“Avversario segreto” di Agatha Christie – Recensione

[Titolo originale: The Secret Adversary]

Il mio giudizio in breve:

La presenza di due giovani investigatori in erba e il susseguirsi di rapimenti, inganni e fughe rendono questo giallo soprattutto un godibilissimo romanzo d’avventura, guastato in parte dall’irrealtà di alcune situazioni. Comunque un buon esordio per questa vivace coppia che comparirà in altri racconti della Christie.

Copertina d una delle più recenti edizioni italiane: solo a me pare proprio bruttina?
Copertina d una delle più recenti edizioni italiane: solo a me pare proprio bruttina?

Protagonisti del romanzo (pubblicato per la prima volta nel 1922) sono Tommy e Tuppence, due amici che dopo la fine della Grande Guerra si ritrovano senza un soldo e decidono di offrirsi come avventurieri a noleggio per chiunque abbia sufficiente denaro da richiedere i loro multiformi servizi. Pare infatti che, amanti del rischio, Tommy e Tuppence siano disposti a fare qualsiasi lavoro pur di ottenere un buon compenso. E rischio ne troveranno presto, visto che la prima risposta al loro annuncio sembra avere come risultato un incontro coi bolscevichi e la ricerca di Jane Finn, una giovane americana scomparsa dopo aver ricevuto alcuni documenti segreti poco prima che il Lusitania affondasse nel 1915.

Ecco dunque dei protagonisti “nuovi”, non solo nei loro nomi ma soprattutto nell’atteggiamento con cui affrontano il pericolo e il mistero: non la disincantata saggezza di miss Marple, non la minuziosa attenzione al dettaglio di Poirot, Tommy e Tuppence nell’avventura si gettano letteralmente, inconsapevoli – o forse soltanto incoscienti come tutti i giovani – dei rischi e delle difficoltà. Sono giovani e non solo anagraficamente questi due amici, il cui approccio al mondo del crimine è quasi infantile, pieno di eccitazione, desiderio di agire, scarsa considerazione per il fatto che sono in grave pericolo per la maggior parte del romanzo …

Sembrano davvero sventati e un po’ sregolati quando pubblicano il loro annuncio, dichiarando che faranno qualsiasi cosa per denaro (almeno fino a quando il lavoro si rivelerà eccitante). Col proseguire del romanzo naturalmente questi impulsivi protagonisti verranno a patti con tutte le premesse iniziali: non solo entrambi hanno avuto ben più di uno scrupolo e non hanno – alla fin fine – agito mai per il mero denaro, ma anche sul presupposto che potrebbero essere più che semplici amici si pongono seri dubbi.

La trama è un po’ datata (il romanzo risale come ho detto ai primi anni Venti), con l’ombra dei bolscevichi sempre incombente, lo spettro della rivoluzione che occhieggia fra le pagine, gli stranieri che cercano di sconvolgere il delicato equilibrio del potere politico in Inghilterra, i frequenti accenni all’operato del partito laburista, i trattati segreti destinati a mantenere o sconvolgere gli equilibri mondiali. Non sorprende dunque che gli elementi alla base della componente mistery siano sensazionalistici, esagerati, ben lontani dalla composta precisione dei delitti risolti da Poirot o dalla placida campagna inglese in cui vive miss Marple.

D’altra parte lo stile di scrittura di Agatha Christie è sempre scorrevole e invoglia i lettori a proseguire, girando le pagine quasi compulsivamente per vedere cosa succederà dopo. Tuppence e Tommy formano una squadra di detective infaticabile che, anche se carente di abilità sul campo o delle conoscenze di base sul comportamento criminale, tuttavia trova nella sua ostinatezza il proprio punto di forza. I due personaggi inoltre, benché un po’ avventati e in certi comportamenti poco credibili, sono resi più vivi ed autentici dai bei dialoghi che l’autrice ha abbondantemente sparso nel romanzo. Questa coppia a tratti immatura, alla ricerca di un modo non noioso per guadagnare qualche sterlina, si caratterizza infatti soprattutto per le battute briose, sarcastiche e frizzanti che i due si scambiano sempre, costantemente impegnati a prendersi vicendevolmente in giro in un modo che renderebbe orgogliosi oggigiorno personaggi come Tony Stark e la sua segretaria Pepper.

Copertina di una delle edizioni britanniche: non è decisamente più suggestiva di quei passi sul viale lastricato?
Copertina di una delle edizioni britanniche: non è decisamente più suggestiva di quei passi sul viale lastricato della copertina italiana?

Il fascino dei protagonisti è indiscutibilmente il punto di forza del libro, che per il resto non è assolutamente un giallo classico e si potrebbe piuttosto catalogare fra le opere di spionaggio. Ma anche in questo caso uno spionaggio un po’ sui generis, visto che la Christie non si perita di deridere i più convenzionali cliché delle storie mistery, come nell’episodio in cui i colpevoli vanno verso un taxi e Tommy esprime la triste consapevolezza che non c’è speranza di saltare a bordo di un’altra auto urlando di seguire il primo taxi, visto che questo non accadrebbe mai nella realtà.

Che cosa dunque non funziona in questo romanzo tutto sommato simpatico? Nessun elemento in particolare, forse, ma piuttosto il fatto che troppi dettagli non siano perfetti. A cominciare dai protagonisti, simpatici e vitali certo, ma poco credibili, così come poco sensate sono alcune coincidenze che facilitano le loro imprese – prima fra tutte quella per cui la donna che volevano cercare è proprio quella di cui si interessa anche un ricco americano che non avevano mai visto fino all’attimo prima ma che li ingaggia comunque. Anche il sensazionalismo di cui parlavo prima potrebbe far storcere il naso ai lettori più selettivi, unito al fatto che lo stile un po’ scarno non ha ancora i bei passaggi descrittivi che caratterizzeranno in seguito tutte le opere della Christie.

Insomma, “Avversario segreto” è sicuramente un libro interessante – tant’è che nella recensione de “Il segreto di Chimneys” (questo il post) consigliavo questo titolo rispetto all’altro come romanzo spionistico della Christie. Questo non significa che siamo di fronte ad un capolavoro, ma è comunque un buon romanzo, il cui pubblico ideale è forse quello dei teenagers, che con relativa facilità potrebbero identificarsi negli avventati protagonisti e che, appagati dal susseguirsi di avventure occorse a Tommy e Tuppence, presumibilmente ignorerebbero i piccoli difetti del romanzo. D’altra parte questo mistery basato su piani segreti scomparsi, amnesia, false identità, siluri, veleni è perfetto per introdurre i giovani lettori – ai quali ormai la narrativa per ragazzi inizia a stare un po’ stretta – ai classici ed alla narrativa di più ampio respiro.

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