Govone: residenza sabauda in tono minore nobilitata dalle incantevoli sale cinesi

Finora in tema viaggi avevo pubblicato solo post quasi entusiastici, in cui decantavo le bellezze dei vari luoghi visitati con la mia famiglia lasciando implicitamente intendere che avrei consigliato anche ai lettori di recarsi in quei castelli, borghi o parchi divertimenti, convinta che avrebbero apprezzato l’esperienza proprio come era successo a noi. L’articolo di oggi è invece un po’ diverso perché in questo caso non mi sento di lodare più di tanto un castello che, sebbene interessante, ci ha comunque lasciati, a visita conclusa, con una certa delusione.

Mi riferisco al castello di Govone, situato come lascia intuire il nome nella municipalità di Govone, piccolo centro del cuneese, di cui rappresenta attualmente il palazzo comunale. Dal 2007 la dimora fa parte di svariati circuiti turistici del Basso Piemonte, mentre già dal 1997 le residenze della Casa Reale di Savoia, situate a Torino e nei dintorni, di cui anche questo castello fa parte, sono state iscritte alla Lista del patrimonio Mondiale Unesco.

A Govone inoltre hanno luogo svariate iniziative nel corso dell’anno, le più note rappresentate dalla fioritura dei tulipani (che crescono spontaneamente nel parco) a marzo e dal Magico Paese di Natale, che nel periodo di dicembre prevede spettacoli, mercati e una ricostruzione della casa di Babbo Natale.

Panorama del paesino di Govone, con il castello a dominarlo dalla sommità della collina

Tante erano dunque le nostre aspettative quando lo scorso settembre abbiamo scelto, di ritorno da qualche giorno di mare a Finale Ligure, di fare tappa a Govone per visitare il castello, che anche dal suo sito internet ufficiale pare un vero gioiellino, benché modesto nelle dimensioni se paragonato a luoghi come Venaria o Stupinigi.

Ebbene, non voglio dire che la visita sia stata sgradevole ma si è rivelata inferiore alle attese perché l’edificio (passato nei secoli attraverso diversi usi e soprattutto depredato in epoca napoleonica) decisamente non è in buone condizioni, a parte le Sale Cinesi restaurate con i fondi Unesco e sicuramente rappresentanti il momento clou del percorso guidato.

La prima impressione che si ha del castello è molto buona grazie alla sua posizione panoramica sulla sommità della collina attorno a cui si sviluppa il paese; questa conformazione garantisce infatti una splendida vista, che spazia fra le Langhe e il Monferrato. Anche l’esterno dell’edificio, con la sua forma regolare ed elegante che tradisce i rifacimenti settecenteschi neoclassici, circondato dal parco e dai giardini, ha un notevole impatto. La facciata principale con il suo imponente scalone d’accesso a due rampe, ricco di telamoni rilievi e decorazioni, è indubbiamente scenografica.

All’ingresso principale si arriva salendo un largo viale fiancheggiato da prati all’inglese

Purtroppo, come dicevo, la situazione cambia abbastanza drasticamente quando si entra nel castello, che risulta praticamente privo di arredi (quelli originali sono conservati in larga parte al Museo Massena di Nizza proprio perché portati in Francia durante le scorrerie napoleoniche) non solo a causa della spogliazione di inizio Ottocento ma perché alla fine dello stesso secolo fu proprio il comune a vendere gran parte della mobilia dell’epoca per aumentare le proprie entrate.

Di fatto questo passato burrascoso si traduce nella visita ad una successione di ambienti eleganti ma vuoti, dove si possono ammirare i bei soffitti affrescati e talvolta pavimenti a parquet con disegni un po’ particolari, senza riuscire però a respirare davvero la regalità che il castello, come ex luogo di villeggiatura reale, mi aspettavo avesse conservato. Le guide (volontarie) raccontano con passione la storia del luogo e la arricchiscono da aneddoti come la curiosa presenza di caminetti solo di figura, visto che si trattava di una residenza prettamente estiva, ma le uniche stanze a mio parere effettivamente notevoli sono il salone d’onore e le sale cinesi.

Due scatti che mostrano la magnificenza delle tappezzerie cinesi

Il Salone d’onore colpisce perché interamente affrescato intorno al 1820 con la tecnica del trompe-l’oeil in modo da ingannare gli occhi degli ospiti finte architetture e sculture. L’insieme è suggestivo, le pareti dipinte a chiaroscuro per simulare colonne e statue che rappresentano Niobe e i suoi figli costituiscono un’affascinante cornice per la volta affrescata in colori vividi.

Due immagini del Salone d’onore: quella di sinistra (presa dal sito del castello), quella di destra l’ho scattata io durante la nostra visita

Le Sale Cinesi, coincidenti con gli appartamenti destinati ad ospitare principi e principesse, sono l’autentico fiore all’occhiello di Govone. Come si può facilmente intuire il loro nome deriva dalle tappezzerie di ispirazione orientale, autentica moda nobiliare di Settecento ed Ottocento che tuttavia spesso – a dispetto della tematica – erano in realtà realizzate a Londra o Parigi. Si ritiene invece che le carte di queste sale, risalenti al Settecento, siano state effettivamente prodotte in Cina da artisti cinesi.

I disegni rappresentati descrivono con scene ricche di dettagli e suggestione il processo di produzione della seta, del tè e del riso, le diverse fasi di cui si compone l’artigianato della porcellana, oltre naturalmente a meno insoliti soggetti di flora e fauna tipicamente cinesi. Numerose al punto da ricoprire nella sua totalità le pareti di quattro sale degli appartamenti delle principesse, queste carte a cui il restauro ha ridonato l’originaria freschezza meritano una menzione d’onore per l’accuratezza del tratto, la precisione dei disegni, l’eleganza delle composizioni.

Collage di fotografie che mostrano la raffinatezza dei pannelli sovrastanti le porte delle sale delle principesse

Pur ribadendo quindi che la visita al castello di Govone è stata sottotono rispetto alle nostre aspettative, non posso non sottolineare che queste tappezzerie sono assolutamente da vedere. Di certo in Europa esistono altri castelli o collezioni in cui si possono ammirare carte da parati analoghe, ma quelle del castello sono considerate fra le più significative del genere dedicato ai cicli di produzione sia per la superficie, sia per il numero di scene, sia per la ricchezza di dettagli con cui sono raffigurati i singoli soggetti.

Il castello di Govone è tipicamente aperto tutti i sabati e domeniche da aprile ad ottobre, anche se consiglio di contattare preventivamente la struttura per accertarsi che il giorno in cui si desideri visitarlo non siano previste chiusure straordinarie. Nel periodo invernale il castello apre nuovamente le sue porte in occasione dell’iniziativa Magico Paese di Natale, ma siccome il calendario varia ogni anno è consigliabile verificare le date sul sito ufficiale.

Mappa che illustra il percorso di visita (dal sito ufficiale del castello)

 

Sito del castello: www.castellorealedigovone.it
Sito del Magico Paese di Natale: https://magicopaesedinatale.com/

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