L’estratto della settimana: “Agatha Raisin e l’amore infernale” di M. C. Beaton

Questo estratto l’ho letto davvero di getto, sulla scia della sorpresa lasciatami dal romanzo precedente (“Le fate di Fryfam“) il cui capitolo finale, conclusosi con l’inatteso matrimonio fra la protagonista ed il tanto sospirato James, mi aveva proprio incuriosita. Non dal punto di vista investigativo, è ovvio, ma a livello di introspezione dei personaggi e in vista di una loro possibile evoluzione.

E le pagine iniziali de “L’amore infernale” hanno confermato quello che pare fosse ovvio a tutti (dalla mite signora Bloxby allo sfuggente Roy e al tirchio sir Charles): Agatha e James non sono fatti per diventare una coppia. Lei è troppo indipendente ed intraprendente, lui troppo all’antica e abituato – come tutte le persone che hanno vissuto sole a lungo – a vedere le cose fatte a modo suo. La vita insieme procede senza intoppi per il breve periodo della luna di miele, quando tutto è roseo perché si sta (di fatto) vivendo una vacanza senza le banali incombenze del tran-tran quotidiano, ma basta un incidente con il bucato appena due settimane dopo il ritorno a Carsely per scatenare le prime liti.

Che dire, questa anteprima non ha praticamente nulla di giallo (a meno che la vittima di questo nuovo romanzo non sia James stesso oppure la bionda Melissa con la quale siede in intimo colloquio al pub mandando la sua fresca sposina su tutte le furie) ma la mia opinione – giunta ormai quasi a metà della vasta opera prodotta dalla Beaton intorno alla figura della signora Raisin – è che si tratti di leggere commedie venate di umorismo che solo con una certa tolleranza si possono definire gialli. Un delitto capita, delle indagini vengono condotte dalla protagonista con irruenza e una certa faciloneria, il colpevole alla fine viene smascherato ma non è questo – a mio parere – il nucleo vero dei diversi racconti.

La componente investigativa è un di più che capita (spesso) nella vita già abbastanza complicata ed insoddisfatta di una donna che dopo essersi fatta da sé scopre a malincuore di essere ancora frustrata, fragile ed insicura. Ed almeno in questo avvio di romanzo, Agatha appare più che mai delusa dalla svolta presa dalle sue vicende, che in teoria avrebbero dovuto trasformarsi nell’idillio desiderato da anni ed invece si stanno rivelando un susseguirsi di fallimenti, silenzi sdegnosi e liti furibonde.

In un capitoletto scarso la Beaton è infatti capace di tratteggiare un matrimonio davvero molto sui generis, nel quale entrambi i coniugi si tengono la propria casa e la novella signora Lacey continua a farsi chiamare con il cognome del precedente, ormai defunto e non compianto marito. Che in un tale clima di reciproca indipendenza scattino i conflitti appare quasi inevitabile ma ciò che ho apprezzato è il modo in cui l’autrice ha saputo mostrare entrambi i lati di questa deludente esperienza matrimoniale.

I cottage adiacenti di Agatha e James me li immagino simili a quelli mostrati nella fotografia: vicini ma separati, proprio come in fondo sono le vite private dei due indipendenti novelli sposi.

Agatha vede la freddezza di James, i suoi divieti e la sua intransigenza, il fatto di sentirsi sempre ospite nel cottage di lui (che non sarà mai il cottage di entrambi) e solo marginalmente li collega ai propri corrispondenti difetti. James d’altra parte appare quasi trasformato rispetto all’uomo un po’ spericolato che era stato presentato nel caso del veterinario crudele o dei camminatori di Dembley: chiuso in se stesso, distaccato, sprezzante, della donna che ha appena sposato pare lo irriti tutto, dagli abiti al trucco, dall’incapacità di essere una brava casalinga al vizio del fumo. Né la sua malattia permette di vedere il personaggio o i suoi comportamenti in una luce più favorevole visto che anche la scelta di affrontare da solo il tumore deriva di fatto soprattutto dal sostanziale isolamento nel quale l’uomo è abituato a vivere.

Insomma, benché ancora non ci sia alcun indizio sulla direzione che il romanzo prenderà in ambito investigativo, di questo estratto iniziale di “Agatha Raisin e l’amore infernale” ho apprezzato il ritorno a Carsely dopo la lunga assenza dei mesi precedenti, con il conseguente ritorno dei comprimari che animano la vita del villaggio e che i lettori avevano imparato a conoscere nelle prime avventure, e soprattutto la presentazione di questo burrascoso rapporto fra i protagonisti, che mi aspettano facciano ancora più scintille nel seguito della vicenda.

Giudizio dell’estratto:reading_book-sad_smiley

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