“Scambio di dame” di Sylvia Thorpe – Recensione

[Titolo originale: Romantic Lady]

Il mio giudizio in breve:

Trama romantica ma un po’ insolita, nella quale comunque si muovono dei protagonisti adattissimi al proprio ruolo e dei comprimari ben caratterizzati. Le disavventure dell’eroina sono numerose, il suo spirito indomito e la sua lingua arguta, eppure nonostante tutti questi pregi il romanzo non mi ha trascinata come speravo. Sicuramente bello, anche se manca quel quid che lo avrebbe reso perfetto.

scambiodidame

Ho già recensito della Thorpe il romanzo “Quadriglia” (questo il post a cui mi riferisco), ed essendomi davvero piaciuto non ho esitato ad acquistare una copia d’annata di “Scambio di dame” quando l’ho visto fra altri romanzi suoi contemporanei in una bancarella di libri usati. Anche questa volta l’ambientazione è quella romantica e gaia dell’Inghilterra all’epoca della Reggenza, sfondo sul quale si muove l’affascinante Caroline, impulsiva e indomita come si conviene ad una giovane donna dalla fiammeggiante chioma color tiziano.

Costretta a far da governante in casa degli zii a causa della povertà nella quale l’ha lasciata la morte del padre, Caroline ha troppo orgoglio per consentire che gli amici di un tempo provvedano a lei offrendole discutibili impieghi come dama di compagnia per signore che non ne hanno alcuna reale necessità, tuttavia ha anche abbastanza affetto per loro da non aver rotto i ponti nonostante la disparità delle attuali situazioni economiche. Al contrario Caroline è sempre pronta a farsi in quattro per aiutare coloro ai quali è affezionata, ragione che la spinge a vestire i panni dell’amica Jenny in modo che questa possa fuggire a Gretna Green e sposare il proprio amore senza destare i sospetti di una madre troppo interessata alla ricchezza del futuro genero e di un fidanzato freddo ed autoritario.

Come prevedibile questo romantico ed altruistico comportamento causerà una valanga di guai alla giovane, che nell’arco di una settimana sarà rapita per errore, tratta in salvo dall’uomo cui deve annunciare la rottura del fidanzamento, cacciata dagli sgradevoli parenti senza neppure un penny in tasca, nuovamente rapita ed addirittura vittima di un tentato omicidio. Per fortuna in questa girandola di eventi inaspettati Caroline non sarà quasi mai sola, o per lo meno verrà sempre soccorsa al momento giusto da Guy, eroe dalla nomea truce ed arrogante ma in realtà assai più gentiluomo di quanto si potesse prevedere. Sarà dunque assolutamente naturale che Guy e Caroline finiscano per innamorarsi reciprocamente …

Perfettamente inquadrato nella tradizione dei Regency scritti fra i cinquanta e i trent’anni fa, “Scambio di dame” presenta uno spaccato realisticamente romanzato di quelle che avrebbero potuto essere le disavventure di una gentildonna decaduta di inizio Ottocento. Caroline è forse un po’ avventata e troppo impulsiva, ma non ha comportamenti avulsi dalla sua epoca e dalla sua condizione sociale: vive con gli zii, pur venendone tiranneggiata, perché la sua unica alternativa è accettare la proposta di matrimonio di un commerciante abbastanza vecchio da poter essere suo padre – proposta che comunque considera spassionatamente e con molto buon senso in quanto le permetterebbe di avere una casa propria dove essere la padrona.

Romanticamente disinvolta quel tanto necessario a fingersi un’altra se le circostanze lo richiedono, è però turbata quando la finzione si prolunga e coinvolge degli estranei che si mostrano gentili con lei: insomma, Caroline rappresenta un’eroina senza eccessi che controbilancia assai adeguatamente gli eccessi che invece si parano sul suo cammino. Già perché le coincidenze si assommano nel libro per mettere in difficoltà la giovane, costretta a salvarsi dal rapimento insieme all’ultimo uomo che avrebbe desiderato incontrare, invischiata sempre più a fondo nella sua rete di menzogne benintenzionate, minacciata da qualcuno che aveva sempre considerato uno sciocco vanesio per una ragione che le appare assolutamente fantastica.

Per una volta confesso di trovare più in linea con il tono del romanzo, e più calzante con le vicende narrate, la copertina dell’edizione italiana del libro; queste in lingua inglese mi sembra abbiano poco a che fare con le rocambolesche avventure di Caroline e Guy.

Il difetto di “Scambio di dame” è, forse, proprio questa eccessiva enfasi data ad inganni e dissimulazioni a scapito della storia d’amore. Guy e Caroline fanno scintille quando sono insieme, sia nel burrascoso primo incontro sia in seguito, ma si trovano insieme troppo raramente per sostenere efficacemente il ritmo della narrazione. E’ abbastanza evidente che l’autrice ha un certo debito di ispirazione nei confronti della Heyer per personaggi, stile e trama, ma laddove la Heyer è assolutamente maestra nel gestire il mescolarsi e l’alternarsi della componente romantica e di quella avventurosa, la Thorpe purtroppo non risulta altrettanto abile.

I loschi figuri, le casupole isolate, i rapimenti a scopo di ricatto mi hanno ricordato vagamente “Belinda e il duca” della Heyer, ma “Scambio di dame” manca purtroppo di un più accentuato peso del rapporto fra i protagonisti. Guy, presentato come un tiranno dalla pessima reputazione di arroganza e freddezza, si rivela diverso dalle apparenze ma non ha lo spazio sufficiente per diventare un vero eroe al quale affezionarsi e resta solo un gentiluomo dalla forte volontà e dall’onore radicato che, innamoratosi di una donna un po’ sopra le righe, fa il possibile – e l’impossibile – per proteggerla fino a quando non può dichiararle i propri sentimenti.

Credo che una ventina di pagine in più, sfruttate per sviluppare meglio il nascente amore fra Caroline e Guy, avrebbero reso il libro perfetto perché comunque i dialoghi sono spumeggianti, l’ironia ben dosata, le descrizioni evocative senza diventare mai prolisse. Insomma il romanzo è decisamente piacevole, e sicuramente lo preferisco a tanti Regency più recenti in cui accadono eventi ancora meno realistici e a peggiorare le cose i protagonisti hanno comportamenti del tutto fuori luogo, ma pur essendo una lettura rilassante non è indimenticabile. Della Thorpe io ho letto finora soltanto quest’opera e “Quadriglia“, ma fra le due la mia preferenza va senza dubbio alle peripezie della vivace Melinda e del suo affascinante cugino Tristram.

Voto:gifVotoPiccola gifVotoPiccolagifVotoPiccolagifVotoPiccola

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...