a settembre e invogliano a rimanere il più lungo possibile all’aperto nonostante le ore di luce si stiano progressivamente riducendo. La meta di cui parlerò (il parco di Villa Pallavicino nei pressi di Stresa, sul lago Maggiore) io e la mi famiglia l’abbiamo visitata in primavera, stagione in cui la fioritura dei rododendri è nel pieno del rigoglio e con un po’ di fortuna si possono veder sbocciare anche le prime ortensie. Tuttavia credo che il parco sia una destinazione incantevole anche in autunno, quando le foglie degli alberi non possono fare a meno di creare un’autentica tavolozza di colori con tutte le sfumature dal giallo all’oro, dal verde al marroncino, passando persino per arancione e rosso.

Il nucleo originario del parco si deve allo statista napoletano Ruggero Bonghi, che affascinato dal lago Maggiore acquistò in questa zona alcuni terreni nel 1855, edificandovi una piccola dimora. Passata quindi nelle mani del duca di Valleombrosa e successivamente in quelle dei marchesi Pallavicino, si deve proprio al marchese Ludovico Pallavicino l’ampliamento della tenuta nel 1862.

Veduta dalla zona più alta del parco, che è strutturato sul pendio della vallata. La dimora non è visitabile.

I notevoli interventi fatti (costruzione di strade carrozzabili, arricchimento del parco con statue e suo ampliamento con un’ampia porzione di giardino all’inglese) resero la proprietà molto simile a come la si può ammirare oggi. L’idea di ospitare nel parco così creato animali provenienti da tutto il mondo risale invece al 1952 e due anni dopo si ebbe la prima apertura dello stesso al pubblico pagante.

Dal parco si gode di una superba vista del lago, che soltanto una strada carrozzabile separa dai giardini stessi

Da allora decine di migliaia di turisti hanno visitato questo grande parco di quasi 20 ettari, popolato ormai con oltre 40 specie di animali tra mammiferi ed uccelli. Volpi, daini, lama, capre tibetane, lepri e coati vivono dunque a pochissima distanza da zebre, canguri Bennet, moffette e castori. Allo stesso modo animali prettamente europei quali la cicogna bianca o la civetta delle nevi hanno trovato casa qui proprio come specie tropicali come il cacatua australiano o l’inseparabile, volatile dai colori sgargianti originario dell’Africa caratterizzato dal fatto che maschio e femmina rimangono insieme per tutta la vita.

Carrellata di alcune delle specie animali ospitate nel parco: pavoni, fenicotteri, zebre, daini.

La struttura con cui è stato sviluppato il parco consente in molti casi ai visitatori di avvicinarsi parecchio agli animali, che per la maggior parte vivono liberi in ampi spazi naturali; è addirittura possibile accarezzare daini, capre tibetane e lama nell’area denominata Fattoria. E naturalmente incrociare i pavoni che girovagano in totale libertà dentro il giardino botanico, regalando talvolta ai presenti l’omaggio della loro splendida ruota. Per forza di cose è invece meno immediato il contatto con gli uccelli o con pesci e tartarughe d’acqua che popolano il laghetto, ma anche in questo caso è possibile ammirare la fauna rimanendo a pochi metri di distanza.

Per quanto gli animali siano sicuramente ciò che colpisce con maggior immediatezza a Villa Pallavicino, soprattutto nel caso dei bambini, il parco è giustamente noto anche per la ricchezza della sua flora, che privilegia piante adatte al clima umido dei laghi e vede un impiego davvero ristretto dei sempreverdi a favore di specie più rare ed esotiche.

Questi invece due scorci che evidenziano lo splendore della flora

Ecco allora che a frassini, abeti, castagni e faggi si affiancano piante assai più insolite come l’arancio trifogliato (originario della Cina sovente impiegato per siepi compatte e folte) e l’ailanto (albero anch’esso originario della Cina e caratterizzato dalla tendenza a sviluppare una notevole altezza, il che gli ha fatto guadagnare il soprannome di “albero del paradiso”.

Particolarmente maestosi sono poi gli esemplari di liriodendro, le magnolie, gli antichi ginkgo biloba – che proprio in autunno si presenta magnifico perché le foglie, dalla tipica forma a ventaglio, assumono in questa stagione una colorazione giallo vivo molto accesa. Quando invece non sono imponenti le dimensioni, intervengono altri fattori a far soffermare l’occhio su un albero o un arbusto, come nel caso dell’andromeda giapponese, grande arbusto sempreverde originario dei paesi orientali, che presenta foglie lanceolate di colore rosso nelle piante più giovani (successivamente il colore vira al verde lucido) e in primavera si arricchisce di una delicata fioritura bianca con piccoli fiori tubolari riuniti in pannocchie pendule.

Due immagini del laghetto

A completare il parco, davvero molto vasto, ci sono un’area giochi per i bambini più piccoli, diverse zone destinate ai pic-nic, un bar ed un negozio di souvenir. Aperto quotidianamente da marzo a fine settembre con orario 9-19 e poi nel mese di ottobre con chiusura anticipata di un’ora, il parco di Villa Pallavicino è perfetto per trascorrere una giornata all’aria aperta e chi lo volesse può trovare delle interessanti offerte acquistando i biglietti combinati per il parco e le isole Borromee poco distanti.

Mappa del parco (scaricabile dal sito di Villa Pallavicino); i numerini colorati corrispondono ai luoghi dove sono ospitati i diversi animali.

 

Sito ufficiale: http://www.parcopallavicino.it/index.php

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