L’estratto della settimana: “Il codice dell’imperatore” di Annalisa Canestrelli

L’estratto del quale parlerò oggi l’ho trovato abbastanza difficile da classificare; sicuramente non mi ha entusiasmata, tuttavia non mi sento neppure di stroncarlo senza possibilità d’appello. Mi riferisco a “Il codice dell’imperatore” di Annalisa Canestrelli, romanzo uscito in una prima edizione esclusivamente digitale nel 2014, ma che a causa del grande successo riscosso divenne un vero e proprio caso editoriale in testa alle classifiche online per settimane. Dopo una revisione completa da parte dell’autrice, il volume è stato pubblicato l’anno seguente anche in formato cartaceo, riscuotendo anche in questo caso un notevole apprezzamento.

Il codice dell’imperatore” è un thriller e di questo genere narrativo conserva un impianto basato sul mistero: mistero che circonda la protagonista (una donna che ha sepolto nel dimenticatoio il suo passato e non vuole nemmeno più pensarci); mistero che circonda l’anziana Costanza Pardi, donna della Milano bene che si ritrova quasi in povertà eppure viene uccisa senza una ragione apparente con un pugnale nel cuore; mistero che – per quanto appena accennato – circonda le convinzioni di Costanza sul fatto che non tutti gli individui siano uguali in quanto una piccola percentuale dell’umanità discende dalle razze superiori che in epoche remotissime abitarono il pianeta prima di essere spazzate via da catastrofi naturali di portata immane.

Da questo punto di vista i primi capitoli del libro sono a mio parere ben scritti: lo stile è scorrevole e la Canestrelli tutto sommato brava nell’alternare gli accenni al passato da cui Marta vuole fuggire, la sua vita più recente che riesce a incanalare come desidera, l’inatteso rapporto che si sviluppa con Costanza. Nessun aspetto è scevro di ombre e quindi complessivamente la storia risulta intrigante, o quanto meno tale da destare la curiosità di scoprirne gli sviluppi.

Gli aspetti che invece non mi hanno convinta sono legati alla caratterizzazione che si intuisce di trama e personaggi: entrambi infatti mi sembrano troppo in linea con i cliché dei thriller degli ultimi decenni (Dan Brown in testa, ma non solo lui). Marta pare infatti la tipica persona tranquilla e in apparenza senza problemi né nemici che di colpo si ritrova coinvolta suo malgrado in un intrigo enormemente più grande di lei. Né si può dire molto originale il fatto che la protagonista nasconda una tragedia nel suo passato, come lasciano intuire il comportamento di Marta negli anni ’80 e il silenzio con cui in seguito ha sempre avvolto le sue origini, propinando a chiunque la storiella dell’orfana senza parenti.

Un po’ troppo sfruttato è anche lo spunto della mappa da decifrare e degli indizi da seguire, tema che naturalmente nell’estratto si sfiora appena ma che ho immaginato non appena ho letto dei piccoli doni estratti con tanta cura da Costanza e consegnati come se fossero reliquie alla donna che lei sente vicina al pari di una figlia. E se Marta non è un illustre esperto come potrebbe esserlo il professor Robert Langdon (protagonista appunto di svariati romanzi di Brown), tuttavia si può facilmente immaginare che un esperto dovrà presto o tardi far capolino nella storia. Non fosse altro che per rendersi conto di cosa significhino davvero gli oggetti lasciati da Costanza a Marta, e che l’eroina è stata così sprovveduta da cedere in un caso alla portinaia senza nemmeno pensarci.

Se mi si chiede di pensare congiuntamente a nazisti e tesori in passato protetti dai templari come il sacro Graal, la prima immagine che mi sovviene sono fotogrammi di “Indiana Jones e l’ultima crociata”. Non è che la Canestrelli per il suo romanzo ha preso spunto a sua volta dalla celebre pellicola?

Anche l’accenno alla presunta supremazia di una razza che, guarda caso, sarebbe quella ariana mi ha fatto storcere il naso: possibile che non si riesca a costruire un buon thriller senza metterci in mezzo i nazisti? Che l’autrice ha avuto il garbo di buttare nel mucchio insieme ai templari, così da rendermi ragionevolmente sicura che se non ci sarà da trovare il santo Graal (e spero sinceramente di no) sarà comunque necessario fronteggiare la cospirazione di un agguerrito gruppo di seguaci hitleriani anche loro in caccia del misterioso tesoro.

Insomma, “Il codice dell’imperatore” possiede sicuramente delle potenzialità interessanti, tuttavia non mi sento di definirlo esattamente promettente perché troppe idee mi sembrano rifarsi a motivi ed ispirazioni già abbondantemente sfruttati nella narrativa o nella cinematografia. Proprio per questo non credo di proseguire la lettura del romanzo, almeno non nell’immediato, e rimango in cerca di un thriller che sappia entusiasmarmi e catturarmi fin dalle prime pagine.

Giudizio dell’estratto:reading_book-sad_smiley

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