Non è un libro ma … Recensione di un gioco da tavolo: “La casa dei sogni”

Siccome questa rubrica del mio blog non viene aggiornata con grande frequenza, mi piacerebbe alternare post dedicati alla presentazione di giochi espressamente pensati per i più piccoli con altri più da adulti (ma comunque giocabili ed apprezzabili anche dai bambini). Dal momento però che i miei figli ovviamente stanno crescendo immagino che pian piano abbandoneremo la ricerca di nuovi titoli fra i prodotti esplicitamente volti all’infanzia e alzeremo pian piano l’età minima dei giochi da tavolo acquistati. In quest’ottica si pone anche “La casa dei sogni“, simpaticissimo family game che entusiasmerà i bimbi senza annoiare (ma anzi divertendo) gli adulti.

Come lasciano intuire la scatola vivacemente illustrata con scene dal sapore fumettoso ed il nome stesso del prodotto, i giocatori avranno il compito di decidere come comporre la propria dimora, ovvero quali stanze includervi, in che posizione, con quali dimensioni, aggiungendo eventualmente qualche accessorio come una grande jacuzzi e senza trascurare il tetto o le stanze al seminterrato.

A governare la costruzione delle diverse camere si sommano sia criteri che si potrebbero definire basilari (non si può edificare sopra ad uno spazio vuoto, un garage si può posizionare soltanto nel seminterrato, più si allarga una stanza più essa aumenterà il proprio valore), sia regole meno standard ma comunque di immediata comprensione come il fatto che una casa con un tetto completo oppure con un tetto tutto dello stesso colore avrà maggior valore, oppure che alcune stanze abbiano maggior valore se vicino ad altre (per esempio la sauna accanto al bagno e la dispensa attigua alla cucina), o ancora che un bagno per piano dia un bonus.

L’ambientazione in senso stretto si potrebbe definire quasi trasparente in quanto il gioco di fatto si basa sulla scelta di carte in un mazzo casuale al fine di completare un set con determinate caratteristiche, e da questo punto di vista non sarebbe cambiato proprio nulla se i partecipanti avessero impersonato mercanti dediti ai propri affari, esploratori in cerca di tesori, ladri che vogliono svaligiare un museo. Eppure al tempo stesso non si può negare che l’ambientazione scelta sia davvero sentita e ben resa, in quanto la plancia individuale a disposizione di ogni giocatore con la sua sagoma a forma di villetta e le carte rappresentanti le diverse stanze sono davvero accattivanti. Senza contare che l’idea di arredare una casa rispettando alcuni requisiti di base rende facilmente comprensibili (e memorizzabili) anche per i bambini o per coloro che non sono esperti di gioco da tavolo le regole e le dinamiche di una partita.

Panorama della componentistica, come efficacemente illustrato in una pagina del manuale

La componentistica è abbastanza numerosa e di buonissimo livello: quattro grandi plance individuali di cartone spesso che rappresentano la propria casa, un tabellone rettangolare che funge da display per le carte che sono in gioco nei vari turni, due mazzi di carte (uno per le stanze ed uno con le cosiddette carte speciali, costituite dal tetto e da attrezzi o personaggi che avvantaggiano chi se ne impossessa), alcuni segnalini rappresentanti gli accessori che è possibile posizionare in determinate stanze. Completano la dotazione della scatola il regolamento (chiaro e ricco di esempi oltre che di illustrazioni), un segnalino per identificare il primo giocatore ed un piccolo blocchetto dove è possibile segnare i punti al termine della partita per facilitare il conteggio e determinare il vincitore.

Come dicevo già in precedenza lo stile dei disegni è molto vivace, coloratissimo, abbastanza naif; la cura messa soprattutto nel rappresentare le diverse stanze è evidente sia dal fatto che su un mazzo di 60 elementi non ne esistano due uguali (nel senso che fra le varie carte “cucina” o “camera da letto” non ce ne sono due con la medesima figura), sia soprattutto dalla prospettiva con cui esse sono state disegnate. Affiancando infatti stanze del medesimo tipo i colori, la luce, la linea del pavimento e delle pareti sono tali che si verrà a creare uno scorcio continuo, perfetto per dare l’idea di un’unica sala più grande. Forse un dettaglio nell’economia della partita, ma l’impatto visivo ne esce meravigliosamente e si ha davvero la sensazione che nel corso dei 12 turni la casa si costruisca man mano sotto gli occhi dei giocatori.

Il tabellone centrale, su cui nel corso dei 12 turni di gioco vengono posizionate le carte stanza e quelle speciali.

Le meccaniche di gioco sono tutte più che note nell’ambito dei giochi da tavolo, tuttavia sono davvero ben combinate in modo da risultare intuitive e prive di forzature: gestione di una mano di carte, collezione di oggetti, valutazione del rischio (e delle combinazioni più vantaggiose). Come già scrivevo poco più sopra, il maggior pregio di questo gioco sta secondo me nell’immediatezza con cui i suoi autori sono riusciti a legare questi diversi aspetti: un adulto potrà fare ragionamenti più raffinati sulle possibili disposizioni di stanze e su come sfruttare le carte speciali, ma anche i bambini avranno fin da subito ben chiaro che è meglio fabbricare camere grandi e che un abbaino nel tetto ne aumenta il valore, mentre dovranno valutare con attenzione ad ogni turno se non sia meglio rinunciare alla carta speciale abbinata alla stanza pur di guadagnarsi il ruolo di primo giocatore per il turno successivo.

Aspetto della plancia di un giocatore durante la partita, con la maggior parte delle stanze già piazzate. In basso sono mostrati a titolo esemplificativo alcuni dei segnalini arredamento e alcune carte stanza.

Le regole (benché un po’ più dettagliate di quanto non abbia riassunto io in questo post) si spiegano in pochi minuti ed altrettanto velocemente si padroneggiano, il che unito alla ridotta durata di una partita (entro la mezz’ora), permette anche ai più piccoli di giocarlo senza annoiarsi. A casa nostra per esempio “La casa dei sogni” piace anche alla più piccola, che con i suoi 6 anni sarebbe leggermente al di sotto dell’età minima proposta nel regolamento; ma davvero le meccaniche di gioco sono intuitive e le porzioni di testo così ridotte e limitate a poche carte speciali (nelle quali l’immagine aiuta comunque a collegare con l’effetto corrispondente) che lo svolgimento della partita è semplice da seguire per chiunque.

Senza contare che la grafica colorata e l’ambientazione familiare rendono di sicuro appeal questo titolo anche per i bambini, che magari invece storcerebbero il naso alla prospettiva di una partita in cui devono impersonare dei generali piuttosto che dei coloni (anche se poi magari le meccaniche di gioco fossero simili a quelle di “La casa dei sogni“).

La nostra esperienza: il gioco è stato un regalo di compleanno per mia figlia da parte di una nonna e devo dire che ha subito entusiasmato sia lei che il fratello. Basti dire che loro, abituati al concetto di espansione di un gioco da tavolo grazie a precedenti esperienze con Castle Panic e Carcassonne, hanno subito chiesto se ne esistessero anche per “La casa dei sogni” e quando hanno scoperto che non era così si sono messi a disegnare loro delle nuove stanze e nuove carte speciali. Il che mi pare davvero indicativo di quanto questo gioco sia loro piaciuto!

 

Queste le caratteristiche riportate sulla scatola:gif-board-games
Gioco da 2 a 4 giocatori
Età dai 7 anni in su
Durata di una partita: 30 minuti

 

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