L’estratto della settimana: “Natale al castello” di Michela Piazza e Pamela Boiocchi

Mi ero imbattuta in questo romanzo già la settimana scorsa e sebbene sul momento avessi iniziato la lettura di Colpo di fulmine da Harrods mi ero comunque salvata anche questo titolo. A dire il vero nessuno dei due libri mi convinceva del tutto sia perché entrambi sono stati scritti a quattro mani (e penso che due autori o autrici debbano essere davvero affiatati per scrivere insieme in maniera coinvolgente), sia perché temevo che l’ambientazione britannica fosse forzata e non ben integrata alla storia. Effettivamente “Colpo di fulmine da Harrods” si è rivelato una delusione, ciononostante ho comunque deciso di dare una chance anche all’opera della Piazza e dalla Boiocchi.

Natale al castello” ha un avvio piuttosto prevedibile: il bel Duncan (cui la hostess fa gli occhi dolci perché evidentemente sprizza proprio fascino da tutti i pori e da tutte le cuciture dei suoi abiti di sartoria) ha origini scozzesi ma poco amore per le tradizioni. Tant’è che ha abbandonato la natia isola di Mull per studiare a Cambridge e intraprendere una carriera di successo a Londra come agente immobiliare di lusso. Il motivo del suo ritorno nelle Ebridi è tutt’altro che legato ai buoni sentimenti, anzi è una questione prettamente d’affari: l’uomo è stanco di investire i suoi soldi nel decrepito castello avito e vuole convincere i congiunti a vendere una proprietà che assorbe più soldi di quanti non ne faccia guadagnare.

Trattandosi di un racconto di fantasia, ambientato per di più nel periodo natalizio, non ho dubbi che il brillante ma un po’ cinico Duncan rimarrà vittima del fascino scozzese abbastanza per decidere che il castello deve rimanere in famiglia – ma conserverà probabilmente una dose di buon senso adeguata a fargli venire in mente l’idea geniale che riporterà in attivo la gestione di Laigbarn Castle.

Nel frattempo le autrici portano in scena la donna che è chiaramente destinata a fr breccia nell’indurito cuore di Duncan: Catriona, bella e fiera come solo le scozzesi dei romanzi sanno essere. Coi suoi magnifici capelli fulvi che la fanno parere una fata e la lingua tagliente che non risparmi giudizi severi sull’uomo trasferitosi al sud, la mia speranza è che le battute di Catriona e i suoi dialoghi con il protagonista riescano a mettere un po’ di brio nella storia.

Due immagini dell’isola di Mull sotto la neve – purtroppo non sono riuscita a trovare fotografie innevate con anche la costa (secondo me nelle Ebridi non nevica spesso …)

Perché finora non posso proprio dire che “Natale al castello” abbia saputo catturarmi. Lo spunto narrativo è, come ho già evidenziato, tutt’altro che originale e lo stile delle autrici non particolarmente evocativo per quanto scorrevole. Anche la Scozia, luogo che adoro e che dunque se usato come sfondo di un libro mi fa sempre iniziare la lettura con una certa dose di tolleranza extra, non mi pare emergere dalle pagine con il suo fascino. Si parla di Mull, del castello dei Campbell, della scogliera popolata di foche – eppure tutto mi sembra rimanere un po’ sterile, come se fossero le attrazioni elencate in una guida turistica.

Le bellezze delle Ebridi sono elencate con la stessa scarna freddezza con cui si parla del costoso cappotto di Duncan (uno spigato in lana col collo di velluto, per chi fosse interessato), ma non mi hanno fatto immaginare isole desolate battute dal gelido vento di dicembre. Anche il passaggio in cui si dice che è nevicato e che quindi il paesaggio è candido in contrasto con il mare mosso e grigio non l’ho trovata suggestiva – mi ha dato più l’idea di una rapida ripresa video che memorizza un luogo ma senza coglierne l’essenza.

Questa invece è, appunto, la costa; la fotografia non è stata scattata in inverno ma rende l’idea di quanto l’isola debba essere remota e selvaggia. Personalmente mi ha immersa di più nell’atmosfera intatta delle Ebridi quest’immagine che non le descrizioni fatte dalla Boiocchi e dalla Piazza.

Insomma, credo sia chiaro che i primi capitoli di “Natale al castello” non mi hanno entusiasmata, tant’è che per un po’ sono rimasta in dubbio sull’opportunità di proseguire con la lettura. Il motivo principale per cui ho scelto di continuare è legato proprio all’ambientazione scozzese, che mi auguro diventi più viva e percepibile. Quel che è certo è che non mi accosto a questo titolo con grandi aspettative, motivo per cui spero di non rischiare nemmeno delusioni troppo forti.

Giudizio dell’estratto:reading_book-sad_smiley

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