Non è un libro ma … Recensione di un gioco da tavolo: “Pop to the shops”

Ho già presentato sul blog un gioco legato alla personificazione da parte dei bambini di uomini e donne che si dedicano agli acquisti; il prodotto al quale mi riferisco è “Wir spielen einkaufen“, adatto già dai 4 anni ed imperniato sulla problematica di acquistare le merci indicate sulla propria lista della spesa cercando di ottimizzare sia il percorso da coprire per raggiungere i diversi negozi sia il costo delle merci al variare del tempo. Quest’oggi voglio parlare di un gioco da tavolo di ispirazione quasi identica, “Pop to the shops“, che si differenzia dal precedente perché si focalizza soprattutto sullo sviluppo delle abilità di calcolo.

orchardtoyspoptotheshopsgameI bambini anche in questo caso impersonano uomini e donne che, ricevuta una dotazione iniziale di monete di diverso valore, devono gareggiare per essere i primi a completare i propri acquisti, ovvero riempire tutti gli spazi nella propria borsa della spesa. A turno i giocatori lanciando il dado determinano la portata del loro movimento sul tabellone, in base alla quale possono decidere in quale negozio recarsi (attraversare la casella corrispondente alla banca farà guadagnare in automatico 20 pence e permetterà l’eventuale cambio di denaro in tagli più piccoli). Il momento clou delle azioni è comunque rappresentato dall’acquisto: ciascun giocatore può scegliere a proprio piacere quali merci acquistare, ma per farlo deve essere in possesso dell’esatta somma di denaro richiesta.

Come si intuisce da questa breve presentazione, il gioco è giustamente semplice e punta su un un’ambientazione ben ricreata per appassionare i bambini. A differenza di quanto accade in “Wir spielen einkaufen” qui non si hanno bancarelle tridimensionali (peccato), mentre analogo è il tabellone modulare sul quale si snoda il colorato percorso che collega banca e negozi e la presenza di monete (qui rappresentate da tondini di plastica di varia misura in rapporto al loro valore).

La componentistica è di buon livello: il cartone con il quale sono composti tutti i vari elementi è abbastanza spesso e rigido, adeguato quindi ad essere maneggiato anche dai più piccoli, mentre i disegni seppur in stile naif sono realistici e molto colorati. Le monete che ricordano quelle vere con le lori differenti dimensioni e colori infine sono un dettaglio davvero simpatico. Le istruzioni incluse nella scatola sono disponibili soltanto in inglese, ma trattandosi di regole davvero basilari è sufficiente una conoscenza scolastica della lingua per poterle comprendere e spiegare ai più piccoli.

Ecco come si presenta il tabellone durante una partita
Ecco come si presenta il tabellone durante una partita

La meccanica di gioco di “Pop to the shops” è identica a quella di “Wir spielen einkaufen” in quanto in entrambi i casi essa è basata sul tiro dei dadi, sul movimento e sulla collezione di oggetti. Nonostante questo però i due giochi sono tutto sommato abbastanza diversi fra loro: “Wir spielen einkaufen” prevede infatti che, data una lista prefissata di merci da acquistare, il giocatore valuti quale sia il percorso più corto da seguire e dove possa acquistare merci ad un prezzo inferiore. Invece “Pop to the shops” si concentra sull’abilità di calcolo. L’individuazione del bene da acquistare avviene infatti tramite la pesca casuale di una tessera, ma a questa prima fase segue una valutazione del giocatore stesso che deve capire se ha abbastanza denaro per l’acquisto: in caso positivo si recherà al negozio per lo scambio, altrimenti la tessera viene rimessa in gioco e lui ne pesca un’altra ripetendo la verifica fino a quando non si gira una merce dal valore sufficientemente basso.

E’ evidente dunque come il gioco richieda ai bambini non tanto di individuare la migliore successione nell’acquistare le merci ma piuttosto di capire quale prodotto possono permettersi di comprare non solo in rapporto al denaro complessivo di cui dispongono, ma anche dei vari tagli di monete che possiedono in quel momento (nel gioco non è previsto che il negoziante dia il resto).

Sotto questo aspetto “Pop to the shops” è probabilmente più mirato di “Wir spielen einkaufen” nello sviluppare la capacità di fare calcoli da parte dei bambini, ma visto che il denaro necessario per gli acquisti fa riferimento a cifre relativamente complesse (si deve distinguere fra sterline e pence, un po’ come fra euro e centesimi, e calcolare opportunamente l’ammontare dei propri averi) personalmente credo che l’età minima per proporlo ai bambini sia più vicina ai 6 anni piuttosto che ai 5 indicati sulla scatola.

In questa foto si vedono più nel dettaglio la borsa della spesa, parzialmente riempita di tessere, e l'interno di uno dei negozi, con le merci affiancate dal prezzo
In questa foto si vedono più nel dettaglio la borsa della spesa, parzialmente riempita di tessere, e l’interno di uno dei negozi, con le merci affiancate dal prezzo

Una piccola curiosità finale deriva dalla lettura del regolamento, che specifica esplicitamente come una volta giunto al negozio dove fare acquisti (ciascun negozio durante la partita è gestito da uno dei giocatori) il giocatore di turno debba chiedere educatamente al negoziante la merce desiderata prima di offrirgli il corrispettivo in denaro. Non so se questo avverbio – educatamente – dipenda dal fatto che il gioco sia un prodotto britannico (si sa che gli inglesi sono notoriamente beneducati), ma può essere un incentivo a migliorare con il gioco non solo le proprie capacità matematiche ma anche quelle sociali.

La nostra esperienza: abbiamo regalato “Pop to the shops” ad un amichetto di mia figlia che venendo a casa nostra aveva provato “Wir spielen einkaufen“; nel corso dell’unica partita fatta insieme ho notato che fare i conti non è molto immediato per bambini che ancora frequentano la materna eppure, nonostante le indubbie difficoltà, tutti i piccoli coinvolti hanno voluto proseguire nel gioco e si sono impegnati (spesso aiutandosi l’un l’altro) per non sbagliare somme e sottrazioni..

 

Queste le caratteristiche riportate sulla scatola:gif-board-games
Gioco da 2 a 4 giocatori
Età dai 5 ai 9 anni

 

 

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