Fine sabbia dei tropici, lambita da acque cristalline: le tre migliori spiagge della Martinica

Come anticipato questa mattina, ecco la conclusione del post dedicato alle mie spiagge preferite. Ora si sale, idealmente, sul podio ed in effetti le tre mete che ho racchiuso in questo articolo rappresentano secondo me mirabilmente non solo il campionario delle insenature martinicane ma anche i diversi “volti” che un turista può cercare – e trovare – sull’isola. Un’esotica spiaggia di sabbia nera vulcanica circondata dalla foresta tropicale, una lunga striscia di fine sabbia dorata bordata di palme e lambita da acque cristalline, una piccola baia circondata da promontori e ricca di vita sottomarina: queste sono le mie tre spiagge predilette, che sto per condividere con voi.

Anse Couleuvre: una spiaggia nera che si raggiunge attraversando la foresta

Quando siamo arrivati alla spiaggia il sole era quasi interamente coperto dalle nuvole nonostante il cielo azzurro e l’aspetto di Anse Couleuvre era davvero primitivo

Situata quasi all’estremo nord dell’isola, per quanto sul versante occidentale, Anse Couleuvre non è esattamente una spiaggia per bambini in quanto le onde sono di solito abbastanza pronunciate, ma si avvantaggia a mio parere di tre elementi che la rendono unica o quasi. Il primo è dato dal colore della sua sabbia, che essendo di origine vulcanica è nera come il carbone. Certo, Anse Couleuvre non è l’unica baia della Martinica con questa caratteristica, ma l’impatto fra le ripide falesie circostanti è da “fine del mondo”: dietro una cortina di maestosi alberi di cocco, davanti una striscia di sabbia grigia disposta ad arco e chiusa da imponenti scogliere coperte dalla foresta pluviale.

La seconda ragione che giustifica l’inserimento di questa spiaggia nella mia top-five è dovuta al fatto che questa insenatura è letteralmente immersa nella foresta tropicale. Non solo infatti si deve percorrere in auto una strada che si snoda tra i rilievi delle cime vulcaniche che circondano il Monte Pelée, immersi sotto la perenne copertura degli alberi e di enormi felci arboree, ma per raggiungere la spiaggia dopo aver parcheggiato è necessario affrontare un (semplice) percorso nella foresta che costeggia i resti di un vecchia distilleria abbandonata, i cui edifici sono ormai semi-coperti dalla vegetazione.

Questa la (ridotta) visuale della baia che si coglie durante il tragitto in auto per avvicinarsi alla spiaggia, letteralmente immersi nella foresta tropicale

Il terzo aspetto che rende interessante questa spiaggia sono i suoi fondali ricchi di vita sottomarina; noi siamo stati ad Anse Couleuvre una sola volta durante la nostra vacanza e quel giorno il mare mosso non invitava a praticare snorkeling, tuttavia altri turisti ci hanno detto che a poche bracciate dalla riva è già possibile osservare gorgonie e diversi tipi di pesci tropicali. Anche loro però hanno ammesso che bisogna essere buoni nuotatori perché la corrente è sempre forte in questo tratto di mare.

 

Anse Figuier: costa tropicale a misura di famiglie

Questa spiaggia, famosa sull’isola anche perché subito dietro la striscia di sabbia che digrada verso l’acqua è presente l’Ecomuseo della Martinica, noi l’abbiamo visitata almeno quattro o cinque volte nel corso della nostra vacanza perché, nonostante il relativo affollamento, è davvero un luogo da cartolina che farebbe amare a chiunque i bagni di sole e di mare.

Scorcio della zona sinistra della spiaggia; l’acqua non sembra trasparente solo per un gioco di luci, in realtà era chiara come se ci si trovasse nella vasca da bagno

Abbastanza grande, fiancheggiata per tutta la sua lunghezza da maestosi alberi (le mie scarse conoscenze in botanica mi hanno permesso di riconoscere solo le palme da cocco), vista dal mare ha alle spalle rilievi verdeggianti che la racchiudono come un gioiello.

Situata sulla punta omonima tra Sainte Luce e il villaggio di Le Marin, Anse Figuier è una incantevole spiaggia sabbiosa caratterizzata da acque tranquille e bei fondali facilmente accessibili con una breve nuotata. Soprattutto nelle zone estreme della spiaggia è facile imbattersi in colonie di ricci di mare e in diverse specie di pesci tropicali (soprattutto nelle ultime ore del pomeriggio). Andando verso sinistra si accede inoltre ad una piccola area più selvaggia, dove spesso la sabbia è sostituita da scogli e rocce – meno adatta per la balneazione dei bambini ma davvero bella da vedere.

Questa la zona all’estrema sinistra, superata una zona con rocce e terreno invece che sabbia

Interessante infine da visitare dopo pranzo, o magari durante un acquazzone, l’ecomuseo della Martinica, ospitato nell’antica distilleria Ducanet. Questo museo ripercorre la storia dell’isola attraverso oggetti, ricostruzioni, modellini e pannelli informativi. I principali temi affrontati sono l’epoca amerinda; il periodo coloniale e schiavista; le grandi coltivazioni di canna da zucchero, caffè e cacao; la vita quotidiana del Paese negli anni ’50 del secolo scorso.

 

Anse Dufour: acque cristalline e vita sottomarina degna di un documentario televisivo

Scorcio della zona destra dell’insenatura; la foto è un po’ tagliata perché ho cercato di escludere per quanto possibile le persone dall’immagine

Senza dubbio il nostro angolo preferito in Martinica! Situato tra Anses d’Arlets e Trois-Ilets, questo piccolo villaggio di pescatori ospita una delle più belle spiagge di sabbia bianca dell’isola (e basta superare un leggero promontorio per arrivare ad Anse Noir, l’unica spiaggia nera vulcanica del sud). La strada per raggiungere Anse Dufour è ricca di tornanti, attraversa un piccolo borgo e costeggia qualche casa isolata, infine dopo un’ultima curva all’improvviso regala una una magnifica vista panoramica sul Mar dei Caraibi e le sue acque turchesi.

La spiaggia si trova ai piedi dello sperone roccioso su cui termina la strada: nascosta da una cortina di alberi, si scorge attraverso i rami fioriti e la piccola insenatura di sabbia dorata attira lo sguardo per i colori vivaci delle barche da pesca all’ancora sulla rena. Una scala e una rampa per sedie a rotelle o passeggini consentono l’accesso ad una baia che mi è stato detto diventa affollatissima durante il week-end (anche negli altri giorni consiglio di andare sul posto la mattina presto perché i posti del parcheggio sono in numero davvero limitato).

Due scatti subacquei – la vista facendo snorkeling era molto migliore, ma noi non possediamo attrezzatura ad hoc per questo genere di fotografie e dunque le immagini sono tendenzialmente azzurrine e spesso un po’ sfocate

Cosa rende Anse Dufour tanto ricercata? Un’acqua calma e trasparente, protetta dalle pareti rocciose che chiudono la baia in un minuscolo arco, ma soprattutto dei fondali famosi per la ricchezza di vita che ospitano. Oltre ai numerosi pesci tropicali che si muovono lungo le rocce, non è raro vedere le tartarughe marine avventurarsi nell’insenatura per nutrirsi – io sono riuscita a vederle, da distanza davvero ravvicinata, in ben due occasioni. La presenza inoltre di tutti questi pesci – i più piccoli li potrete vedere addirittura dalla riva – attira altri animali più grandi come i pellicani, noi siamo riusciti a vederli mangiare ed è stato insolito e curioso.

 

Il post si chiude qui, anche perché come al solito ho scritto più di quanto non intendessi, ma fra un paio di giorni lo completerò con un ultimo articolo esclusivamente fotografico per rendere meglio l’idea di quanto le spiagge della Martinica siano davvero piccoli angoli di paradiso tropicale.

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