“La corte delle volpi” di Christianna Brandt (Christianna Brand) – Recensione

[Titolo originale: Court of Foxes]

Il mio giudizio in breve:

Romanzo d’amore insolito, che nonostante l’ambientazione settecentesca si snoda più fra le aspre vallate del Galles che non nelle eleganti sale frequentate dalla nobiltà londinese. Una girandola sorprendentemente fitta di false identità riesce a movimentare la trama rendendola avvincente e particolare, al punto che anche il classico ed atteso lieto fine è tutto sommato imprevedibile.

cortevolpi

Questo è un altro romanzo d’annata che ho trovato nel corso della mia più recente esplorazione nella soffitta della casa dei miei genitori, ed è l’ennesima controprova che i miei gusti sono più rispondenti alle edizioni di alcuni anni fa piuttosto che alle ultime pubblicazioni appena sfornate dalle case editrici. “La corte delle volpi” risale infatti addirittura al 1969 come prima pubblicazione in lingua inglese e al 1983 nella sua traduzione italiana.

Una nota curiosa: nell’edizione tradotta l’autrice viene indicata come Brandt, con la lettera T finale, mentre nelle varie edizioni statunitensi (vintage o contemporanee) il cognome della scrittrice è scritto Brand (senza la T). Svista italiana?

Un’altra curiosità, per così dire, è la difficile catalogazione di questo titolo, che personalmente definirei un romanzo d’avventura (quasi di cappa e spada per intendersi) piacevolmente tinto di rosa. Protagonista indiscussa della vicenda è Narcissa (il retro di copertina dell’edizione italiana riporta il nome Marigold ma nel romanzo non v’è alcuna traccia di un tale personaggio), splendida giovane donna dai capelli dorati proprio come i fiori che il suo nome ricorda.

L’affascinante fanciulla seduce e incuriosisce la nobiltà inglese semplicemente standosene seduta con indosso un immacolato abito bianco, notte dopo notte, nel suo palco a teatro, circondata dai fiori che i numerosi ammiratori le inviano. Apparentemente vedova inconsolabile di un anziano marchese italiano, Narcissa non è esattamente quella che sembra e dopo alcuni capitoli la brillante e sfavillante scena londinese cederà il passo al tetro e impervio covo di una spietata banda di banditi gallesi.

Se infatti la componente romantica è il motore delle vicende narrate dalla Brandt, essa non è tuttavia mai preponderante nel testo, che al contrario si caratterizza soprattutto per le avventure vissute da Narcissa, per il coraggio e la determinazione con cui la fanciulla cerca di fronteggiare gli ostacoli imprevisti e di cavare il meglio da ogni situazione nella quale finisce. Fin dalle prime pagine la protagonista si scopre innamorata dell’elegante gentiluomo che le offre profumate rose bianche, eppure la ragione e l’interesse la portano lontano dall’oggetto dei suoi desideri, spingendola non solo verso altre braccia ma soprattutto verso una lunga serie di traversie che la porteranno a maturare e far luce in se stessa.

Copertina delle edizioni in lingua inglese del romanzo: a sinistra una storica versione cartacea di inizio anni '70, a destra la più recente edizione in formato elettronico
Copertina delle edizioni in lingua inglese del romanzo: a sinistra una storica versione cartacea di inizio anni ’70, a destra la più recente edizione in formato elettronico

Non saprei dire con esattezza quale aspetto di questo romanzo me ne abbia fatto particolarmente apprezzare la lettura; di certo mi è piaciuto il taglio dato alla storia d’amore, decisamente non un esempio di relazione idealizzata e castissima come quelle proposte da Delly o dalla Cartland, non una spigliata commedia romantica alla maniera di Georgette Heyer, eppure una vicenda che non scade nella banale attrazione fisica pura e semplice che sembra caratterizzare sempre più spesso i romance di recente pubblicazione.

Anche lo spunto iniziale della vicenda, benché decisamente stiracchiato e poco credibile, mi ha coinvolta grazie alla sua originalità, mentre il finale è stato un inatteso susseguirsi di sorprese che hanno chiuso con arguzia, realismo e sentimento (ma senza sbavature sdolcinate) una storia intrigante e ben raccontata. Le settimane passate nel Galles sono decisamente le più interessanti del romanzo, anche perché sono in un certo senso il suo nucleo fondamentale: i capitoli precedenti le preparano, quelli successivi le concludono – in maniera tutt’altro che scontata.

A piacermi di meno è stata la caratterizzazione della protagonista, soprattutto per quello che riguarda la sua incapacità di far chiarezza nel proprio cuore. Praticamente fino alla fine la giovane sembra in bilico fra il vero amore, quasi un colpo di fulmine nato per due occhi bruni e un mazzo di rose bianche, e un’attrazione che nemmeno lei riesce bene a spiegarsi per un uomo col quale ha giocato più di un inganno reciproco. A ben guardare nessuno dei due sentimenti diventa il vero amore che ci si aspetta in un romanzo rosa, al contrario si ha sempre il dubbio che la scelta fatta di momento in momento dalla protagonista possa non essere quella giusta.

Per una volta siamo di fronte ad un’eroina decisa eppure incostante, e questo mi ha impedito di provare verso la sua figura l’empatia che di solito mi suscitano le protagoniste dei romanzi. Devo ammettere comunque che la caratterizzazione di Narcissa se da un lato è poco nelle mie corde, dall’altra costituisce un tratto distintivo della trama: la donna fa delle scelte discutibili, non è infallibile, eppure risulta realistica e vivida, forse proprio grazie a quelle peculiarità che la rendono meno perfetta e più umana.

Non voglio aggiungere altro perché nei ricchi capovolgimenti di identità e nell’alternarsi di menzogne, inganni e verità svelate credo risieda il maggior pregio della trama, dunque mi limito ad osservare che pur senza essere un capolavoro imperdibile “La corte delle volpi” è un romanzo piacevolissimo che mantiene avvinto l’interesse e la curiosità delle lettrici. Potrebbe non essere facile, a oltre trent’anni dalla sua pubblicazione in Italia, reperire una copia di questo titolo, ma per chi sia sufficientemente ferrato con l’inglese è possibile orientarsi sulla versione in lingua originale del libro, di recente reso disponibile anche in versione ebook.

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