Visitiamo Vienna prima che il patrimonio barocco della città sia demolito per far posto alla modernità

Finora nella sezione viaggi del blog ho sempre parlato di visite che avevo compiuto personalmente poco prima di scrivere il post; al massimo la mia esperienza poteva essere di qualche mese precedente, ma non tanto oltre. L’articolo di oggi invece si riferisce ad una visita che io feci addirittura una decina d’anni fa e per essere precisi l’oggetto del post non è neppure un luogo da visitare in senso stretto in quanto non è né un museo o un castello, né una località di particolare interesse artistico religioso o naturale. Si tratta infatti semplicemente di una fontana, Donnerbrunnen, situata nel centro storico di Vienna non lontano dalla probabilmente più famosa Cripta dei Cappuccini.

Perché dunque parlare di una fontana viennese che la maggior parte dei turisti, ammesso che non la ignori completamente, si limita ad osservare se ha occasione di passarle vicino? Effettivamente non tanto per la Donnerbrunnen in sé, ma perché proprio nei giorni scorsi ho letto sulla Stampa di un’iniziativa che mi ha davvero sorpresa: la settecentesca fontana è destinata ad essere demolita per fare spazio ad un parcheggio sotterraneo. La data ultima di costruzione del parcheggio sotterraneo pare sia il 2022, mentre l’inizio dei lavori dovrebbe coincidere coi primi mesi del 2019 e prevede appunto la rimozione della fontana dalla sua attuale ubicazione.

L’articolo che ho letto, firmato da Rita Monaldi e Francesco Sorti, evidenzia il fatto con un paragone forse leggermente forte ma di sicuro impatto: come se a Roma, per fare un parcheggio, venisse spianata la fontana dei Quattro Fiumi di Bernini, oppure il fontanone cinquecentesco del Gianicolo. Non sono sicura che la fama della Donnerbrunnen possa uguagliare quella delle sculture realizzate dal Bernini, ma il sottinteso è chiaro e a parer mio sarebbe impossibile non condividerlo – possibile che un parcheggio comporti la distruzione di un’opera d’arte vecchia di secoli?

Scatto ravvicinato della scultura centrale, raffigurante la Provvidenza

Donnerbrunnen è in realtà il nome popolare (derivante dal cognome del suo costruttore) di quella che tecnicamente si chiamerebbe Fontana della Provvidenza – termine che in tedesco risulta non facilmente pronunciabile.

Progettata appunto da Georg Raphael Donner per ordine della municipalità viennese e costruita fra il 1737 e il 1739 nella piazza del Mercato Nuovo, la fontana è dominata da un gruppo centrale e alcune statue sul perimetro. Già in passato la storia del monumento è stata travagliata in quanto, per esempio, sotto il regno di Maria Teresa la nudità delle sculture che la compongono fu vista come offensiva, pertanto i personaggi furono rimossi nel 1773 e tornarono al loro posto solo nel 1801 grazie alla scelta di non fonderle operata dall’artigiano che era stato incaricato della loro rimozione.

Proprio come nella nostrana Fontana dei Quattro Fiumi del Bernini, anche la Donnerbrunnen segue lo schema barocco secondo cui l’allegoria è alla base delle figure ritratte. Al centro si trova la Provvidenza, allegoria del buon governo e che forse allude anche al buon approvvigionamento idrico di Vienna già in epoca settecentesca. Il piedestallo che fa da base alla statua è arricchito da quattro putti reggenti diversi pesci (luccio, carpa, pesce gatto e salmone) dalla cui bocca esce un getto d’acqua che si riversa nella vasca e che nel loro insieme rappresentano il Danubio.

I putti che circondano la figura centrale

Il gruppo centrale è infine circondato da quattro figure posizionate sul bordo esterno della fontana, che rappresentano altrettanti fiumi nell’arciducato d’Austria ed al contempo simboleggiano pure età e temperamenti differenti. Traun è un giovane che con un tridente punge un pesce, situato sul fondo della vasca, e guarda direttamente nell’acqua. Enns è un vecchio traghettatore che si appoggia ad un masso. Ybbs è una fanciulla semisdraiata che regge un’anfora e pare, nella posa, molto simile alle rappresentazioni delle ninfe classiche. March è una figura femminile con una conchiglia, appoggiata a un plastico che rappresenta una battaglia (sottolineando così come il corrispondente corso d’acqua sia un fiume di confine).

Scatti ravvicinati delle statue che rappresentano i fiumi; da sinistra: Traun, Enns, Ybbs, March.

Lo ribadisco, benché antica ed interessante, la Donnerbrunnen non è sicuramente il motivo per cui una persona decide di recarsi a Vienna. Io per esempio l’avevo vista quasi di sfuggita nel passare dal bellissimo Hofburg alla Cripta dei Cappuccini. Ciò non toglie che mi sembri davvero esecrabile rimuovere una parte del passato viennese per qualcosa di meramente utilitaristico come un parcheggio. Che fortunatamente sarà sotterraneo, quindi non dovrebbe deturpare in altri modi il profilo della capitale austriaca.

Visto però che lo smantellamento della fontana pare ormai imminente, non posso che suggerire a chi abbia in previsione una sosta a Vienna nell’immediato futuro di ripianificare, almeno in parte, la sua permanenza in città così da includere anche una sosta davanti alla Donnerbrunnen. Che forse nelle corte giornate autunnali ed invernali può essere apprezzata ancora di più col buio, illuminata in modo da evidenziarne i particolari più suggestivi.

A sinistra la Donnerbrunnen viennese, a destra la Fontana dei Quattro Fiumi romana: speriamo che l’opera del Bernini non condivida mail il destino della sua analoga austriaca!

 

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