Martinica: la mia top five delle sue spiagge da sogno

Mentre le giornate sono sempre più corte e buie, il freddo imperversa più o meno uniformemente in Italia ed in Europa, la nebbia soprattutto al mattino presto nasconde i contorni del paesaggio circostante, è inevitabile andare almeno con il pensiero ad altri luoghi del globo in cui il clima è più favorevole. Tecnicamente la metà/fine di dicembre coincide appunto con l’inizio dell’alta stagione turistica, che si protrarrà fino a febbraio inoltrato, per gran parte dei Caraibi e come io ho potuto sperimentare lo scorso inverno staccare la spina un paio di settimane rigenerandosi ai tropici è davvero un regalo magnifico da concedere a sé e ai propri cari.

L’incantevole panorama che si vede dal belvedere di Morne Gommier: con tanti chilometri di coste le spiagge non possono proprio mancare!

In quest’ottica ho deciso di rispolverare la mia esperienza in Martinica per dare qualche suggerimento a chi si trovasse nella felice condizione di pianificare una vacanza nelle Antille e avesse qualche perplessità sulle possibili attività e sui luoghi da visitare. Ma siccome la Martinica è indiscutibilmente una destinazione balneare il primo post che ho scelto di dedicare a questa esplorazione mirata dell’isola è legato alle sue coste ed alla loro bellezza.

Grande Anse des Salines, una delle spiagge più famose dell’isola; questa una delle foto che più spesso si vedono online o sulle guide turistiche

Questo dipartimento francese d’Oltremare offre spiagge splendide, spesso incontaminate, offrendone una scelta così varia che volendo si potrebbe cambiare località ogni giorno sperimentando un po’ di tutto, dalle spiagge caraibiche “da cartolina” con le loro acque tranquille a quelle atlantiche più battute dal vento, dalle piscine naturali di acqua turchese protette dalla barriera corallina alle pittoresche spiagge di sabbia vulcanica nera.

Questa invece è sempre Grand Anse des Salines ma così come l’ho vista io in una mattina ventosa e non molto soleggiata – decisamente meno attraente

Talmente diverse sono le spiagge a disposizione che, ovunque si cerchino dettagli sulla Martinica, ci si imbatterà in una suddivisione di massima che spezza l’isola in quattro parti: nord atlantico, sud atlantico, nord caraibico, sud caraibico. La costa meridionale affacciata sull’Atlantico è molto scenografica, perché per la maggior parte selvaggia ed incontaminata, ma anche molto ventosa; ci sono insenature più riparate dove quando il mare è calmo si può fare il bagno, ma per la maggior parte del tempo le onde sono alte e fanno soprattutto la gioia dei surfisti e dei fun-boarders.

Le spiagge del Nord Atlantico sono ancora più battute dal vento rispetto a quelle meridionali. Risultano dunque ideali per i surfisti, a volte si rivelano adatte per un picnic in riva al mare o una passeggiata suggestiva, raramente sono adeguate per un bagno. Leggermente meno agitato è l’oceano nella zona centrale dell’isola (in corrispondenza di quello che potremmo considerare il confine fra nord Atlantico e sud Atlantico): qui i cosiddetti Ilets – isolotti – della baia di Robert presentano infatti acqua bassa e cristallina.

Decisamente meno mosso rispetto all’oceano è il mar dei Caraibi che si incontra sul versante ovest dell’isola, benché nella parte nord le incantevoli spiagge nere di origine vulcanica siano – almeno per quanto ho potuto sperimentare personalmente – comunque più mosse rispetto al Sud. Sud che incarna alla perfezione l’immagine di spiaggia da sogno che tutti collegano ai Caraibi: sabbia dorata e finissima, bordure di palme mosse da un vento lievissimo, acque cristalline ideali per nuotare ed immergersi. Andare in Martinica e non vedere almeno un paio di queste spiagge sarebbe un vero delitto.

Due vedute della costa nei pressi di Anse a Prune, piccola baia situata poco ad est rispetto alla famosa Anse des Salines

Tuttavia baie ed insenature sono davvero numerose e pur avendo presente la suddivisione di massima data dal lato oceanico piuttosto che caraibico, rimangono davvero tantissimi angolini da scoprire. Anche perché la stessa insenatura può rivelarsi abbastanza diversa in una giornata di sole quasi assoluto piuttosto che durante una mattina ventosa o se ci si sta recando lì proprio mentre infuria una delle torrenziali (ma solitamente brevi) piogge che caratterizzano il clima martinicano.

Anse Caritan: una spiaggia abbastanza piccola ma piacevolmente selvaggia nella parte meridionale dell’isola

Per chi, come me, ama pianificare una vacanza prima della partenza, una grande abbondanza di informazioni utili si può reperire sia nelle classiche guide turistiche cartacee che online. Internet offre infatti una messe sterminata di articoli più o meno professionali sul tema e l’ultima cosa di cui la rete ha bisogno è l’ennesimo elenco che localizza le varie spiagge cercando di trovare una caratteristica unica in ciascuna.

Questo dunque non sarà un post esaustivo sulla balneazione in Martinica, né una disamina dettagliata e precisa delle caratteristiche per cui le varie spiagge si differenziano l’una dall’altra. Molto più semplicemente si tratta di una mini-classifica stilata sulla mia esperienza e quindi fortemente influenzata dalla presenza in famiglia di due bambini.

L’elenco che ho stilato non parlerà infatti delle spiagge dove si possono scattare le migliori fotografie, oppure di quelle preferite dai surfisti. Io mi focalizzerò su spiagge relativamente tranquille, dove anche i più piccoli si trovano a loro agio e dove spesso la possibilità di praticare snorkeling rende più variegate le attività da svolgere durante la giornata.

Siccome però – come ho la tendenza a fare fin troppo spesso – quella che doveva essere l’introduzione del post ha finito per diventare una dissertazione abbastanza corposa, per oggi termino qui e rimando ai prossimi giorni la classifica vera e propria delle mie spiagge martinicane preferite. Che sono poche, effettivamente, ma a mio parere davvero meritevoli di una visita.

Veduta dall’alto di Anse Noir, caratterizzata da ciottoli e sabbia neri a causa dell’origine vulcanica
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