L’estratto della settimana: “Colpo di fulmine da Harrods” di Fabiana Andreozzi e Vanessa Vescera

Colpo di fulmine da Harrods” è, almeno a giudicare dall’estratto iniziale, uno di quei titoli che mi aspetto siano entusiasmanti o deludenti in senso assoluto. Questo perché i protagonisti immaginati e tratteggiati dal duo Andreozzi-Vescera sono quanto di più lontano avrei desiderato dalla coppia cardine della storia, quindi sono sicura che o le autrici saranno capaci di farmi appassionare (in senso positivo ma anche negativo) ai personaggi sopra le righe e discutibili che hanno creato, oppure il romanzo difficilmente potrà dirmi qualcosa.

Perché queste previsioni così categoriche? Perché fin dal suo primo capitolo “Colpo di fulmine da Harrods” mostra un uomo e una donna impulsivi, illogici, incapaci di ragionare quando entra in gioco l’attrazione fisica. Tant’è che Melissa e Paul dopo un incontro-scontro da Harrods, dove entrambi avrebbero fatto di tutto per acquistare un completo intimi di Valentino (di cui ovviamente era rimasto un solo esemplare, afferrato praticamente in contemporanea dai due), per poco non fanno sesso nei camerini del grande magazzino. Li frena solo la chiusura del negozio, motivo per cui prendono un taxi in tutta fretta e consumano il loro amplesso appassionato poco dopo, incuranti del fatto di essere entrambi tutt’altro che single.

L’episodio ha del paradossale e non posso fare a meno di giudicarlo poco credibile, non tanto in senso generale (di uomini e donne fedifraghi è pieno il mondo) ma soprattutto per i particolari con cui le autrici hanno condito la scena. Ottenendo, a mio parere, non solo un incipit scarsamente plausibile ma tutt’altro che esilarante nelle sue esagerazioni.

Melissa, voce narrante delle vicende come va di moda negli ultimi anni nell’ambito della narrativa rosa, appare superficiale e scontata fin dalle prime righe: italiana trasferitasi a Londra presumibilmente in cerca di migliori opportunità lavorative, un lavoro lo ha ma non troppo soddisfacente (sembrerebbe) e così da un lato abbellisce i suoi resoconti alla famiglia rimasta a Firenze per dipingere una carriera migliore di quella vera, dall’altro nonostante la scarsa disponibilità economica non fa che pensare agli acquisti. E non solo i regali per i parenti in visita nei giorni a venire, ma anche un abito nuovo per Capodanno, un completino rosso con cui risvegliare la passionalità del partner …

Ecco allora che Melissa si reca da Harrods, dove si può trovare tutto (e con i saldi a prezzi non assurdi); qui incappa in un bell’intimo di Valentino, lo vuole a tutti i costi e quando un fascinoso estraneo afferma di desiderarlo per la fidanzata – offrendole anche quattro volte il valore del capo purché glielo lasci – lei si incaponisce e non cede. Sì, la sfiora il pensiero che con quei soldi ci comprerebbe i regali per tutti, ma cocciuta persiste a voler riaccendere l’interesse languente di un uomo (che poi definirà come precisino, noioso, poco bravo a letto, abitudinario, che russa – insomma, tutt’altro che l’uomo ideale dei suoi sogni) con un reggicalze rosso fuoco e pur di averlo non esita ad accapigliarsi.

Ma proprio accapigliarsi fisicamente intendo. Altro che liti in punta di fioretto alla Gergette Heyer, niente battute sarcastiche e taglienti per Paul e Melissa: loro si saltano addosso, si rincorrono in mezzo alla clientela, si tirano addosso altri capi d’abbigliamento. Il tutto mentre il loro vivace dialogo non riesce a discostarsi da un infantile “è mio, lo voglio io”, occasionalmente intercalato da “me lo lasci, no lasci lei”. L’unica nota inattesa (si fa per dire) è il cedimento progressivo di Melissa man mano che inizia a farle effetto il fascino dell’uomo con cui si sta contendendo la merce.

Ma se questo cedimento tutto sommato si può ancora comprendere, risulta quasi assurdo sia che i due, dopo la loro lotta all’ultimo sangue, si saltino addosso reciprocamente con ben altri intenti, sia che sfumata la possibilità di un veloce amplesso nei camerini se ne vadano insieme al bar a chiacchierare come fossero vecchi amici. E qui, per riportare in scena la prepotente attrazione di poco prima, le scrittrici non sanno far di meglio che condire l’ennesimo dialogo banale e privo di spunti con una protagonista che annusa il buon profumo dell’interlocutore come se si fosse tramutata in un cane da tartufi e poi si strizza vistosamente il seno appena sente pronunciare la parola tomba.

Da quanto ho scritto finora appare evidente che i primi capitoli di “Colpo di fulmine da Harrods” non mi hanno assolutamente avvinta, né interessata o incuriosita in modo particolare. Perché dunque ho scelto di proseguire la lettura (cosa che di solito non faccio di fronte ad un estratto iniziale deludente)? Perché, come scrivevo in apertura al post, spero che le autrici siano state capaci di conferire profondità a questi loro protagonisti un po’ atipici, di dare spessore ad una storia che per ora è un banale tradimento ma che – con le giuste svolte – potrebbe rivelarsi molto meno scontata.

Ammetto che quanto ho letto finora mi lascia più dubbiosa che fiduciosa, tuttavia le numerose recensioni positive che ho incontrato online mi lasciano comunque ben sperare. Sarei davvero lieta di poter capovolgere questo giudizio critico sul romanzo a lettura conclusa, anche perché ho visto che sono in vendita altri titoli di queste autrici, che nel caso passerei a leggere senza indugio!

Giudizio dell’estratto:reading_book-sad_smiley

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