L’estratto della settimana: “AAA Abito da sposa cercasi” di Amanda Foley

Non so se sia vero quanto sostengono gli esperti del settore moda e sposa, secondo cui ogni donna considera il giorno del matrimonio come il gran giorno per eccellenza e non fa altro che sognarlo da quando era bambina. Per me non è stato così, da bambina pensavo ad altro che non a un festoso scampanio nuziale, eppure ammetto che pur essendo felicemente sposata se mi capita di vedere un abito da sposa mi fermo sempre a dargli un secondo sguardo. Che sia in una vetrina, sulla pubblicità di una rivista o durante un programma televisivo, l’argomento sposa non manca mai di intrigarmi.

Ecco perché mi sono accostata a questo romanzo, che già nel titolo lascia intuire come il tema nozze sia probabilmente centrale nello sviluppo della trama. In realtà su internet ho trovato qualche critica legata proprio al fatto che l’autrice si sia lasciata eccessivamente andare con descrizioni di abiti bianchi, dilemmi sartoriali e storie d’amore delle varie sposine clienti della protagonista – ma siccome l’argomento tutto sommato mi è più congeniale che sparatorie o inseguimenti in auto non mi sono lasciata scoraggiare.

L’anteprima di “AAA Abito da sposa cercasi” permette di fare la conoscenza con Emma, voce narrante ed eroina del libro, che con l’amica Laura divide la gestione di un atelier per abiti da sposa a Trieste. La vita professionale di Emma pare dunque votata a realizzare i desideri delle future spose che varcano la soglia del negozio piene di sogni, e se questo forse le riesce bene, meno facile sembra la sua esistenza fuori dall’orario di lavoro. Madre di due figli adolescenti, la donna è attualmente single perché il marito ha voluto prendersi una pausa di riflessione (iniziando una relazione con un’altra) e lo shock di questa separazione ha mandato in frantumi tutte le certezze di Emma.

Che tuttavia non deve disperare troppo, perché sia la sinossi del romanzo che i primi capitoli portano in scena ben due possibili aspiranti a riempire il vuoto lasciato da un marito farfallone: Andrea, vecchio compagno delle superiori che aveva avuto una cotta per Emma durante l’adolescenza e sembra ancora vittima dell’amore di un tempo, oppure Lorenzo, conosciuto in ambito lavorativo e curiosamente capitato in città sul finire dell’estratto iniziale del libro.

I primi capitoli di “AAA Abito da sposa cercasi” non permettono di farsi un’idea molto chiara della storia, tuttavia evidenziano due caratteristiche che effettivamente non posso che considerare negativamente e mi rendono difficile apprezzare il libro. Innanzitutto mi trovo a concordare con chi dice che il tema “nozze” ha un peso probabilmente eccessivo nell’economia delle vicende narrate. Io naturalmente posso giudicare solo dall’estratto, ma è indubbio che già nelle pagine iniziali la Foley dissemini qua e là osservazioni sul taglio degli abiti da sposa (a meringa, da principessa, a sirena) piuttosto che sull’elegante aspetto dell’atelier, descritto con precisione quasi fotografica nel quarto capitolo.

A me questi passaggi non hanno dato eccessivo fastidio, come ho già detto preferisco leggere di come dei veli di tulle siano drappeggiati sulla balaustra di una raffinata scala a chiocciola in marmo candido piuttosto che approfondire il modello di un’arma da fuoco o la potenza di un motore fuoribordo. Però onestamente non posso fare a meno di notare che la maggior parte di questi paragrafi siano di troppo: non aggiungono nulla alla storia, al contrario appesantiscono (o per lo meno interrompono) inutilmente il ritmo.

La scalinata non è a chiocciola, ma l’immagine rende abbastanza bene l’idea di quanto centrale sia la wedding fashion nel romanzo

Il secondo aspetto che invece mi ha colpita assai più in negativo è lo scarso collegamento fra i vari capitoli incontrati finora, che sono a mio parere davvero troppo slegati l’uno dall’altro. Non solo in termini spazio-temporali (ovvio che non possa accadere tutto nello stesso luogo e nell’arco di poche ore come imponevano secoli fa le regole della tragedia greca), ma proprio a livello di fatti narrati.

Capitolo uno: Emma condivide con le lettrici la situazione critica del suo matrimonio. Capitolo due: in libreria incontra il vecchio compagno di scuola Andrea. Capitolo tre: il punto di vista cambia e la voce narrante diventa Andrea, che descrive l’incontro in libreria con gli occhi di un innamorato ventennale ancora presissimo dall’antica fiamma. Capitolo quattro: la narrazione torna ad essere quella di Emma, che parla di una mattinata di lavoro in atelier. Capitolo cinque (appena iniziato nella porzione dell’anteprima): incontro inatteso con Lorenzo.

Più che leggere un libro, sembra di trovarsi di fronte a delle fotografie che fissano sulla carta momenti specifici di un’esperienza più lunga, come quando si selezionano una mezza dozzina di scatti per ricordarsi di un’intera vacanza. E sinceramente questo approccio non mi piace, mi ricorda troppo la struttura di un diario adolescenziale per farmi appassionare alle vicende di Emma. Tant’è che non proseguirò con la lettura del romanzo, che per ora non è proprio riuscito né ad incuriosirmi né ad avvincermi.

Giudizio dell’estratto:reading_book-sad_smiley

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