“Natale nel Grande Bosco” di Ulf Stark ed Eva Eriksson – Presentazione

Agli inizi di dicembre nel pubblicare la presentazione di un libro per l’infanzia avevo osservato che, essendo i miei figli sempre meno “bambini”, sarebbero probabilmente diminuite le mie ricerche di titoli legati al periodo natalizio ma oggi smentisco quell’affermazione per parlare di un volume che credo possa essere indicatissimo tanto per i più piccoli quanto per dei ragazzi che stanno terminando le scuole primarie. Mi riferisco a “Natale nel Grande Bosco“, scritto da Ulf Stark ed illustrato da Eva Eriksson, pubblicato in Italia dalla casa editrice Il Gioco di Leggere poco più di due mesi fa.

Come lasciano intuire i nomi di autore ed illustratrice, il libro ha origini nordiche – e questo è esattamente il motivo per cui ero andata in libreria, ovvero cercare un racconto che ci permettesse di accostarci a delle tradizioni diverse da quelle italiane e cattoliche, per capire meglio (o addirittura scoprire) come viene visto il Natale in altre parti del mondo e da altre culture.

Natale nel Grande Bosco” risponde perfettamente a questo mio desiderio perché è profondamente calato nelle tradizioni scandinave (in particolare svedesi). Nel libro infatti si parla di Santa Lucia, con la sua corona di candele accese ad illuminare la notte più buia dell’anno; dei dolci speziati che aiutano a combattere il freddo del Nord; dei boschi innevati sotto la cui coltre candida gli animaletti ancora si muovono; ma soprattutto parla dello Jultomte, lo gnomo del Natale.

Non conoscevo questa figura prima di iniziare a leggere il libro, ma come si evince dal racconto Borbotto è esattamente un tomte – ovvero uno gnomo guardiano che continua a sorvegliare una fattoria – in teoria per assicurarsi che i suoi occupanti stiano bene – nonostante questa sia abbandonata da mezzo secolo. Il tomte è proprio come ci si potrebbe immaginare uno gnomo: barbuto e con un cappello a punta, un po’ brontolone ma fondamentalmente gentile e sensibile. Borbotto tutti i giorni esce dalla sua casetta (ricavata dalla vecchia cuccia del cane) per ispezionare la fattoria – e approfittarne per giocare un po’ nella cameretta che era dei bambini o per schiacciare un pisolino sul grande letto – ma non sa che una folata di vento rischia di cambiare la sua esistenza tranquilla.

Già perché la fattoria si trova sul limitare del bosco e proprio nel folto degli alberi, sotto una quercia gigante, c’è una tana di conigli abitata da una numerosa e chiassosa famigliola. I conigli conducono la loro vita senza avere alcuna idea dell’esistenza di un tomte a poca distanza finché appunto una raffica di vento non spinge verso la tana il rosso cappello di Borbotto, i suoi guanti e un cartello che parla di questo burbero gnomo.

Apertura di uno dei 25 capitoli che compongono il libro – sarà un caso questo numero o corrisponde proprio ai giorni dell’Avvento?

Da questo momento i conigli, incuriositi, fanno delle ricerche sul tomte e sul Natale – due concetti a loro sconosciuti – e saputo qualcosa dagli altri animali del bosco di affannano in divertenti preparativi per accogliere lo gnomo e festeggiare il Natale. Borbotto da parte sua ha una vita più pacata ma non del tutto solitaria e l’autore, Ulf Stark, è stato abilissimo nell’alternare un capitolo dopo l’altro la storia del tomte a quella dei conigli. Suddiviso infatti in 25 parti il racconto, lungo un centinaio di pagine, porta i lettori sempre più vicini alle vite dei personaggi, sempre più a contatto con ciò che fanno e ciò che pensano.

Il linguaggio è semplice, adatto ai bambini, ricco di dialoghi in modo da tener viva l’attenzione; il cambio di punto di vista, che segue ora i conigli ora Borbotto, arricchisce la scena di elementi sempre nuovi riprendendo qualche dettaglio introdotto in precedenza: insomma, narrativamente parlando “Natale nel Grande Bosco” è un racconto davvero valido.

Squisite anche le illustrazioni, che completano il testo grazie a grandi tavole a pagina intera (circondate da un semplice ma allegro riquadro scarlatto) e piccoli disegni in testa a ciascun capitolo. Il tratto di Eva Eriksson è delicato, sfumato, capace di illuminare col calore di candele e fuochi scoppiettanti nel caminetto il candore un po’ freddo dell’inverno.

Alcune delle delicate illustrazioni a tavola intera opera di Eva Eriksson

Per chi, come noi, è estraneo alla cultura svedese e quindi all’idea di uno gnomo che si reca in visita portando doni – suggestiva alternativa a Babbo Natale, comunque – le illustrazioni potrebbero addirittura diventare il punto focale su cui concentrare la propria attenzione. Soffermandosi ad osservare i dettagli che contraddistinguono i diversi personaggi, oppure la ricchezza con cui è rappresentato il bosco. Senza per altro tralasciare il messaggio, che non sarà un messaggio natalizio in senso religioso, ma è comunque a mio parere una storia tenera e simpatica.

La mia esperienza: ho acquistato questo libro (l’ultima copia rimasta sullo scaffale del negozio!) perché fra i titoli legati a tradizioni di altri luoghi era quello che più mi ha ispirata sia per la storia che per lo stile dei disegni. Ancora non abbiamo terminato di leggerlo: l’ho comprato solo tre giorni fa e mia figlia dopo due o tre capitoli decide quasi sempre di fare una pausa. Quando però le ho chiesto cosa ne pensasse della trama lei mi ha sorpresa notando il parallelo – per così dire – fra la vita tranquilla e silenziosa del tomte ed il calore, l’allegria perenne, la confusione che regnano nella tana dei conigli. Inoltre è curiosa di scoprire se alla fine lo gnomo incontrerà i conigli (io non ho resistito e sono già andata a leggere la fine).

Età per cui lo suggerisco: lettura ad alta voce dai 5 anni – lettura autonoma dai 7 anni

Valutazione: acquisto decisamente consigliato03-reading-a-book

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