Le più suggestive spiagge della Martinica

E’ con non poca nostalgia che ho raccolto le foto per questo post: fuori dalla finestra del mio studio a casa la sera è già calata da tempo, l’aria (se uno fosse tanto pazzo da aprire la finestra) sarebbe gelida, gli alberi spogli. Ed io mi faccio del male riguardando immagini piene di sole e colori, dove le nuvole si rincorrono in un cielo azzurro come nei disegni dei bimbi, le palme vengono mosse da una brezza leggera, le onde del mare orlate di schiuma vanno a bagnare spiagge di sabbia impalpabile.

Insomma, prima di cadere vittima della malinconia inizio il post vero e proprio e, come fatto negli articoli precedenti, anche qui parto dalla quinta classificata della mia lista: Anse à l’Ane. La prima immagine non mostra esattamente la spiaggia, quanto piuttosto la zona adiacente vista dal mare; si nota subito la ricchezza della vegetazione e lo splendido contrasto fra il suo verde brillante e le sfumature color cobalto di cielo e mare:

 

Ben visibile dalla spiaggia è l’Ilet Ramier, un isolotto che nello scatto di sinistra sembra quasi l’estrema propaggine del promontorio. Come si nota dalla foto sulla destra l’acqua della baia è cristallina in maniera stupefacente:

 

Questa invece è la spiaggia immortalata nel nostro ultimo giorno di vacanza; come si può notare dal confronto delle due immagini, si approssimava uno dei brevi ma violenti acquazzoni tipici dei tropici e in meno di mezz’ora il cielo si è fatto grigio, mentre il vento aumentava di intensità:

 

Passo ora a quello che in uno degli articoli precedenti avevo definito in maniera generica “il litorale di Sainte Luce“. Il motivo per cui ho usato una simile espressione è che per gli stranieri – me compresa – non è semplice distinguere una spiaggia dall’altra, indicazioni sotto forma di cartelli stradali e simili sono relativamente poco frequenti e spesso ci si limita a giungere in un bell’angolino senza sapere esattamente quale sia il suo nome ufficiale.

A quanto ho capito procedendo da ovest verso est si incontra per prima Anse Mabouyas, spiaggia di solito poco frequentata nonostante la sua bella striscia di sabbia chiara e l’acqua poco mossa, che ha fra l’altro il vantaggio di essere soleggiata fino al pomeriggio.

Due scatti di Anse Mabouyas; come spesso accade sulle spiagge caraibiche della Martinica non è raro imbattersi in rami e tronchi d’albero che permettono fotografie davvero scenografiche con poco sforzo.

 

Subito oltre Anse Mabouyas, separata da essa da un piccolo promontorio che scende ripido verso l’acqua, dovrebbe esserci Anse Corps de Garde, generalmente affollata perché è una delle poche aree a disporre di docce.

Anse Corps de Gard – la foto non è mia ma presa dalla rete, a noi non è mai capitato di essere gli unici bagnanti presenti sul litorale.

Le ultime spiagge procedendo ancora in direzione est sono Anse Fond Banane (con una striscia di fitta vegetazione ma spesso molte onde), Anse Petite Café o Anse Pont Café (dove si possono noleggiare catamarani e kayak), Anse Gros Raisin (aspetto forse meno curato delle precedenti, ma tranquilla e piacevole).

I primi due scatti a sinistra sono di Anse Pont Café, quello a destra di Anse Gros Raisin

 

Abbandoniamo ora la sabbia dorata per quella scura e vulcanica di Anse Coulevre. Anche se in realtà la prima tripletta di immagini sono fotografie scattate durante il percorso nella foresta tropicale che va attraversata per raggiungere la spiaggia dopo aver parcheggiato nel minuscolo (davvero molto, arrivate presto!) parcheggio:

La foresta è davvero imponente, anche perché alcuni alberi superano tranquillamente la decina di metri d’altezza

 

Decisamente pittoresche sono anche, come accennavo nel post precedente, le rovine dell’antica distilleria che personalmente sono convinta fosse stata costruita in un luogo così fuori mano per qualche losca ragione legata al contrabbando:

 

Attraversata la foresta (mettete in conto circa 20 minuti) questo è il paesaggio mozzafiato che vi si aprirà davanti agli occhi: la spuma candida delle onde che si frange sulla sabbia nera, a ridosso della quale giunge ancora fitta la vegetazione:

In effetti questa splendida immagine non è mia – l’ho scaricata dalla rete per mostrare un luogo idilliaco come Anse Coulevre in tutta la sua gloria

 

Quest’ultima foto che ho scelto di includere nel post non mostra l’acqua ma è una delle mie preferite per il modo in cui riesce a fissare lo straordinario gioco di luci che ha illuminato l’insenatura quando il tempo (dopo un breve peggioramento) ha iniziato a migliorare:

 

La penultima spiaggia del mio elenco è Anse Figuier, dove ci siamo recati spesso perché era contemporaneamente un luogo perfetto per i bambini ma anche la più tipica spiaggia tropicale che si possa immaginare. Le due foto seguenti, scattate in modo da racchiudere la quasi totalità dell’insenatura, rendono abbastanza bene l’idea di come Anse Figuier sia l’esempio concreto di una spiaggia da sogno:

 

E giusto per non guardare solo l’acqua, ecco cosa si offre alla vista alzando gli occhi:

 

Mentre questi due scatti (presi a distanza di un paio di minuti) catturano le luci soffuse e sempre più cupe di un tramonto sul mare:

 

Veniamo ora ad Anse Dufour, la punta di diamante fra le spiagge che abbiamo esplorato durante la nostra vacanza. Questa prima coppia di immagini – proprio come fatto per Anse Figuier – ha lo scopo di dare una visione d’insieme della piccola baia:

 

Nel post precedente avevo accennato alla ricchezza di vita, non solo sottomarina, che si raccoglie ad Anse Dufour; questa sequenza di foto mostra alcuni degli animali che abbiamo visto durante le nostre visite alla spiaggia:

 

Non poteva mancare, infine, un’ultima carrellata di immagini dedicate ad evidenziare come lo snorkeling sia appagante ad Anse Dufour:

 

Queste, dunque, le spiagge che ho preferito visitare insieme alla mia famiglia. Nei prossimi post esplorerò invece escursioni diverse, a carattere naturalistico o culturale, che è possibile compiere durante un soggiorno in Martinica.

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