“Confetti a colazione” di Aura Conte – Recensione

Il mio giudizio in breve:

Romanzo breve che immaginavo romantico e divertente ed invece non ha saputo caratterizzarsi per alcuno spunto interessante. Immotivata l’antipatia iniziale fra i protagonisti, fulminante il loro reciproco interesse, innaturale l’evolversi dei sentimenti che nel giro di un paio di incontri si trasformano nell’amore della vita. Mancano del tutto i bei dialoghi e qualsiasi colpo di scena, sostituiti da parolacce e stereotipi. Una lettura insipida e a tratti irritante, che non consiglio assolutamente.

Confetti a colazione” è uno di quei libri che ogni tanto mi ritrovo sul kindle senza ricordare più in che occasione lo avessi acquistato e nel caso specifico ammetto che né il titolo né la copertina mi attiravano particolarmente. D’altra parte l’ebook reader, basandosi sulla mia velocità di lettura dei volumi precedenti, stimava il tempo per concluderlo in poco meno di un’ora e siccome quello era praticamente il tempo che mi aspettavo di trascorrere sull’autobus mi sono detta che avrei potuto dare una chance al lavoro della Conte. A posteriori penso che avrei dovuto seguire il primo istinto e cancellare il romanzo dal kindle.

Lo spunto su cui la scrittrice ha costruito questo romanzo breve (o forse ancor meglio racconto lungo, visto che si superano appena le sessanta pagine) a modo suo non è malvagio: una wedding planner ed un pasticcere, entrambi ostili all’idea di convolare a nozze, si ritrovano a possedere due negozi contigui e a dover collaborare professionalmente nonostante una reciproca antipatia. Conoscendosi meglio i due scopriranno che l’apparente odio era in effetti passione, ma resta da vedere chi in questa improbabile coppia di cinici sarà il primo a parlare di amore eterno.

La trama dunque non si prospetta come originale, tranne forse per il fatto che nessuno dei due protagonisti immaginati dalla Conte manifesta il desiderio di sposarsi. Ma ciò che a mio parere penalizza la storia ben più della mancanza di innovazione è il fatto che in “Confetti a colazione” a ben guardare una storia non esiste, ci sono solo due persone reciprocamente scortesi e piene di pregiudizi che nel giro di due incontri finiscono a letto insieme e dopo un’altra notte di folle passione scoprono di voler rimanere accanto per la vita. Per carità, il colpo di fulmine (soprattutto nella finzione narrativa) non è infrequente, ma in questo caso è irragionevole tanto quanto le liti che lo hanno preceduto.

Innanzitutto Vera, la protagonista, si inalbera in maniera spropositata quando scopre che un’altra persona ha acquistato il locale che lei voleva per ingrandire il negozio di famiglia, realizzando così un progetto che già sua nonna aveva sempre cullato nel cuore senza mai vederlo giungere a compimento. Ma se davvero le sorelle Reid bramavano tanto quell’espansione, perché non hanno fatto subito un’offerta appena i locali vicini sono stati messi in vendita? No, loro hanno aspettato per poi lamentarsi platealmente e inveire così spesso e vistosamente che gli operai giunti a rimodernare la futura pasticceria le considerano quasi delle streghe capaci di lanciare autentiche maledizioni.

Nè la caratterizzazione del personaggio migliora col progredire del racconto: com’è possibile che nell’America del Ventunesimo secolo, in una città (Atlantic City) che deve la propria fama a qualcosa di “peccaminoso” come i casinò, una donna single si rifiuti di avere una relazione alla luce del giorno perché teme che i futuri sposi sui clienti la considererebbero una sgualdrina e cercherebbero il supporto di un’altra professionista per organizzare le proprie nozze? Siamo forse tornati nel Medioevo ed io non me ne sono accorta?

James, metà maschile della coppia, è leggermente meno assurdo solo perché meno approfondito. A parte essere un dongiovanni dal fascino irresistibile (chissà poi perché), l’uomo non fa altro che dichiarare il suo ferreo rifiuto ad avere contatti con quelle pazze delle vicine così come a confezionare torte nuziali, salvo poi rimangiarsi entrambe le dichiarazioni nel volgere di pochi giorni. E se familiarizzare con Vera tutto sommato non è illogico (parlando con lei scopre che hanno in comune se non altro la visione del matrimonio come di una prigione da evitare), possibile che sia tanto sciocco da non voler preparare dolci per i matrimoni solo perché lui non desidera sposarsi? E poi che professionista è uno che si ritrova a non saper fronteggiare un imprevisto di duemila dollari e per questo svende tutti i suoi principi?

Suggestiva ed elegante tavolata di confetti, i tipici bonbon di Sulmona: ma siamo sicuri che in America sappiano di cosa si parla?

Come si intuisce da ciò che ho scritto finora, non c’è alcun aspetto di “Confetti a colazione” che io abbia apprezzato, anche solo in minima parte. L’approfondimento dei personaggi è quasi nullo, le loro descrizioni stereotipate, il linguaggio più volgare di quanto io non apprezzi, lo stile della Conte spesso minato da una punteggiatura che non mi ha convinta del tutto. Credo che l’autrice sia una giovane esordiente, il che potrebbe spiegare una certa superficialità nella sua costruzione della storia e nello sviluppo della stessa.

D’altronde mi aveva spiazzata già solo leggere di uno showroom statunitense chiamato Confetti: perché un simile nome quando in inglese neppure esiste un termine corrispondente e viene preso in prestito il francese dragée? In effetti la consuetudine di distribuire mandorle zuccherate ai matrimoni è del tutto estranea alla tradizione nordeuropea e americana, mi aspettavo che l’autrice la giustificasse – per esempio – associando un’origine italiana alle ragazze Reid, invece la Conte non compie alcuno sforzo per giustificare un nome che davvero non si capisce da cosa possa derivare.

Insomma, credo sia chiaro che “Confetti a colazione” non è una lettura che io mi senta di consigliare. Anzi, considerato che questo è il primo episodio della omonima serie definita sul web “una raccolta di commedie romantiche e leggere sulle sorelle Reid“, farò tesoro della mia esperienza e non leggerò nessuno degli altri romanzi dedicati dalla Conte al suo quartetto di giovani wedding planner.

Voto: gifVotoPiccola

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