Uno straordinario rigoglio di flora tropicale al Jardin de Balata

Riprendo l’argomento Martinica per parlare di una delle maggiori attrazioni dell’isola, il Giardino botanico di Balata (Jardin de Balata). Situato a circa dieci chilometri da Fort de France questo complesso ospita attualmente oltre 3000 specie di piante tropicali su una superficie di circa tre ettari. Progettato dall’architetto paesaggista Jean-Philippe Thoze come un’autentica opera d’arte vivente, il giardino botanico aprì le sue porte al pubblico nel 1986 ed attualmente è uno dei più visitati dei Caraibi.

Lo scorcio sicuramente più celebre dei giardini: in lontananza si vede il mar dei Caraibi

Realizzata senza mai lesinare sull’aspetto monetario, quest’opera titanica è oggi un piccolo paradiso costituito da un susseguirsi di viali ombreggiati che in alcuni punti abbracciano incantevoli vedute dell’oceano, in altri sono dominati dalle possenti sagome dei Pitons du Carbet (una serie di picchi nel nord dell’isola che superano i 1000 metri d’altitudine e sono le montagne più antiche della Martinica).

L’ingresso, fiancheggiato da alpinie, conduce ad una vecchia dimora in legno in stile tradizionale creolo, con tetto a pagoda e veranda. All’interno della piccola dimora alcuni mobili d’epoca e manichini opportunamente abbigliati danno un’idea di come fosse lo stile di vita in passato sull’isola, ma lo spettacolo più accattivante è l’incessante balletto messo in scena dai colibrì sulla piccola terrazza di accesso al giardino. Qui infatti alle travi della veranda sono appesi piccoli recipienti in cui gli uccellini vanno a nutrirsi in un ritmico svolazzare senza fine.

Alcuni colibrì in volo; se ne possono ammirare in tutto il giardino ma è più facile vederli nella veranda dell’edificio all’ingresso dei giardini

L’ammirazione per le acrobazie aeree dei colibrì viene comunque presto soppiantata dall’emozione provata di fronte alla vista che si apre sul giardino. La passeggiata inizia idealmente con un maestoso viale di palme che si diparte proprio dalla base della veranda, ma molti sono i piccoli sentieri secondari che conducono alle varie aree tematiche create da Jean-Philippe Thoze e che meritano una visita. Anzi, a questo proposito il mio suggerimento è di noleggiare l’audio-guida offerta all’ingresso (l’italiano è una delle lingue selezionabili) perché darà interessanti indicazioni lungo tutto il percorso di visita.

Si scopre per esempio proprio grazie alle audio-guide che nel cuore del giardino, in un’area dedicata e poi in altre zone sparpagliate qua e là, si sviluppa una collezione riconosciuta come d’eccezione a livello internazionale. Si tratta delle bromeliacee, una famiglia vastissima di piante per la maggior parte epifitiche, cioè che possiedono solo radici aeree e crescono fissate agli alberi che utilizzano come supporto. Originarie principalmente dall’America centrale e meridionale, le bromeliacee hanno fiori che possono crescere fino a 5 – 6 metri di altezza, con tonalità diverse di verde, rosa e blu.

Due immagini del fico strangolatore, indissolubilmente legato alla pianta cui si è abbarbicato fin dalle radici

La passeggiata nel Jardin de Balata continua con altre rarità botaniche (efficacemente illustrate dall’accompagnamento dell’audio-guida) come un fico strangolatore che ha bloccato nelle sue radici un albero di cocco e grazie a quel sostegno ha potuto crescere a dismisura. O un albero, di cui purtroppo non ricordo con sicurezza il nome (credo fosse pandano), che ha radici sottili e per la maggior parte non interrate, motivo per cui quasi tutti gli esemplari del giardino sono stati sradicati quando l’isola è stata devastata dall’uragano Maria nel settembre del 2017.

Ad un anno di distanza dalla mia visita al giardino botanico non ricordo più i nomi delle varie piante, ma la bellezza dei fiori visti durante il percorso è impossibile dimenticarla!

Oltre al mare des palmiers royaux, un bacino dove crescono il giacinto d’acqua e il loto, ci sono altre vasche ricche di ninfee e una sezione dedicata al giardino giapponese che presenta anch’essa una parte acquatica. Lungo tutto il percorso abbondano inoltre le palme (grazie all’audio-guida scoprirete che ne esistono tantissimi tipi differenti), i banani, le felci giganti. Nella zona più bassa del giardino lo sguardo si perde invece fra i bambù, che scopriamo avere una crescita velocissima; e la sorpresa è ancora maggiore quando si viene a sapere che in realtà un’intera zona è occupata da un unico ciuffo di Dandrocalamus, il più grande di bambù del mondo.

Sembra una foresta impenetrabile (e in parte lo è); la peculiarità le deriva dall’essere interamente popolata di bambù

Interessante poi la passeggiata che si può compiere sulle passerelle sospese, una serie di piattaforme poste ad oltre 15 metri d’altezza che permette di ammirare non soltanto le incantevoli viste del panorama circostante ma anche di osservare da prospettive insolite le diverse specie di piante presenti nel giardino. Da lontano la struttura può somigliare a quella dei parchi avventura, ma i passaggi non presentano alcuna difficoltà ed anche se teoricamente l’età minima richiesta per accedere alle passerelle è di 8 anni possono salirvi anche bambini più piccoli purché accompagnati.

Una visita completa e non affrettata al Jardin de Balata richiede poco più di due ore: non sembrano molte ma sono davvero ben spese, ogni passo nel giardino botanico rafforza l’idea di trovarsi in un paradiso verdeggiante e ricco di colori. E poiché la struttura è aperta ogni giorno dalle 9 alle 18 non è davvero difficile programmare di trascorrere qui una mattinata o un pomeriggio!

Le palme sono frequentissime nel giardino, anche perché ne esistono davvero tante specie diverse; questo scorcio riprende una parte della cosiddetta Allée Royal – in lontananza i Pitons du Carbet avvolti nelle nebbie.

 

Questo il sito del giardino botanico: http://www.jardindebalata.fr/

 

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