L’estratto della settimana: “Il falco di pietra” di Sergio Grea

Ho scoperto la casa editrice Emma Books soltanto pochi mesi fa ma da allora non manco mai di scorrerne il catalogo perché spesso i titoli o le copertine proposti mi sembrano intriganti, a sufficienza se non altro da dedicare un po’ di tempo alla lettura delle anteprime. E’ stato dunque con sorpresa mista a piacere che ho notato un paio di giorni fa come questa casa editrice oltre alle collane Love e Vintage abbia anche una serie Mystery che mi sembra perfetta per integrare i gialli Mondadori da cui attingo a piene mani quando si tratta di narrativa poliziesca.

Fra i vari autori pubblicati in questa collana ammetto che non ne conoscevo nessuno, così ho scelto il romanzo con cui inaugurare la mia esperienza con Emma Books Mystery abbastanza casualmente, guidata soprattutto dall’immagine di copertina ed anche dall’indicazione S – M – L riportata sulla copertina stessa come indicatore di massima della lunghezza dell’opera. La combinazione di questi due fattori mi ha portata ad optare per “Il falco di pietra“, libro di medio spessore firmato da Sergio Grea.

A dispetto di un autore italiano e di un altrettanto italiano protagonista, il professore universitario Paolo, l’azione è fra le più esotiche immaginabili: il romanzo si apre infatti alle Hawaii, dove Paolo sta trascorrendo quattro giorni di idilliaca vacanza prima di iniziare una collaborazione di un anno con Stanford, dove insegnerà storia economica europea. Eppure, nonostante l’arcipelago sia famoso per le sue spiagge incantevoli, il surf e la natura incontaminata, basta giusto un capitolo perché il protagonista sia testimone suo malgrado di un tentato omicidio.

La vittima, ferita quasi mortalmente ed ora in coma, per Paolo è una perfetta sconosciuta, una californiana dall’indole cordiale che ha conosciuto per caso quando il cane della signora è uscito disubbidiente dal giardino e il professore lo ha gentilmente portato alla sua padrona. La bionda Marion per sdebitarsi aveva offerto a Paolo di sedersi a bere un daiquiri insieme, ma dopo qualche chiacchiera informale un lampo ha spezzato la penombra della sera e con un leggero rumore sommesso un proiettile si è piantato nella fronte della donna.

L’estratto non va molto oltre, tuttavia a mio parere l’autore ha operato una scelta felice piazzando il delitto (per quanto non riuscito) praticamente all’apertura del romanzo. Questo colpo di scena infatti va a movimentare una narrazione che altrimenti sarebbe risultata secondo me eccessivamente piatta e poco avvincente. Non mi riferisco con questo commento alla trama in sè, che nello spazio di un solo capitolo non può certo prendere corpo ed al contrario risulterà per forza di cose appena abbozzata, quanto piuttosto allo stile dell’autore.

Sarà perché generalmente (me ne sono accorta dopo un attimo di riflessione) io leggo soprattutto scrittrici donne, che di solito indulgono nelle descrizioni e magari (esagerando) nella componente sentimentale, e di autori maschi conosco soprattutto l’aspetto avventuroso o umoristico, ma la prosa di Grea mi è sembrata poco incisiva. La narrazione in prima persona non aiuta perché è un punto di vista che io personalmente apprezzo poco, però credo che non sia questo l’unico fattore a farmi giudicare negativamente lo stile dell’autore.

Scorcio della spiaggia di Waikiki: per quanto la storia sia presto destinata a spostarsi in California, i capitoli dell’estratto iniziale hanno come sfondo le Hawaii.

Penso si tratti piuttosto della relativa monotonia e soprattutto lentezza con cui da lettrice ho percepito il procedere dell’azione. Il colpo di scena c’è stato, senza dubbio, perché proprio in chiusura del primo capitolo è mancato poco che una donna venisse uccisa, ma la sensazione complessiva è che le situazioni non decollino in quanto appesantite da elementi poco pertinenti. Come la visita a Pearl Harbour, funzionale all’introduzione del protagonista ma del tutto inutile per il suo successivo incontro con Marion.

Insomma, non posso proprio dire che l’anteprima de “Il falco di pietra” sia una lettura travolgente, comunque ho deciso di proseguire nel romanzo sperando che – una volta conclusa la parte iniziale necessariamente introduttiva dei personaggi – Grea sappia coinvolgermi maggiormente nella storia di Paolo e Marion.

Giudizio dell’estratto:reading_book-sad_smiley

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